Biocarburante dalle piante del deserto

Per biocarburanti si intendono un insieme di prodotti liquidi e gassosi, utilizzabili come combustibili e ricavati dalle biomasse. Tradizionalmente il loro impiego è collegato al settore dei trasporti, in sostituzione dei combustibili fossili, ma negli ultimi tempi stanno iniziando ad essere utilizzati anche nel campo dell'elettrica e della termica. Sono ovviamente delle risorse rinnovabili, in quanto non aumentano nel processo di combustione e produzione l'anidride carbonica nell'aria. I biocarburanti utilizzati sono:

  • bioetanolo (è prodotto tramite la fermentazione delle biomasse. Può essere utilizzato nelle benzine, nella preprazione dell'ETBE o come combustibile all'interno dei camini)
  • biodisel (è ottenuto tramite gli oli vegetali e i grassi animali, attraverso un processo chimico)
  • biometanolo detto anche alcol metilico (può essere raffinato per ottenere benzina sintetica, oppure utilizzato nella produzione del biodisel)
  • biodimetiletere detto anche etere di legno (è utilizzato per sostituire il gasolio nei motori a ciclo diesel)
  • bioidrogeno (è un idrogeno molecolare prodotto per via biologica, attraverso la gassificazione delle biomasse, o attraverso il processo metabolico di microrganismi)
  • oli vegetali (è grasso vegetale, utilizzato come biocombustibile, oltre che nel resto dei campi dove solitamente viene utilizzato  nel mondo della cucina e della cosmesi)

biocarburante(Il biocarburante ricavato attraverso le biomasse)

Un'ulteriore suddivisione può essere fatta attraverso quelli che sono i biocarburanti di I generazione: ottenuti a partire da piante alimentari e quelli di II generazione ricavati da materie prime non alimentari e ottenuti da colture energetiche lignocellulosiche. Infine ci sono quelli di III e IV generazione che sono ancora in fase di studio e provengono da processi di ingegneria genetica. Dovrebbero poter gradualmente sostituire quelli fossili ed integrare quelli di I e II generazione. Ad oggi i biocarburanti che sono sfruttati maggiormente sono però gli oli vegetali, che vengono utilizzati sia come tali, sia come biodiesel o bioetanolo.

Nei crescenti studi su questa energia rinnovabile si è inserita nei giorni scorsi la scoperta fatta da Boeing, insieme al consorzio SBRC, ed è inerente lo sviluppo di biocarburante per quella che viene definita "l'aviazione sostenibile". Lo studio si è basato sulla nutrizione delle piante del deserto attraverso l'acqua del mare, riscontrando che queste sono in grado di produrre biocarburante in maniera più efficiente, rispetto ad altre materie prime.  "Le piante chiamate alofite dimostrano, molto piu' dei risultati attesi, di poter essere utilizzate come fonte per carburante rinnovabile per gli aerei e per altri veicoli", ha dichiarato Alejandro Rios, direttore dell'SBRC. Queste piante sono dei vegetali che grazie alla loro morfologia e anche fisiologia riescono ad inserirsi in territori salini o alcalini. Sono così resistenti alla siccità, accumulano sali nei tessuti, assorbono poca acqua e eliminano ciò che devono attraverso un particolare apparato ghiandolare. "Gli Emirati Arabi sono diventati leader nella ricerca sui territori desertici e sull'acqua salmastra per far crescere materie prime per il biocarburante sostenibile, che ha anche applicazioni potenziali in altre parti del mondo". progetto sbrc

(Il progetto dell'SBRC)

Finanziato da Boeing, Etihad Airways e Honeywell UOP, il SRBC è dedicata proprio allo sviluppo e alla commercializzazione di biocarburante dell'aviazione sostenibile, che emette dal 50 all' 80 per cento in meno di carbonio durante il suo ciclo di vita, rispetto ai combustibili fossili. Grazie alla scoperta che vede tutte le piante a cespuglio in grado di essere trasformate in biocarburante in modo rapido ed efficace, nei prossimi anni gli esperti di SRBC creeranno un ecosistema, sperimentando due coltivazioni nel terreno di Abu Dhabi. Le alofite saranno nutrite dai rifiuti marini (gamberi e pesci) e nel mentre puliranno le acque in cui si trovano, prima di confluire nell'oceano. A detta degli esperti  "questo progetto puo' avere un impatto globale, dal momento che il 97% dell'acqua sulla Terra e' costituita dagli oceani e il 20% del suolo e' costituito da deserti".

AutoreDott.ssa Gloria Maria Rossi


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