SkySpark: Aereo a idrogeno dalla forte componente innovativa e non inquinante

SkySpark Challenge è il nome del progetto di un aereo adibito al trasporto di persone con alimentazione completamente naturale. Fino a questo momento, motori a combustibili naturali o ibridi, come il biodiesel o l'elettricità, sono stati sperimentati o applicati ai trasporti via terra, in special modo alle automobili. SkySpark Challenge sarebbe il primo aero che dispone di questa nuovissima tecnologia di carburazione.

Il progetto è stato portato avanti dall'astronauta Maurizio Cheli. Nel suo curriculum, Cheli ha all'attivo ore di navigazione spaziale, voli e attività su vari tipi di veicoli, oltre alla partecipazione a numerose iniziative. Maurizio Cheli è stato anche il primo astronauta italiano ad avere il ruolo di mission specialist durante la missione STS-75.

SkySpark Challenge_Aereo a combustibile naturale

(SkySpark Challenge_Aereo a combustibile naturale)

SkySpark Challenge_Aereo a combustibile naturale

Per la progettazione dello SkySpark Challenge, Cheli si è avvalso di numerose collaborazioni, tra cui l'azienda Digisky, l'Environment Park e il Politecnico di Torino.

La Digisky "si propone al mercato dei produttori di velivoli leggeri come società di engineering in grado di gestire l'intero processo industriale, dalla ricerca alla produzione di apparati completamente elettronici (EFIS) per l'assistenza al pilota nella condotta di velivoli". L'Environment Park è, invece, un'azienda che si occupa di molteplici campi, come l'edilizia ecosostenibile, la produzione delle masse, le nanotecnologie legate allo studio del plasma, ma fondamentalmente "è un acceleratore di innovazione per tutte le imprese che puntano ad allargare il proprio mercato con soluzioni eco-efficienti".

Il progetto SkySpark Challenge, anche grazie a questa serie di collaborazioni che vertono su studi multidisciplinari, si propone come un prototipo dalle numerose caratteristiche, tutte sotto il nome della eco-sostenibilità. SkySpark Challenge è un aereo che ha una forte componente innovativa per quanto riguarda la sua tecnologia di carburazione ma soprattutto punta ad essere e ad avere un "forte impatto comunicativo". Questo suo aspetto è molto importante per quanto riguarda soprattutto l'effetto sull'opinione pubblica e sulle aziende costruttrici.

 

Una sperimentazione del genere mira a sottolineare la necessità di allargare le competenze in merito alla salvaguardia dell'ambiente specie per quanto riguarda i mezzi e gli oggetti di uso quotidiano, ma anche per tutte quelle tecnologie o prodotti che risultano avere il più alto grado di tossicità ambientale. Il trasporto di persone e merci, che sia esso per via aerea, terrestre o marittima, produce tonnellate di anidride carbonica che vanno ad alimentare l'inquinamento atmosferico. Numerose misure di sicurezza e limitazione di queste emissioni sono state varate da organi di governo anche a livello europeo, come, per esempio, per quanto riguarda il Protocollo di Kyoto. Quindi, un progetto come quello dello SkySpark Challenge sicuramente si potrebbe rivelare come uno dei più innovativi ed efficaci sistemi di controllo.

Le caratteristiche fondamentali per quanto riguardo riguardano gli impianti tecnologici sono: le celle a combustibile a idrogeno con annessi sistemi vari di stoccaggio, batterie a polimeri di litio e un motore elettrico sincrono a magneti permanenti.

SkySpark Challenge_Aereo a combustibile naturale

(SkySpark Challenge_Aereo a combustibile naturale)

Il funzionamento di una cella a combustibile è basato su reazioni elettrochimiche ed è un dispositivo in grado di convertire l'energia chimica, appunto, in energia elettrica per mezzo di un processo termico, durante il quale l'idrogeno viene combinato con l'ossigeno per formare acqua a temperatura costante. Lo stoccaggio serve l'eliminazione dell'acqua dagli impianti.

Un motore che sfrutta questo genere di processi ha solitamente un costo abbastanza elevato a causa della necessità di magneti nel rotone, l'elemento mobile. Il funzionamento è molto complesso è questi motori sfruttano sistemi elettrodinamici per la conversione dell'energia.

Per quanto riguarda le batterie, è stato scelto il modello dei polimeri al litio perché meno pericolo in caso di danneggiamento, essendo il polimero non infiammabile.

AutoreDott.ssa Chiarina Tagliaferri


Visualizza l'elenco dei principali articoli