Produttori di energie rinnovabili verso l'associazione unica
Un'associazione unica per le energie rinnovabili, che rappresenti tutte le aziende del settore in modo da creare una forte voce unitaria: questo lo scopo del protocollo di intesa sottoscritto il 4 novembre scorso tra le associazioni Anie/Gifi, Ifi e Assorinnovabili, le principali associazioni del settore.
Obiettivo del documento è mettere in campo un percorso comune che porti alla creazione di un'associazione unica che, con oltre 700 imprese, diventerebbe il più rappresentativo gruppo di un settore che occupa 130.000 addetti.
Una decisione che arriva in un momento storico molto particolare, in cui le fonti energetiche rinnovabili si trovano sotto l'attacco incrociato delle grandi compagnie petrolifere, che cercano di boicottare l'utilizzo del rinnovabile.

(Un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni)
"Ci siamo trovati concordi – hanno affermato i presidenti Emilio Cremona (Anie/Gifi), Agostino Re Rebaudengo (assoRinnovabili) e Alessandro Cremonesi (Ifi) – nel ritenere che l'ulteriore sviluppo della filiera rinnovabili, intesa come il settore dei produttori di energia rinnovabile, dei produttori di impianti e dei fornitori di componenti e servizi, passi anche per un'aggregazione della rappresentanza. Con un'unica voce, il settore rafforzerà le sue posizioni in tutte le sedi istituzionali e su tutti i temi rilevanti, a partire dai provvedimenti legislativi in atto, sul quale presenteremo subito proposte congiunte per lo sviluppo e l'occupazione nel nostro Paese". L'unione fa la forza, quindi, secondo le associazioni di categoria, che esortano le aziende a tenere duro e a non mollare. "Alle aziende operanti nel settore delle rinnovabili - ribadiscono i Presidenti - dobbiamo il rispetto per quanto fatto nel recente passato e quanto sarà possibile fare nel prossimo futuro in termini occupazionali e in termini di ricerca e sviluppo in Italia. Non vogliamo che si ripetano errori senza una analisi vera e concreta delle opportunità per l'industria, il mercato e per l'economia del sistema paese".
Sulla spinta del settore delle rinnovabili è intervenuto nei giorni scorsi anche il Coordinamento Free (Fonti rinnovabili ed efficienza energetica), durante un'audizione tenutasi presso la decima Commissione della Camera dei Deputati sulla Strategia energetica nazionale.
Nel corso dell'incontro l'associazione ha presentato un documento che ha lo scopo di sensibilizzare il legislatore a mettere in atto la Direttiva europea 2012/27/UE sull'efficienza energetica per le costruzioni; secondo tale norma, nel 2020 gli edifici dovranno essere a domanda energetica quasi nulla. Nei prossimi anni si potranno quindi ristrutturare edifici per un valore del 60% dell'edilizia residenziale, che copre il 23% dei consumi energetici totali. Questo imporrà di individuare il mix più conveniente di efficientamenti energetici, di rinnovabili termiche e di rinnovabili elettriche.
L'associazione pone l'accento sull'importanza delle rinnovabili termiche, in quanto i consumi termici rappresentano il 45% del totale consumo energetico. "Si deve puntare anche in Italia sulle rinnovabili termiche e, in questo senso, si devono attivare il fondo di garanzia per le reti di teleriscaldamento alimentate da biomasse, che è in ritardo di tre anni, promuovere i certificati bianchi per le termiche rinnovabili e rivedere il sistema di incentivazione per il solare termico" fa sapere Free in un comunicato.
Il documento illustrato in commissione ha posto altresì l'accento sul superamento in tempi brevi del meccanismo di incentivi per le tecnologie delle rinnovabili più mature: "Siamo consapevoli dei problemi che lo sviluppo dell'efficienza energetica e delle rinnovabili ha già prodotto e ancora più produrrà, e intendiamo collaborare alla loro soluzione" scrive l'associazione, che evidenzia come si debba "passare da un meccanismo di incentivi ad un meccanismo di sostegno alla costruzione di nuovi impianti di Fer, archiviando così il vecchio sistema di incentivi tramite l'emissione di un bond ‘ad hoc' che chiuda i conti con i vecchi operatori. E' questo l'unico modo per abbassare davvero il costo delle bollette".














