In Italia parte il progetto Weeelabex, per migliorare il riciclo degli elettrodomestici

Weeelabex (WEEE LABoratory of EXcellenceè un progetto europeo, approvato il 28 luglio 2008 dal comitato Life, composto dalla Commissione europea e da alcuni rappresentanti degli Stati membri. E' nato con l'intento di definire un insieme di norme europee inerenti la "raccolta, il trattamento, lo stoccaggio, il riciclaggio, la preparazione per il riutilizzo di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)". Il tutto attraverso un vero e proprio monitoraggio delle aziende, per mano di un Ufficio Weeelabex, predisposto al controllo. Il progetto approvato è stato quadriennale (2009-2012) e coinvolgeva non solo 22 stati europei, ma anche le associazioni di produttori e riciclatori RAEE.

Successivamente Weeelabex si è evoluto con Weeelabex Organisation, nato il 17 aprile 2013 a Praga. In questo caso si tratta sempre di un organismo internazionale no-profit, che ha come compito principale quello di "formare auditors qualificati che, a partire dal prossimo autunno, siano in grado di verificare l'effettiva applicazione, da parte degli impianti, dei nuovi standard di qualità europei per il trattamento dei RAEE". L'organizzazione è formata da un'Assemblea generale, da un organo esecutivo (WGC) e dall'Ufficio Weeelabex. 

Fa parte di questa organizzazione anche Ecodom (Consorzio italiano recupero e riciclaggio elettrodomestici), che ha deciso di portare l' attività di audit anche nel nostro Paese. Mentre la fase di creazione di nuovi standard di qualità europei si è conclusa con ottimi risultati, nel giro di due anni, la parte più complicata che interesserà anche l'Italia è proprio quella che concerne la realizzazione di struttutre serie che verifichino il rispetto di questi standard.  Ecodom grazie all'esperienza maturata negli anni, al fine del controllo di qualità in numerose aziende, dovrà creare un elenco di industrie che operano attenendosi agli standard Weeelabex, e che saranno poi le uniche a cui ci si potrà rivolgere. In quanto è proprio l'Europa che richiede ciò ed è l'unico perseguimento possibile per la realizzazione di un'attività che migliori la qualità dell'ambiente, tenendo anche conto ovviamente dell' "efficienza operativa ed economica" dell'industria. 

Ovviamente, affinché vi sia omogeneità di trattamento, le figure predisposte al controllo dovranno essere formate, attraverso l'insegnamento della gestione dei RAEE. In questo caso per Ecodom è  già stato scelto mesi addietro l'Ing. Luca Campadello, componente del team del Consorzio, che è stato inserito nel gruppo dei docenti che hanno svolto a Praga un primo corso. Questi corsi sono già stati estesi e continueranno ad esserlo a tutti i responsabili del controllo audit, e si baseranno sul "contenuto dei nuovi standard e le procedure per verificarne l'applicazione da parte degli impianti di trattamento che richiederanno la verifica di conformità WEEELABEX. In particolare, saranno spiegati i requisiti generali ai quali gli stessi impianti dovranno rispondere e le modalità da seguire per accertarne l'effettiva presenza. A questa parte tecnica se ne aggiungerà una dedicata alle condizioni contrattuali che regoleranno i rapporti fra WEEELABEX Organisation, auditors e impianti, ispirate a una logica di massima trasparenza nonché di tutela di ciascuna parte coinvolta".

elettrodomestici

(RAEE:Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche)

Importante è ricordare che l'idoneo trattamento dei RAEE evita la dispersione nell'ambiente di sostanze inquinanti e consente il riciclo delle materie prime seconde, permettendo anche un grosso risparmio energetico. Nei primi anni di operatività del sistema RAEE in Italia si è registrata una crescita significativa nelle quantità di RAEE gestite. In base alle cifre riportate da Ecodom nel "Rapporto di sostenibilità 2012" si evidenzia quale sia stata l'evoluzione del riciclo: 193.000 t nel 2009, 245.000 t nel 2010, 260.000 t nel 2011, 238.000 t nel 2012 (-8,5% rispetto al 2011). Nel 2013 sono state trattate oltre 70.400 t e sono state riciclate 43.723 tonnellate di ferro, 1.684 di alluminio, 1.974 di rame e 6.840 di plastica.

L'auspicio da parte di Ecodom, Erp, Raecycle e Remedia (che sono gli altri tre enti che gestiscono il riciclo RAEE in Italia) è quello di riuscire in breve tempo a far entrare nell'ottica europea anche gli impianti italiani, portando così riconoscimento e prestigio ad un'industria che si trova alla pari con gli altri Paesi dell'UE.

AutoreDott.ssa Gloria Maria Rossi


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