La svolta energetica in Indonesia affidata ai vulcani

L'Indonesia e la geotermia: storia di un rapporto difficile

Geotermia: è questa la parola chiave cui è affidato il futuro energetico dell'Indonesia. Un futuro che finora si è visto offuscato da norme burocratiche complesse, da una scarsa percezione delle potenzialità immense della conformazione geologica del territorio e da politiche di prezzo sbagliate. Nel 2014 le cose sembrano però prendere una piega diversa, grazie alla nuova legge approvata lo scorso 26 agosto dal Parlamento indonesiano.

Con più di 17.000 isole e 130 vulcani, l'Indonesia possiede un potenziale geotermico sconfinato, pari al 40% di quello mondiale, ma nonostante questo stenta ancora oggi a trarre beneficio dalle risorse del proprio sottosuolo. Lo Stato-arcipelago si colloca infatti al terzo posto nella classifica dei maggiori produttori di energia geotermica (i primi posti spettano a Stati Uniti e Filippine), ma dovrebbe occupare il primo, in quanto potrebbe essere in grado di produrre, sfruttando il calore del sottosuolo, circa 29 GW di elettricità. Per adesso si attesta intorno ai 1.300 MW, un risultato esiguo, pari solo al 5% del totale potenziale di energia.

L'Indonesia possiede 130 vulcani che potrebbero essere sfruttati per un'intensa attività geotermica

(L'Indonesia possiede 130 vulcani che potrebbero essere sfruttati per un'intensa attività geotermica)

Il Presidente Yudhoyono, in carica dal 2004, ha tentato più volte di mettere al centro della propria politica energetica la questione delle risorse geotermiche. Recentemente, tra l'altro, il Ministro dell'Energia e delle Risorse Minerarie Jero Wacik ha dato in concessione 58 aree geotermiche per l'avvio di nuovi progetti energetici, ma 49 di esse sono rimaste inutilizzate a causa della legislazione obsoleta, di questioni economiche e dell'opposizione delle comunità locali.

Le problematiche del passato

I principali ostacoli allo sviluppo di impianti geotermici in Indonesia sono stati, nel tempo, soprattutto quattro:

  • L'equiparazione tra l'attività energetica geotermica e quella mineraria (petrolio, carbone, gas, ecc.), regolamentata tramite una legge apposita, per cui non è possibile sfruttare il calore del sottosuolo in quelle aree verdi protette dopo però le risorse abbondano;
  • Gli impianti geotermici sono molto più complessi da avviare, soprattutto perché l'allaccio alla rete elettrica avviene con tempi molto più diluiti;
  • Il prezzo dell'elettricità ha da sempre causato dissapori tra gli organi governativi e le compagnie impegnate nello sviluppo degli impianti, le quali avrebbero voluto mantenere le tariffe un po' più alte per rientrare dei costi di produzione;
  • Le complicazioni burocratiche nella gestione dei progetti geotermici, sviluppati in zone verdi messe a disposizione dal governo, ma i cui bandi di gara venivano gestiti dalle singole amministrazioni locali, per cui i vincitori del bando si ritrovavano a dover rispondere a due autorità distinte, spesso in conflitto tra loro;

Il più grande impianto geotermico indonesiano si trova a Wayang Windu nell'isola di Giava

(Il più grande impianto geotermico indonesiano si trova a Wayang Windu nell'isola di Giava)

La nuova legge sulla geotermia

A fronte di questi numerosi problemi che hanno ostacolato l'espansione dell'energia geotermica nell'arcipelago, il Parlamento indonesiano ha approvato una nuova legge, in sostituzione della precedente n.27/2003, che abbatte le ultime barriere legali. I punti principali del documento, non ancora firmato dal Presidente Susilo Bambang Yudhoyono, si possono riassumere così:

  • Possibilità di ricavare risorse geotermiche anche nelle zone verdi interdette alle attività di estrazione mineraria;
  • Nuove linee guida per la politica sui prezzi sia per gli investitori che per la compagnia dell'elettricità statale PT PLN;
  • Benefici per le comunità locali: chi costruisce un impianto geotermico deve destinare parte dei ricavi o un bonus di produzione alle comunità interessate dai lavori;
  • Semplificazione burocratica: la gestione dei bandi di gara per l'assegnazione di nuovi progetti geotermici sarà affidata al governo stesso;

La nuova legge in materia si va ad inserire, tra l'altro, in un più ampio progetto del Presidente, ossia quello di abbattere del 26% le emissioni di gas nocivi entro il 2020.

AutoreDott.ssa Irene Armaro


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