La tecnologia OCB al servizio del biodiesel

OCB sta per "Organic Convertion Bioenergy". Si tratta di un processo attraverso cui le molecole di scarti organici (come biomassa, plastica, oli usati e  rifiuti in generale) sono ristrutturate a bassa temperatura, ottenendo un carburante diesel sintetico di alta qualità. In pratica, le molecole delle materie organiche sono scomposte e ricomposte in una molecola di diesel sintetico, in linea con gli standard europei; i costi si riducono, le capacità di produzione aumentano e si evita di pulire troppo frequentemente gli iniettori delle automobili. 

La OCB o "Organic Convertion Bioenergy" è un processo di ristrutturazione molecolare a bassa temperatura

(La OCB o "Organic Convertion Bioenergy" è un processo di ristrutturazione molecolare a bassa temperatura)

Ma in cosa consiste il processo OCB? In sostanza, replica quello che per milioni di anni (per l'esattezza, nell'arco di 300.000.000) è successo in natura, dando vita alla produzione di petrolio; le molecole organiche sono, infatti, scisse a una temperatura di circa 350° C e a bassa pressione e, quindi, ricomposte nella nuova molecola di biodiesel, in soli tre minuti. I risultati sono due: un prodotto gassoso, il biosyngas o biogas di sintesi, e il biocarburante liquido (equiparato al biodiesel) che può essere sia usato per l'autotrazione (dopo essere stato rettificato) sia stoccato e, al bisogno, utilizzato anche per la produzione di energia elettrica. 

Il tutto senza produzione né emissione di coke (un residuo solido carbonioso con bassi livelli di cenere e solfuri) e, dunque, di C02.

Lo stesso impianto non ha bisogno di particolare pulizia, perché il residuo è inerte, prodotto in forma solida cristallizzata. Inoltre, è energeticamente assolutamente autonomo, in quanto si autoproduce il carburante necessario al funzionamento, consumandone una minima quantità; questo ne permette l'installazione anche in aree non raggiunte dalla tradizionale linea elettrica. 

Una centrale bioenergetica

(Una centrale bioenergetica)

L'obiettivo è, dunque, il recupero dell'energia naturalmente presente in qualsiasi biomassa (che è, così, nobilitata) attraverso un sistema non combustivo, sicuro, monitorabile anche a distanza, che non produce inquinanti e lavora in continuo 8000 ore all'anno. Tuttavia, avendo una dimensione produttiva non elevata, gli impianti OCB dovrebbero essere costruiti in presenza di grandi quantità di biomassa (evitando, così, l'inquinamento e il consumo di energia derivante dai trasporti).

Apparentemente, si tratta, dunque, di una tecnologia in grado di dare un'ulteriore svolta ecosostenibile al sistema di produzione dell'energia. Gli impianti possono essere, infatti, progettati per la produzione non solo di biodiesel ma anche di energie termica (calda e fredda) ed elettrica; il tutto semplicemente attraverso una gestione più consapevole dei rifiuti, attraverso il recupero di scarti di produzione industriale e nel massimo livello di tutela ambientale.

AutoreDott.ssa Morena Deriu


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