Report sull'energia proveniente dai rifiuti

Il sogno di tutte quelle persone che hanno a cuore la salvaguardia dell'ecosistema, consiste nell' arrivare ad un livello di raccolta differenziata e di trattamento dei rifiuti, finalizzato al loro completo riutilizzo, cosi alto da non dover ricorrere all'incenerimento. Per ora una tale efficienza non è nemmeno lontanamente immaginabile, ed allora è opportuno che, per non aumentare ancor di più l'inquinamento prodotto dalla creazione di energia e l'estrazione di nuovi combustibili fossili, anche i rifiuti inquinanti vengano adoperati per la produzione energetica. Questo processo permette, tra l'altro, di evitare che questi rifiuti finiscano il loro ciclo di vita nelle discariche, le quali nel nostro paese risultano essere fin troppo piene e pericolose per l'inquinamento che possono produrre ai danni del suolo e dell'ecosistema circostante.

L'immagine ritrae un compattatore in azione su una montagna di rifiuti all'interno di una discarica(Un compattatore in azione su di una montagna di rifiuti all'interno di una discarica)


In quest'ottica sono molto incoraggianti i dati che provengono dal rapporto Ispra-Federambiente:
La capacità di trattamento dei 45 impianti presenti sul territorio italiano (sono stati messi fuori uso tutti quelli che non erano predisposti al trattamento per il recupero di energia) sono in grado di trattare 7,3 tonnellate di rifiuti nell'arco di un anno. Nel 2013 gli impianti hanno prodotto più di 5000 Gwh di energia di cui 4.193 GWh sotto forma di elettricità e e 1.508 GWh sotto forma di energia termica. Negli ultimi 10 anni la quantità di energia ricavata dallo smaltimento dei rifiuti è raddoppiata e questa potrebbe essere sufficiente al fabbisogno energetico di grandi città metropolitane al pari di Napoli, la quale conta circa 1 milione di abitanti.
Gli studi condotti sui paesi membri dell' Unione Europea dicono che il 28% dei rifiuti viene riciclato, il 15% è destinato al compostaggio, il 24% viene incenerito ed il 33% viene mandato in discarica.

L'immagine ritrae un inceneritore in funzione mentre le sue canne fumarie espellono molto fumo(Un inceneritore in funzione)

L'Italia, in questo, è pienamente al livello degli altri paesi europei, mentre quello in cui si differenzia è riscontrabile  nella capacità di trattamento giornaliera dei singoli impianti, abbastanza ridotta, che si aggira intorno alle 300 tonnellate al giorno.
Gli impianti esistenti adottano diversi tipi di inceneritori come quello a griglia che possiedono grandi focolari sormontati da griglie, mobili o fisse, sulle quali bruciano i rifiuti; a letto fluido che inviano sui rifiuti un getto fortissimo di aria e sabbia durante la combustione al fine di mescolare e ridurre la densità degli oggetti; ed a tamburo rotante nel quale i rifiuti da incenerire vengono mandati in un forno rotante che ha la forma di un cilindro (simile ad una betoniera) il quale girando porta i detriti a depositarsi sulle pareti prima di essere espulsi. Per quanto riguarda il trattamento dei fumi prodotti dal processo di incenerimento, i quali possono risultare molto inquinanti, le tecniche oggi in uso sono  la depolverazione, i sistemi a secco e quelli a semisecco, che mirano alla rimozione di gas acidi e ossidi di azoto.

Autore Emiliano Salamone


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