La Grecia e le energie rinnovabili

Tra i Paesi europei, la Grecia è forse quella che più di tutti è balzata alle onore delle cronache italiane per la crisi di debito, che l'ha travolta a partire dal 2009 e che ha indotto l'Unione Europea a versarle alcuni prestiti di salvataggio dell'ordine di centinaia di migliaia di miliardi di euro. Mentre tutto questo accadeva, nella culla della civiltà occidentale, venivano costruiti più del 90 % degli impianti fotovoltaici attualmente in funzione e si puntava a rafforzare gli incentivi a favore della produzione di energia da fonti rinnovabili. L'obiettivo era abbattere gli ostacoli della burocrazia e delle pubbliche amministrazioni e portare i grandi investitori e il loro denaro sui progetti legati non solo al fotovoltaico ma anche all'eolico, alla geotermia e alle biomasse.

Durante la crisi, il governo greco ha puntato sugli incentivi alle rinnovabili per attirare nel Paese i grandi imprenditori

(Durante la crisi, il governo greco ha puntato sugli incentivi alle rinnovabili per attirare nel Paese i grandi imprenditori)

Dopo l'entusiasmo iniziale, il Paese ha dovuto, però, fare ancora una volta i conti con la complessità della sua macchina burocratica e, così, nonostante presenti e offra le condizioni ottimali per sfruttare al meglio sole e vento, la corsa alla rinascita (anche grazie alle rinnovabili ha conosciuto) una battura d'arresto, legata anche alla considerevole riduzione delle tariffe feed-in.

Eppure, piccole e medie imprese continuano a non abbattersi, resistere e andare avanti, cercando la strada per unire due grandi risorse di questo Paese: da un lato, appunto, le rinnovabili e, dall'altro, il turismo. Questa, per lo meno, è la strada battuta in questi anni da Nikos Psaras e dalla sua società (tutta ateniese) attiva nel settore del geotermico. L'Unione Europea prevede, infatti, consistenti finanziamenti per gli stabilimenti turistici, interessati a una riconversione geotermica e, quindi, a una riduzione dei costi in bolletta.

Sulla spinta dei finanziamenti europei, alcuni imprenditori stanno cercando di usare il potenziale geotermico della Grecia a sostegno del turismo

(Sulla spinta dei finanziamenti europei, alcuni imprenditori stanno cercando di usare il potenziale geotermico della Grecia a sostegno del turismo)

La strada per la rinascita sembra, dunque, almeno per ora destinata a passare per piccoli progetti, magari applicati al settore turistico e alberghiero. Resta, però, da vedere come reagirà il mercato ai tagli retroattivi degli incentivi alle rinnovabili, annunciati lo scorso 12 maggio dal governo.

Le grandi opere e i grandi investimenti continuano, infatti, a essere marginali, come il progetto Helios, dal 2011 ancora in stand by. Il sogno è quello di costruire ad Atene il più grande parco solare di Europa, con una capacità di 10 GW entro il 2050 e un fatturato annuo di 4 miliardi di euro, ricavati dall'esportazione di energia elettrica. Il progetto, per ora, è collassato senza note ufficiali, ma si vocifera che i principali potenziali partner segnalati dal Governo greco non abbiano mostrato abbastanza interesse.

AutoreDott.ssa Morena Deriu


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