Terzo posto per l'Italia e le sue rinnovabili

Ma, nel dettaglio, quali sono stati i settori più competitivi all'interno della vasta schiera delle energie rinnovabili?
Al primo posto, si posiziona la geotermia, che vanta una percentuale di utilizzo di ben 82, 7 % (pari a 7,243 ore produttive su 8,760 totali annuali). Si mantiene in linea con i dati 2011 la componente di energia rinnovabile proveniente dal settore delle bioenergie; in questo caso, la percentuale è del 43, 6 %, pari a circa 3,800 ore produttive (sempre su 8,760 annuali). Il terzo posto è occupato dal settore idroelettrico,pari al 26, 5 % e, dunque, a 2,322; per questo comparto si registra, rispetto agli anni precedenti, un coefficiente di utilizzo inferiore. Scalano, invece, la classifica gli impianti eolici, che dal 17, 8 % del 2011 sono passati, nel 2012, al 21, 2 % (pari a 1,885 ore produttive), a tutto svantaggio del settore del fotovoltaico, in leggera decrescita (si parla di 1,325 ore a fronte delle precedenti 1,312).
La crescita è stata, dunque, del 45% per gli impianti fotovoltaici, del 30% per quelli eolici (con oltre 1,000 impianti installati a fronte degli appena 55 del 2000) e, addirittura, dell'81% per le bioenergie. I già alti standard di geotermia e idroelettrico sono, invece, restati sostanzialmente invariati.
(Tra le rinnovabili italiane, la geotermia si schiera al primo posto, con una percentuale di utilizzo dell'82,7%)
A un primo sguardo, la classifica mostra immediatamente che gli ultimi posti in classifica (ma si tratta comunque di buone percentuali di produzione) sono occupati da quelle rinnovabili più facilmente soggette ai cambiamenti climatici e che, pertanto, sono più facilmente soggette a incertezze nei ritmi e nei tempi di produzione. Protagonista di questa crescita e del conseguente lusinghiero terzo posoto nella classifica europea, è stata verosimilmente la politica di incentivi alle rinnovabili, messa in atto dallo Stato italiano, che, a gennaio 2012, garantiva a fotovoltaico ed eolico incentivi doppi (se non addirittura tripli) rispetto a Germania e Francia.
Il Bel Paese si trova, però, a dover far i conti anche con degli evidenti squilibri: è, infatti, l'Italia del Nord la maggiore produttrice di energia rinnovabile. La Lombardia è, infatti, al primo posto con 14.743 GWh, niente poco di meno che il 16% dei 92.222 GWh totali, prodotti lungo l'intera penisola. Seguono a ruota il Trentino Alto Adige, con il 10, 5% del totale e il Piemonte, con il 9, 7%.

(Secondo i dati GSE, nel 2012, la crescita delle rinnovabili italiane è stata favorita dalla politica di incentivi statali)
Grazie ai 47,345 MW installati (ben 6,000 in più rispetto all'anno precedente), l'Italia scende così al podio europeo per la produzione di energia da fonti rinnovabili, terza solo alla Germania e ai suoi 136, 814 GWh, e alla Svezia con 96, 511 GWh. Questi dati sottolineano con chiarezza il peso di questo settore nel mix energetico nazionale.












