Il fotovoltaico in Russia per gli aerei, provvedimenti governativi

Avete mai pensato, osservando il volo di un aereo in cielo, che ogni chilometro percorso dall'affascinante velivolo costa all'atmosfera il dover sopportare un'emissione compresa tra 130 e 150 grammi del pericoloso CO2?

La Russia si propone di trovare una soluzione a questa problematica impegnandosi nella riduzione dell'impatto ambientale determinato dalle emissioni del pericoloso gas nocivo emesso dai motori dell'aviazione civile. Vediamo di cosa si tratta.

Il progetto del Minpromtorg

Il Minpromtorg russo, il Ministero dell'Industria e del Commercio, ha indetto un progetto specifico per lo studio di possibili soluzioni a fonti energetiche pulite con particolare riferimento alle installazioni fotovoltaiche da applicare all'industria dell'aviazione civile.

Alla base della decisione vi è la necessità di far espandere l'industria aerea russa senza la conseguenza dell'innalzamento dei consumi di carburante, in modo da utilizzare fonti rinnovabili riducendo al contempo il quantitativo di emissioni nocive. 

Il Minpromtorg ha così deciso di mettere a disposizione finanziamenti per la sperimentazione del nuovo progetto rinnovabile per una cifra totale di 628.000.000 Rubli, corrispondenti a circa 15.500.000 Euro, nei confronti di compagnie aeree russe, cifra che le aziende dovranno contendersi tramite un'asta pubblica e le cui ricerche verranno rese pubbliche nel 2015.

Il progetto segue quello di scarso successo avviato dal Ministero della Difesa russo a riguardo dell'impiego del solare sugli arei leggeri, bruscamente interrotto nel 2010 a causa degli scarsi risultati conseguiti.

Riguardo allo studio di soluzioni alternative all'uso di combustibili nell'ambito dell'aviazione, già nel 1957 vennero studiati i primi aerei elettrici seguiti, in tempi più recenti, da prototipi alimentati da batterie o celle solari. Fino ad ora però, nessuna delle tecnologie proposte sembra essere stata in grado di poter davvero sostenere le stesse funzioni attualmente supportate dall'alimentazione dei combustibili fossili.

Nuove ricerche applicate a tecnologie innovative e soluzioni energetiche alternative si renderanno così necessarie, sempre che il grande sfruttamento degli aerei sia destinato ad aumentare nel prossimo futuro, dato del quale sembra pienamente certo il Ministero dell'Industria e del Commercio. (Fonte: PV Magazine)

La posizione della Russia nei confronti delle rinnovabili

La decisione del Governo russo di impegnarsi per il risparmio energetico utilizzando fonti alternative ai combustibili fossili e per la riduzione delle emissioni dell'aviazione civile ha destato non poco sconcerto. Il Paese infatti, rifiuta con fermezza l'adesione al protocollo di Kyoto 2, il prolungamento al 2020 dell'intesa internazionale al quale aderiscono le potenze mondiali per l'impegno della riduzione di CO2 in atmosfera.

Dal punto di vista del risparmio energetico, la Russia ricava energia soprattutto dagli idrocarburi di cui dispone in abbondanza ed il territorio, ricco di petrolio, non ha certo bisogno di operazioni in favore della riduzione dei consumi: il Paese infatti, insieme all'Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti, rientra nei più grandi esportatori petroliferi mondiali

La concorrenza tra forme di energia tradizionale e alternativa è inesistente, poichè progetti di installazioni fotovoltaiche sono sporadici e vengono prevalentemente condotti nel Sud del paese, presso le regioni di Krasnodar e Stavropol, luoghi in cui fa molto caldo e all'interno dei quali è presente un forte irraggiamento solare.

Mappa solare russa

(Mappatura relativa all'irraggiamento solare presente sul territorio della Russia- fonte Geni.org)

Gli esperti del settore stimano che in Russia, nei prossimi anni, la quota di energia solare concernente il sistema generale di approvvigionamento energetico potrà arrivare a superare di poco il valore dell'1%.  (Fonte: La voce della Russia)

 L'intenzione governativa nei confronti del benessere ambientale sarà dunque solo una manovra propagandistica o una vera svolta nei confronti di un futuro maggiomente collaborativo nel settore delle rinnovabili?

AutoreDott.ssa Elisabetta Berra


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