Inaspettato dietro front della Romania: improvvisi tagli nei confronti delle energie rinnovabili
La notizia è fresca e giunge come un fulmine a ciel sereno: la Romania, il paese che al momento mostrava più attrattiva a riguardo di investimenti nel settore delle energie rinnovabili all'interno dell'ambito dell'intero panorama europeo orientale, ha improvvisamente deciso per una serie di tagli retroattivi da applicare al settore dell'energia verde.
Vediamo i dettagli della notizia.
Le decisioni del Governo romeno
Il 4 Giugno 2013 il Governo romeno ha provveduto ufficialmente a varare un decreto legge atto a tagliare il precedente sistema incentivante previsto dall'ordinamento a sostegno dell'energia proveniente da fonte pulita.
Particolarmente colpito sarà il settore dell'eolico, per il quale verranno dimezzati i certificati verdi ovvero i fautori di gran parte dell'introito economico, ma non saranno risparmiati nè il solare nè l'idroelettrico, che subiranno la stessa sorte.
Nello specifico i provvedimenti verranno attuati attraverso la sospensione del pagamento della certificazione verde fino ad ora maturata, manovra atta alla limitazione dei poteri di accreditamento, che verrà congelata almeno fino al 2017 con riserva per il 2018, i cui futuri tassi di rendimento non sono ancora stati resi noti.
(Una serie di installazioni eoliche che saranno duramente copite dai nuovi provvedimenti governativi romeni)
Le motivazioni governative
Le notizie hanno certamente lasciato a bocca aperta gli investitori in un settore che fino ad ora è stato ricco di attrattiva e si presentava come una consistente opportunità di business non solo per grandi investitori ma anche per piccoli imprenditori locali.
Pare che al centro delle motivazioni governative risieda una manovra atta ad evitare una serie di tagli e tasse nel settore industriale e immobiliare, una sorta di compromesso allo scopo di permettere investimenti nel rinnovabile non più a scapito degli altri settori.
Inoltre, il precedente benevolo regime incentivante, sarebbe ritenuto colpevole di un impatto negativo a riguardo del prezzo dell'elettricità.
La situazione precedente
A partire dal 2008, la produzione di energia rinnovabile in Romania era stata particolarmente incoraggiata da azioni governative mirate attraverso interventi legislativi tra cui figurava un sistema di incentivazione stabilito nella durata di 15 anni, atto a stabilire il rilascio mensile da parte del gestore di rete al produttore di energia della tanto ora colpita certificazione verde, in un numero collegato alla tipologia della fonte rinnovabile produttrice e per un valore singolo che poteva raggiungere cifre massime pari all'importo di 55,00 Euro.
Il sistema incentivante prevedeva inoltre agevolazioni come esenzioni dall'imposta su fabbricati e terreni per le imprese che entro la fine del 2013 effettuassero investimenti nei parchi industriali.
Il preoccupante trend dei tagli retroattivi
La notizia segue quella dei tagli retroattivi che, a partire da qualche giorno, sono entrati in vigore in Grecia in merito alla riduzione del 44% delle tariffe incentivanti per impianti fotovoltaici allacciati alla rete dal mese di Febbraio 2013, provvedimenti di natura finanziaria che vanno a correggere gli effetti della precedente legislazione del Paese, andando ad incidere negativamente sul bilancio degli operatori di mercato, i quali avevano contrattualizzato impegni di investimento a lungo termine.
Si spera che questa strada dei tagli retroattivi non sia l'inizio di un preoccupante trend europeo opposto al precedente boom verde.












