Il Cile propone la Carbon Tax a sostegno delle energie rinnovabili
Il Sud America sembra ormai deciso a muoversi con decisione sulla strada delle energie rinnovabili, nel tentativo di dare il proprio contributo alla lotta contro l'inquinamento ambientale che sta strozzando il pianeta. In particolare il Cile sembra intenzionato a porsi nel gruppo di testa dei paesi sudamericani che hanno deciso di puntare sull'energia pulita, come testimonia la decisione di introdurre la Carbon Tax, tassa sulle emissioni inquinanti di anidride carbonica che va a colpire i grandi gruppi legati alle fonti fossili. La norma in questione, firmata dalla presidente Michelle Bachelet, fissa a cinque dollari per tonnellata la cifra che dovrà essere corrisposta dai gestori degli impianti elettrici alimentati da energia derivante da fonti fossili che abbiano una potenza superiore ai 50 Megawatt. Un provvedimento che esclude quindi gli impianti più piccoli e quelli alimentati da fonti rinnovabili.

(Un impianto fotovoltaico cileno. Il paese è in fase di grande sviluppo dell'energia solare)
Il provvedimento in questione è una prima risposta all'esigenza di modificare un paniere energetico nazionale che si basa al momento in gran parte sui combustibili fossili. Circa l'80% dell'energia impiegata in Cile, infatti, è attualmente fornita da petrolio e carbone, una percentuale che il governo intende abbattere anche per dipendere meno dalle forniture estere. La risposta delle aziende colpite non si è fatta attendere, con la minaccia di una crescita delle tariffe che però non sembra scalfire la sicurezza dell'esecutivo, il quale ha già fissato in 160 milioni di dollari all'anno la cifra che dovrebbe derivare dall'introduzione della tassa, che entrerà in vigore nel 2018, da destinare per il miglioramento del sistema scolastico nazionale.
Va peraltro ricordato come lo stesso Cile abbia messo in cantiere un vasto piano di promozione delle energie rinnovabili, che entro il 2025 dovrebbero raggiungere il 20% del totale di energia elettrica prodotta nel paese, in base ad una risoluzione approvata dal Senato. Un obiettivo molto ambizioso se solo si considera che alla fine del 2013 la percentuale in questione era appena al 5,68%. In questo quadro spicca il grande sviluppo del settore fotovoltaico, tale da far considerare proprio il Cile una delle terre promesse per lo sviluppo futuro della tecnologia solare, anche grazie alla presenza di zone particolarmente indicate per gli impianti, come la regione desertica di Atacama. Il piano predisposto dal governo per lo sviluppo fotovoltaico nel periodo compreso tra il 2012 e il 2030, prevedeva infatti circa 300 Megawatt di potenza installata, una soglia che è stata praticamente travolta dai 604 richiesti nel solo 2013.

