Water squares: piazze come bacini di raccolta per le acque piovane
Piogge intense e allagamenti. È questa l'ormai consueta situazione italiana durante il periodo invernale e autunnale, quando le precipitazioni diventano frequenti e abbondanti. I fiumi straripano e i sistemi fognari collassano. Occorrerebbe, onde evitare il perpetuarsi di simili eventi, elaborare soluzioni per la realizzazione di efficienti sistemi di stoccaggio delle acque piovane, utili anche per riutilizzarle in un'ottica di sostenibilità.
L'Europa, nello specifico l'Olanda, ha avviato, in proposito, dopo anni di studi e di ricerche, la costruzione delle water squares, le piazze d'acqua. Il progetto, elaborato dallo Studio Marco Vermeulen insieme al gruppo De Urbanisten e presentato nel lontano 2005, durante la biennale di architettura di Rotterdam, ha preso concretamente il via nel 2012 e si è concluso l'anno successivo.
(Suggestiva illustrazione di una piazza d'acqua. Fonte nextcity)
Ma cosa sono di preciso le water squares? Qual è il concetto alla base di esse e il loro funzionamento? Queste piazze d'acqua sono pensate come aree di gioco, svago e relax per giovani, bambini e adulti. Quindi, nella quasi totalità del tempo (il 90%) sono dei parchi tradizionali. Con l'arrivo delle piogge, però, mutano completamente il loro aspetto, allagandosi e divenendo laghetti temporanei.
Più nello specifico, se le precipitazioni sono poco intense, l'acqua è semplicemente filtrata e immagazzinata in appositi bacini di raccolta sotterranei e utilizzata in un secondo momento. Invece, in caso di nubifragi o comunque di pioggia particolarmente intensa e abbondante, la piazza diventa essa stessa un bacino di stoccaggio e decantazione delle acque. In questo modo, è possibile controllarne e gestirne l'introduzione nel sistema fognario, mettendolo al riparo dal collasso.
(Rendering di una water square. Fonte paesaggi di decrescita)
Il sistema delle water squares stabilisce, inoltre, che la permanenza dell'acqua al suo massimo livello nell'area interessata, non superi le 32 ore per questioni di carattere igienico. Un aspetto, questo, da non sottovalutare, in quanto le acque sono depurate con un apposito impianto (water chamber) e fluite nei bacini delle piazze prive di sostanze nocive e pericolose alla salute dei cittadini.
Dunque, i vantaggi di tali costruzioni sono:
- aggiunta di un valore estetico alla città;
- creazione di spazi pubblici per il divertimento dei cittadini;
- gestione di grandi quantità di acqua allo scopo di evitare l'allagamento del tessuto urbano, con tutti i disagi e i rischi che una situazione del genere comporterebbe.
(La water square Benthemplein. Fonte whatdesigncando)
La water square Benthemplein, una delle prime ad essere realizzata, è in grado di immagazzinare 1.700 metri cubi di acqua, in presenza di temporali. Sita in un'area a forte rischio inondazione, si sviluppa su tre bacini preposti, in assenza di piogge, a diverse attività, quali teatro, sport e relax. Due di essi si occupano di stoccare l'acqua derivante dai dintorni, mentre il terzo si attiva solo in caso di vera emergenza, per esempio durante un nubifragio. Questo bacino mantiene al sicuro gli abitanti, diventando un laghetto temporaneo e artificiale e contrastando con efficacia gli allagamenti. L'acqua piovana che cade sulla piazza arriva ad esso passando per grondaie di notevoli dimensioni, in acciaio inox.
L'intero spazio, ben demarcato da erbe alte, fiori colorati e grandi alberi, crea un contesto originale e innovativo per l'edificio moderno di Maaskant.
(Altro rendering di una piazza d'acqua. Fonte worldlandscapearchitect)
Le water squares coniugano, in ultima analisi, la necessità di adattare le città ai cambiamenti climatici, rendendole sempre fruibili e sicure, alla volontà di sensibilizzare i cittadini alle problematiche ambientali, mostrando loro come armonizzarsi alla natura. Infatti, essendo un'opera tangibile e visibile, con la costante mutazione del proprio aspetto in relazione alle condizioni atmosferiche del momento, assolvono a pieno tale compito.
Inoltre, nei periodi in cui sono dominate e occupate dall'acqua, offrono ai visitatori l'occasione di vivere il quartiere in modo diverso, di rapportarsi alla pioggia con atteggiamento positivo. In particolare, i bambini hanno l'opportunità di sperimentare nuove forme di gioco.
Se simili strutture urbanistiche potessero arrivare anche nel nostro paese, la popolazione ne trarrebbe sicuro giovamento e forse potremmo davvero vivere inverni e autunni senza timore.
Fonti
L'ippocampo
Urban green-blue grids
Paesaggi di decrescita

