Un iPhone 6 fotovoltaico?
Patiti per la tecnologia della "Mela" e amanti di uno stile di vita green ed ecosostenibile? Niente paura, da oggi, oltre a farvi forti del fatto che il Data Center Apple di Reno (in Nevada) è totalmente ecosostenibile grazie al ricorso all'energia solare e geotermica, potete cominciare a vantarvi del fatto che sembra che il nuovo iPhone 6 possa funzionare a energia solare. Per il momento, si tratta soltanto di una specie di indiscrezione ma, quanto meno, fondata (a detta di Matt Margolis su Seeking Alpha) su tutta una serie di indizi molto concreti.

(Il Data Center Apple di Reno: totalmente ecosostenibile grazie a solare e geotermico)
L'ipotesi avanzata da Margolis è che la Apple si stia preparando a portare sul mercato un prodotto con una batteria dalle dimensioni ancor più ridotte e questo grazie, appunto, all'integrazione di materiale fotovoltaico su un display di zaffiro, che permetterebbe al dispositivo di auto-alimentarsi.
A questo punto, cerchiamo, dunque, di chiarirci le idee sulle ragioni che hanno portato Margolis a sviluppare questa ipotesi e molti altri a sostenerlo.
Punto 1. Apple ha depositato una serie di brevetti che descrivono un sistema per alimentare dispositivi mobili per mezzo di celle fotovoltaiche. Fra questi, rientra l'innovativo U.S. Patent and Trademark Office, che prevede l'installazione di pannelli solari sull'iPhone, al fine di aumentarne ovviamente l'autonomia di carica. Questo sarà possibile grazie a un display MultiTouch con pannelli solati integrati al di sotto del MultiTouch screen, totalmente invisibili grazie al materiale di realizzazione, un substrato di ossido di indio. I raggi solari saranno così catturati e trasformati in energia di carica per il funzionamento dell'iPhone. Rimane solo da capire se Apple sia poi effettivamente riuscita a realizzare pannelli sufficientemente fini da mantenere il design sottile, tanto caratteristico dei suoi prodotti.

(La Apple ha depositato un brevetto per installare una serie di celle fotovoltaiche sotto il display MultiTouch)
Punto 2. Se sei un'azienda come la Apple e assumi una squadra di ingegneri specializzati nella fabbricazione di film sottili e con esperienza nel campo del fotovoltaico, la tua mossa non può passare inosservata. Attraverso l'applicazione di queste pellicole sottili a display piatti, infatti, questi si convertono in display a matrice attiva.
D'altra parte, ricaricare il proprio dispositivo mobile attraverso il fotovoltaico a film sottile non è più fantascienza, almeno da quando (lo scorso ottobre) 3M e Sunpartner hanno firmato un accordo per produrre Wysips® Glass, adesivi ottici ad altaprecisione che, in realtà, celano elementi fotovoltaici rigidi con una trasparenza tra il 60 e il 90 %, e in grado di raggiungere una potenza tra i 30 e i 50 W/m2. Solo qualche mese fa, SunPartner Per ora, la Sunpartner annunciava di aver messo appunto tre prototipi per tre leader mondiali della telefonia (ma ne annunciava altri due per l'inizio del 2014) e prometteva la vendita delle prime licenze proprio per questi mesi. E chissà che tra gli acquirenti non ci sia proprio la Apple.

(Wysips® Glass, il nuovo fotovoltaico ad ampio consumo e a film sottile di 3M e SunPartner)
Punto 3. Un'altra mossa che non è passata inosservata è stata la firma di un contratto di durata pluriennale da ben da 578 milioni di dollari con GT Advanced Technologies, l'azienda specializzata (da ben quarant'anni) nella realizzazione del vetro zaffiro, costituito da zaffiro sintetico e, quindi, praticamente inscalfibile (ha, infatti, una durezza di 9 mohs e può essere rigato solo da nitruro di boro o diamante). Il materiale è già utilizzato dalla Apple per la realizzazione di alcuni componenti dell'iPhone (il cristallo della fotocamera di iPhone 5S e il rivestimento del sensore di impronte digitali), ma, secondo indiscrezioni, potrebbe trovare nuova applicazione nella realizzazione di cover screen in vetro di zaffiro, un vero e proprio asso nella manica, visto che la natura e la confermazione di questo materiale si prestano particolarmente bene a ospitare il materiale fotovoltaico sufficiente a ricaricare il dispositivo esponendolo alla luce.
Per ora, il contratto prevede "solo" la costruzione di un nuovo stabilimento in Arizona con una fornace ad hoc per la produzione dei vetri in zaffiro del nuovo iWatch.

(Secondo alcune indiscrezioni, il prossimo iPhone 6 sarà dotato di una cover screen in vetro zaffiro)
Gli indizi sembrano, quindi, tutti molto concreti; per il momento, si tratta, però, solo di giocare a indovinare su quale strada avrà percorso la Apple per unire il caratteristico design sempre più ultra-sottile dei suoi iPhone alla possibilità di ricaricarli servendosi di energia solare (riducendo, così, parte dello spazio occupato dalla batteria). La curiosità durerà ancora qualche mese; l'uscita del nuovo e sempre più atteso iPhone6 è stata annunciata per la prossima estate.













