Pannelli solari su iPhone e iPad? La Apple rivede il brevetto

Secondo quanto riportato da Appleinsider, la Apple avrebbe dato una svolta al brevetto "Integrated touch sensor and solar assembly" depositato mesi fa presso l'U.S. Patent and Trademark Office, con lo scopo di modificare il progetto relativo all'inserimento di pannelli solari all'interno dei dispositivi mobili del marchio, nato per la prima volta nel 2008. In un mondo in cui la sensibilizzazione dell'opinione pubblica verso l'ecosostenibilità ambientale e le energie rinnovabili sta crescendo a vista d'occhio, una grande realtà aziendale come la Apple non può non tentare di convincere i mercati tirando fuori dal cilindro una soluzione green per i suoi prodotti top di gamma. L'idea di introdurre una tecnologia a base di celle solari nei melafonini risale a un po' di tempo fa, ma l'ipotesi di introdurre pannelli flessibili che si integrino meglio all'interno di dispositivi multi-touch anch'essi flessibili è stata formulata solo ora.

La Apple ha depositato numerosi brevetti riguardanti l'applicazione di tecnologie solari ai propri dispositivi

(La Apple ha depositato numerosi brevetti riguardanti l'applicazione di tecnologie solari ai propri dispositivi)

I precedenti brevetti

L'ormai nota ossessione della Apple verso i brevetti ha fatto sì che il progetto di rendere i prodotti della Mela sempre più efficaci a livello energetico venisse portato avanti a colpi di certificati e aggiornamenti. In un primo momento era stato pensato un pannello fotovoltaico trasparente da integrare nel display touch dell'iPhone, che risultasse invisibile agli occhi ma qualitativamente valido. L'utente avrebbe così potuto giovare allo stesso tempo della comodità di un touchscreen e quella di un telefonino a energia solare, in grado di superare il problema della scarsa autonomia della batteria. Nonostante la bontà degli intenti, questo brevetto è stato subito modificato perché privo di una reale ed efficace applicazione pratica.

Un'altra idea degna di nota è stata quella di depositare alcuni certificati di proprietà intellettuale riguardanti un MacBook a energia solare, con pannelli fotovoltaici integrati sulla parte esterna del display oppure tra il pannello posteriore e lo schermo LCD. L'intento di base risulta lo stesso: la Apple sta facendo innumerevoli sforzi per rendere laptop e dispositivi mobili autonomi a livello di alimentazione, sfruttando la tecnologia del fotovoltaico in grado di convogliare energia senza ricorrere a collegamenti elettrici.

Grazie al brevetto, l'iPhone del futuro potrebbe essere alimentato solo a energia solare
(Grazie al brevetto, l'iPhone del futuro potrebbe essere alimentato solo a energia solare)

Un pannello solare per i dispositivi touchscreen flessibili

A seguito di questi primi tentativi, la Apple ha dato vita a una nuova versione del brevetto riguardante iPhone o iPad, che rivede e corregge la modalità di inserimento e la tipologia di pannello all'interno dei seguenti prodotti. Nel documento si legge che lo scopo dei progettisti è stato quello di concepire un sistema ibrido composto di vari strati di sensori touch alternati a strati di celle solari, tutti inglobati però all'interno di uno stesso dispositivo, anche di piccole dimensioni. Il nuovo assetto studiato dalla Apple prevede che il pannello possa essere inserito anche laddove è previsto un touchscreen flessibile. Esistono però tre possibili alternative nella costruzione del dispositivo:

  1. la struttura può prevedere l'inserimento di uno strato composto di materiale trasparente a due facce (DITO) al di sopra di un pannello solare, anch'esso dotato di due lati, uno ricoperto di collettori e l'altro di elettrodi (questo lato non è rivolto verso lo strato trasparente); i vari strati sono collegati da un circuito di fili (touch flex e solar flex) che possono trovare differenti posizionamenti.
  2. la prima variante prevede l'utilizzo di un singolo strato composto di materiale trasparente (SITO) sopra uno strato di celle solari.
  3. la terza opzione prevede l'inserimento nel dispositivo di singolo strato composto di materiale trasparente (SITO), ma flessibile, che sovrasta un pannello solare polimerico anch'esso flessibile.

Opzione 1.: uno strato a due facce (DITO) sormonta il pannello solare
(1. Uno strato a due facce trasparente (DITO) sormonta il pannello solare)

2. Uno strato singolo trasparente (SITO) sormonta il pannello solare
(2. Uno strato singolo trasparente (SITO) sormonta il pannello solare)

3. Un singolo strato trasparente e flessibile (SITO) sormonta un pannello polimerico flessibile
(3. Un strato singolo trasparente e flessibile (SITO) sormonta un pannello polimerico flessibile)

Una caratteristica di questo sistema ibrido è che lo strato a base di celle solari può essere montato a faccia in giù, ossia con il lato più sensibile alla luce non rivolto verso il display per paura di creare problemi all'utente, ma verso l'interno del dispositivo. Questo significa che la luce non colpisce direttamente il pannello fotovoltaico, ma deve essere indirizzata verso di esso attraverso riflettori parabolici o canali in fibra ottica. Nel primo caso la luce penetrata attraverso il display viene fatta rimbalzare verso il pannello tramite la parte posteriore dello strato dotato di sensori touch. Nell'altro caso, intorno al touchscreen vengono predisposti dei canali di raccolta della luce che la fanno curvare verso l'interno per raggiungere più facilmente lo strato fotovoltaico.

I riflettori parabolici servono a convogliare la luce attraverso il display verso il pannello solare
(I riflettori parabolici servono a convogliare la luce attraverso il display verso il pannello solare)

Non si hanno ancora notizie certe sulla messa in pratica del brevetto, che potrebbe rendere la Apple una società pioniera nel campo delle rinnovabili. In attesa dell'uscita dell'iPhone 6, non resta che attendere studi specifici sulla reale applicazione di questa tecnologia all'universo della Mela, da sempre travagliato e fiaccato dal problema della scarsa autonomia della batteria dei suoi dispositivi mobili.

AutoreDott.ssa Irene Armaro


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