L'energia rinnovabile delle piante può contrastare l'inquinamento: l'idea del chimico Pignatelli
La natura è fonte di sostentamento e di energia. Diventa ancor più importante quando riesce a trasformarsi in mezzo atto a contrastare l'inquinamento e quindi a ripulire l'ambiente.
Una ricerca condotta in tal senso si deve al chimico Vito Pignatelli, responsabile del coordinamento "Tecnologie, biomasse e bioenergie" dell'Unità Tecnica Fonti Rinnovabili dell'ENEA e Presidente dell'ITABIA (Italian Biomass Association) per il triennio 2012-2014. Lavora nel settore delle bioenergie da più di 30 anni ed ha seguito diversi progetti europei e nazionali tesi alla crescita del settore. Come fa notare lo stesso Pignatelli in Italia la bioenergia, questo tipo di energia rinnovabile, copre il 3% dei consumi di energia elettrica e in Italia viene prodotta da almeno 1500 impianti soprattutto in ambito agricolo.
(Cover dell'evento "Il Monito del Giardino
- Credit Foto: Fondazione clima e sostenibilità)
Pignatelli si è aggiudicato il primo premio de "Il Monito del Giardino", del concorso dal titolo "Dalla natura alla natura, con energia" dell'edizione 2014, indetto dalla Fondazione Giardini Monumentali Bardini e Peyron e finanziato dalla Cassa di Risparmio di Firenze. Svoltosi presso il Rettorato dell'Università di Firenze, l'evento è stato aperto dal rettore dell'ateneo Alberto Tesi e dal climatologo Giampiero Maracchi, presidente del comitato scientifico. L'oscar premia coloro che si adoperano nell'ambito della green economy e nella sostenibilità, al fine di offrire un futuro migliore. Cinque i vincitori di quest'anno e sono stati tutti ricercatori e imprenditori che hanno contribuito con le loro opere a fare passi avanti nell'efficienza energetica. Il primo nella lista e nella premiazioni, Vito Pignatelli, a seguire gli altri quattro vincitori: Chiara Tonelli, docente di Architettura a Roma Tre per il suo progetto Rhome (prototipo di abitazione sostenibile), Enrico Bonari, coordinatore per la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa del laboratorio Land Lab (attività agricole guidate verso il riutilizzo di terreni abbandonati) , Paolo Nannipieri, direttore del Dipartimento di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell'Ambiente dell'Università di Firenze (modello di studio ciclo della vita della filiera del legno dell'Alto Mugello), e l'intero paese della Danimarca. In questa nazione, infatti, l'energia eolica riesce ad alimentare una lampadina su quattro e si auspica, tra circa un decennio, la copertura della metà del suo fabbisogno energetico con fonti rinnovabili.
(Premiazione del chimico Pignatelli nel concorso "Dalla natura alla natura, con energia"
de Il Monito dei Giardini - Credit Foto : Andrea Re, Il Monito dei Giardini)
A Pignatelli andranno 15.000 euro, che saranno spesi nei progetti legati all'educazione ambientale.
Il chimico, insieme al suo staff di ricercatori ENEA, opera attivamente nella ricerca di nuove e innovative soluzioni sostenibili sotto tutti i punti di vista, ambientale ed economico. Questo sforzo produce una delle teorie e applicazioni più interessanti e utili: la bonifica di aree inquinate. Modello per tale sperimentazione è stata la Terra dei Fuochi.
Nello specifico, Pignatelli ha mostrato come attente e particolari colture possano servire a bonificare i campi inquinati e contemporaneamente produrre biomasse destinate ad impianti a biomasse o a biogas.
Le piante destinate a questi impianti, possono essere coltivate in terreni anche molto inquinati grazie alle loro proprietà. Come spiega il chimico, alcune di esse posseggono radici che dal terreno catturano sia i nutrimenti sia le sostanze nocive. Una volta assimilate, sono trattenute favorendo un'azione di risanamento. Attraverso questo tipo di colture, tese a sviluppare energia rinnovabile, è possibile da una lato riqualificare le aree ex-agricole contaminate dall'ecomafia sviluppando il lavoro e dall'altro lato bonificare il territorio grazie a colture agro energetiche capaci di assorbire in modo naturale gli inquinanti.
(Impianto biogas presso un'azienda agricola - Credit Foto: Belarus )
Per quanto riguarda le aree contaminate, naturalmente sono da evitare, chiarisce Pignatelli, colture destinante all'alimentazione. Tuttavia si possono preservare le attività agricole. Vengono consigliati coltivazioni destinate alle centrali elettriche, come ad esempio piante legnose a crescita rapida (salice, pioppo, eucalipto, robina, paulonia), e quelle erbacee che sono oggetto di studi da parte di ENEA (canna comune, topinambur, miscanto, canapa ecc.).
Si opta, quindi, per chiudere il cerchio ambientale in modo da non comportare ulteriori rischi. Gli impianti per la produzione di energia da biomasse o biogas posseggono dei dispositivi che servono ad abbattere gli inquinanti, senza il rischio di dispersione nell'ambiente di metalli pesanti e di inquinanti organici eventualmente presenti nella biomassa.
(Terra dei Fuochi, Campania - Credit Foto: Napoliflash24)
I tempi sono maturi e la Terra dei Fuochi ha l'occasione di vedere promossa una campagna di biorisanamento o biorimediazione anche a livello istituzionale. Al Ministero per le Politiche Agricole e Forestali è stato presentato un documento proprio riguardante la Terra dei Fuochi dove si optava per questa soluzione: la possibilità di disinquinare quelle aree grazie alla produzione di biomasse agro energetiche. Per quanto riguarda gli impianti, sono stati presi contatti anche con soggetti interessati a questa iniziativa. La situazione è comunque urgente e necessita di un intervento deciso e celere. Si spera nel coinvolgimento di agricoltori e di coloro che sono interessati all'impiego della biomassa prodotta.
(Impianto biogas, Credit foto: Terra Nauta)
Il biogas può essere un'opportunità se integrato in un'azienda agricola. La digestione anaerobica permette di produrre energia da una fonte rinnovabile e di ridurre i costi di fertilizzazione consentendo un miglioramento della sostenibilità e della competitività delle aziende.
Esso deriva dallo sfruttamento di residui provenienti da allevamento (come letami, avanzi di mangime, ecc.) dalla produzione alimentare (come ad esempio frutta, verdura, ecc.) e dalle acqua reflue dei depuratori industriali e comunali. In base alle materie prime impiegate e alle condizioni del processo (termofilo. Mesofilo, a singolo stadio o multistadio, in batch o in continuo) si possono avere diverse quantità di biogas prodotto con digestione anaerobica e diversa la percentuale di metano presente in esso.
(Agricoltura, visione di un campo - Credit Foto: Darryl Smith)
Con gli impianti di biogas, l'agricoltura, quindi, offre un importante contributo alla distribuzione di energia prodotta da fonti rinnovabili e allo smaltimento dei rifiuti organici.
I digestati sono un sottoprodotto del biogas e sono utilizzabili come fertilizzanti di qualità.
Il biogas può essere impiegato nella produzione di energia elettrica attraverso combustione, nella combustione diretta in caldaia o come biocarburante per autotrazione.
Esso rappresenta un'opportunità se integrato in un'azienda agricola. La digestione anaerobica permette di produrre energia da una fonte rinnovabile e di ridurre i costi di fertilizzazione consentendo un miglioramento della sostenibilità e della competitività delle aziende.
Fonti:
Enea - Adnkronos
Gonenews.it - BTS
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