Le rinnovabili made in Italy oltre i confini del paese: l'internazionalizzazione per sfuggire alle incertezze normative

Gli anni precedenti a questo sfortunato momento di tagli e crisi hanno costituito delle annate meritevoli di plausi, soprattutto per ciò che riguarda il settore delle rinnovabili. Gli incentivi, che hanno coinvolto l'Italia fino al 2011, hanno generato una corsa trainante che ha posizionato il paese sul podio dei big. Dal 2012 un lento declino ha investito soprattutto il fotovoltaico, destinandolo a continui tagli apportati sia agli incentivi, sia al mondo del lavoro.

Tuttavia, oggigiorno, il mercato del rinnovabile sta mutando, coinvolto, com'è dall'internazionalizzazione del business, ma il fatturato che caratterizzerà «il 2013», ha sottolineato il presidente di Gifi, il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane aderente a Confindustria AnieValerio Natalizia «è iniziato con lo stesso trend di fine 2012, con una crescita degli impianti residenziali decisamente più sostenuta rispetto a quelli commerciali». (Fonte ilsole24ore.com)

Turbine eoliche e pannelli fotovoltaici

(Turbine eoliche e pannelli fotovoltaici)

IL FRENO AL FOTOVOLTAICO IN ITALIA

La triste sorte degli impianti fotovoltaici oltre i 12 kilowatt è purtroppo condizionata dall'obbligo di registrazione introdotto dal Quinto conto energia. I dati parlano chiaro. La crescita esponenziale che ha attraversato il settore negli anni precedenti al 2011 non si è più ripresentata nel 2012 (durante il quale ha subito un calo del 64% (Fonte e-gazette.it) e nemmeno nel 2013.

Pannelli fotovoltaici

(Pannelli fotovoltaici)

Durante il primo trimestre del 2013, infatti, sono stati installati oltre 300 megawatt e per l'intero anno si prevede il raggiungimento di 1,5/2 gigawatt. Mentre per il «residenziale le previsioni sono buone anche per il futuro» aggiunge Natalizia, lo stesso non si può di certo affermare per il resto del settore, per ciò che riguarda gli «impianti un po' più grandi, per la copertura dei capannoni industriali, siamo, invece, in attesa di una delibera che sblocchi il nodo Seu (sistemi efficienti di utenza)», il sistema industriale, in questo caso subirà una «concentrazione del mercato». (Fonte ilsole24ore.com)

COME È LA SITUAZIONE NEL RESTO DEL MONDO?

Una fase ricca di stranezze e di incomprensioni ha coinvolto anche il mercato europeo del fotovoltaico. L'eccesso di produzione, al quale si assiste ultimamente, sta soffocando la debole domanda e, di conseguenza, i colossi europei del settore soffrono di questa morsa. A fare le spese la stessa numero uno, la Suntech, ma anche Bosch e Siemens le quali sono stati costretti a chiudere le loro attività nel fotovoltaico.

Tuttavia, dall'altra parte, esiste un'altra faccia della medaglia europea che continua ad assistere ad un discreto benessere del fotovoltaico, e questa scia favorevole è chiaramente visibile nell'esemplare acquisizione dell'americana Power One, da parte del colosso svizzero dell'automazione ABB.

GLI SCENARI INTERNAZIONALI PER L'ITALIA DELLLE RINNOVABILI

I mercati esteri sembrano l'unica via di sbocco per le aziende italiane. Non lasciare che gli intralci dei tagli e delle restrizioni blocchino l'incedere del settore fotovoltaico è uno degli imperativi che muovono queste azioni di rivincita straniera.

Volare via dai confini nazionali costituisce un elemento talmente strategico che è diventato uno dei capisaldi della fiera di Milano, The Innovation Cloud, dedicata alle tecnologie energetiche innovative, che si terrà dall'8 al 10 maggio 2013: un'intera area espositiva sarà allestita al fine di dare spazio alle opportunità che le aziende italiane potrebbero avere all'interno dei mercati esteri, perché si sa, «l'internazionalizzazione è una strada che stanno percorrendo diverse aziende. Va detto che è un percorso difficile che possono fare solo realtà di medie-grandi dimensioni con esperienza», ha asserito Natalizia. (Fonte ilsole24ore.com)

Immagine rappresentativa dell'internazionalizzazione delle rinnovabili

(Immagine rappresentativa dell'internazionalizzazione delle rinnovabili)

E proprio quei colossi che hanno animato l'economia rinnovabile degli ultimi anni in Italia, adesso, guardano altrove e prendono il largo. Così Enel Green Power punta sui Balcani e l'America Latina, la Enerray, parte del gruppo Maccaferri, ha già conquistato l'Arabia Saudita, la Romania e adesso mira al Centro e Sudamerica. Da ricordare, inoltre, che l'azienda è già da due anni protagonista di una joint venture paritetica in Turchia (Teknoray), e Michele Scandellari, general manager di Enerray, precisa «siamo sempre stati orientati ai mercati esteri, ma l'incertezza normativa italiana degli ultimi anni ha accelerato il processo. Scegliamo Paesi con maggiore domanda di energia in prospettiva, oppure dove già c'è un'attività del gruppo». (Fonte ilsole24ore.com)

Ma anche altre realtà aziendali come la Falck, oramai stabile nel Regno Unito, in Spagna e in Franceia con l'eolico, oppure Solar Ventures, la quale ha scelto di operare in Giordania ed è il gara per la creazione di un maxi-impianto fotovoltaico da 50-100 megawatt. Michele Appendino, fondatore e ceo di Solar Ventures, afferma con orgoglio «Puntiamo su mercati che, a differenza dell'Europa occidentale, puntano sulle rinnovabili non solo per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, ma perché hanno bisogno di installare capacità energetica e i tempi di installazione delle energie rinnovabili sono più rapidi». Nuovi mercati stanno per aprirsi per l'azienda, soprattutto grazie ai contatti con i partner giapponesi. (Fonte ilsole24ore.com)

Immagine rappresentativa delle partnership internazionali

 

È c'è poi chi, come la Building Energy prova a sfidare il mercato Usa del solare, siglando una joint venture con il colosso dei servizi integrati Abm. Il portfolio di quest'ultima dovrà essere integrato all'esperienza dell'italiana Building Energy nel settore del fotovoltaico e nelle dichiarazioni di Fabrizio Zago, amministratore delegato di Building Energy, si evince chiaramente come questa partnership siglata con Abm «rappresenta una pietra miliare per la piena e rapida affermazione del nostro gruppo sul mercato statunitense. Abm è riconosciuto tra i maggiori operatori nei servizi energetici integrati e, grazie alla sua solidità operativa e finanziaria, è il partner ideale per presentare in modo articolato ed efficace la nostra offerta». (Fonte energia24club.it)

AutoreDott.ssa Sara Tomasello


Visualizza l'elenco dei principali articoli