Abitazioni mediterranee per persone a basso reddito. Il progetto Elih-Med per la riqualificazione energetica
Quando si parla della necessità di attuare interventi per la riqualificazione energetica degli edifici spesso non si fanno i conti con la presenza di un'ampia fascia di popolazione che difficilmente riuscirebbe a sobbarcarsi il costo dei lavori di ristrutturazione. È stato calcolato che gli edifici che ospitano persone e famiglie a basso reddito siano circa il 40% delle costruzioni nell'Europa mediterranea. Ed è proprio a questa fascia di popolazione che si rivolge Elih-Med (Energy Efficiency in Low Income Housing in the Mediterranean) un progetto internazionale che mira alla riqualificazione energetica degli edifici abitati da famiglie a basso reddito situate in sei paesi della costa settentrionale del Mediterraneo: Italia, Spagna, Francia, Grecia, Cipro e Malta.
Si tratta per il momento di un progetto pilota che attraverso la messa in atto di interventi di riqualificazione energetica di circa 500 abitazioni, mira a indicare delle linee guida (tecniche ed economiche) sulle quali incentrare le politiche di riqualificazione energetica di questa ampia fascia di edifici, nell'ottica di un generale raggiungimento degli obiettivi della strategia europea 20-20-20.

(I paesi interessati dal progetto Elih-Med. Immagine da www.elih-med.eu)
Per quanto la definizione di "Low incoming housing" (abitazioni per residenti a basso reddito) cambi da paese a paese, gli organizzatori del progetto Elih-Med (coordinato dall'Enea) hanno individuato come target di riferimento per l'attuazione delle misure di riqualificazione energetica degli edifici tre tipologie di residenti: proprietari e affittuari di case private con basso reddito; famiglie che soffrono di povertà energetica; inquilini delle tradizionali case popolari. Per l'attuazione dei progetti pilota sono stati scelti edifici già esistenti realizzati prima del 1995 e caratterizzati da bassissime prestazioni energetiche, la cui riqualificazione consentirebbe non solo di apportare una generale diminuzione dei consumi energetici globali, ma consentirebbe ai residenti di diminuire la spesa totale per l'energia senza diminuire (anzi, aumentando) i livelli di comfort ambientale delle proprie abitazioni.
Cominciato nel 2011, il progetto Elih-Med ha concluso la sua prima fase nel marzo di quest'anno con il completamento degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici interessati. Da questo momento in poi gli edifici riqualificati saranno monitorati per valutare i risultati ottenuti e saranno stilate delle linee guida per mettere in atto strategie europee per la riqualificazione energetica degli edifici di questo tipo. La gran parte dei finanziamenti utilizzati per l'attuazione di questi interventi è di provenienza europea (fondi FESR), ma sono stati utilizzati anche fondi nazionali e finanziamenti privati. In nessun caso gli interventi hanno comportato finanziamenti da parte degli utenti finali.
Gli interventi in Italia: Sassari, Genova, Napoli
Tra i paesi coinvolti nel progetto c'è anche l'Italia, che ha visto l'attuazione di interventi di riqualificazione energetica in 93 abitazioni rurali e cittadine situate in tre località diverse: la provincia di Sassari, il comune di Genova e il comune di Frattamaggiore (Napoli). In Sardegna sono stati riqualificate 30 abitazioni rurali monofamiliari, ciascuna di circa 120 mq, a piano singolo o a due piani. Tutte risalgono all'incirca agli anni Cinquanta con performance energetiche di livello G, abitate per lo più da inquilini pensionati con reddito al di sotto della fascia di povertà. La riqualificazione di questi edifici ha riguardato interventi di isolamento del tetto, la sostituzione delle finestre a vetro singolo con finestre più efficienti e l'installazione di pompe di calore, con una previsione di diminuzione dei consumi energetici di circa il 40%.
A Genova e a Frattamaggiore gli interventi si sono svolti in area cittadina, all'interno di strutture condominiali di edilizia popolare. I lavori hanno riguardato due condomini a Genova risalenti agli anni Cinquanta, per un totale di 45 abitazioni, e un condominio a Frattamaggiore costruito negli anni Ottanta, comprendente 18 abitazioni. In entrambe le città gli edifici prima degli interventi presentavano prestazioni energetiche bassissime, in classe G o F. I lavori di riqualificazione energetica hanno comportato l'installazione di un sistema di coibentazione delle pareti esterne e del tetto, la sostituzione delle vecchie finestre con finestre più efficienti, la sostituzione dei vecchi impianti per il riscaldamento con sistemi nuovi più efficienti e, nel caso napoletano, l'installazione di pannelli fotovoltaici. Si stima che dopo questi interventi si avrà una riduzione dei consumi dal 25 al 53% nel caso genovese, e dal 40 al 60% nel caso del condominio di Frattamaggiore.















