Il Cile fa passi da gigante nei confronti delle rinnovabili
Il Cile? Uno dei paesi più interessati ad investire nelle energie rinnovabili, grazie non solo alla sua importante crescita economica, ma anche alla sua fondamentale stabilità politica. A breve, venerdì 11 luglio 2014, Carlos Finat, direttore esecutivo di "ACERA", (Associacion Chilena de Energias Renovables), arriverà nella capitale lombarda per prendere parte al seminario Oir (Osservatorio Internazionale sull'ndustria e la finanza delle rinnovabili), intervenendo sullo specifico tema: "The Chile's Market For Renewable Energy Sources: Opportunities for the Foreign Investors".
Secondo Carlos Finat il mercato del fotovoltaico in Cile sta crescendo molto rapidamente. "Un anno fa - ha infatti commentato - la potenza installata non arrivava a 4 MW e c'erano 70 MW in costruzione. Ora ci sono 170 MW già operativi e altri 170 in fase di realizzazione". Mentre per quanto riguarda l'industria locale delle energie rinnovabili, sempre secondo il direttore "ACERA" - "vi è una crescita costante".
Si scopre che "Bloomberg New Energy Finance" nella classifica dei mercati più promettenti per le rinnovabili in America Latina e nei Caraibi, pone il Cile al secondo posto. Secondo il rapporto "Chile's Renewable Energy and Energy Efficiency Market" a causa "della sua vasta rete eolica ed idroelettrica, per le risorse della biomassa nel Sud e per le risorse solari robuste nel Nord, oltre al suo potenziale complessivo geotermico, il paese cileno offre un potenziale di energia pulita che solo pochi paesi potrebbero davvero eguagliare". Il Cile si dimostra non solo straordinariamente aperto all'utilizzo delle risorse rinnovabili, ma ha come scopo preciso nella sua politica anche la necessaria riduzione dei gas serra.
Carlos Finat, secondo dichiarazioni rilasciate più volte alla stampa, afferma che il governo del Cile è davvero tutto proteso verso una politica energetica pronta a mettere in primo piano le rinnovabili; ed è per questo che ha posto tra i suoi principali obiettivi da raggiungere, quello che il paese possa arrivare gradualmente, si spera entro l'anno 2025, al 20% di energia da rinnovabili non convenzionali. In questo modo, grazie alla vasta disponibilità di risorse, il paese cileno potrà arrivare a diminuire sapientemente la dipendenza dalle fossili, facendo così scendere il prezzo dell'energia.
Tra i vari passi messi a punto dal Cile? Lo stanziamento di finanziamenti e di incentivi tutti volti alla costruzione della prima centrale solare termodinamica a concentrazione (CSP) da 10 MW nel paese, che si avvia ad essere la più grande in America Latina. La società "Abengoa" (tra i più grandi sviluppatori di impianti solari termici in tutto il mondo), si è aggiudicata la gara per l'impianto.

(Ecco un chiaro esempio di progetto denominato "Cerro Dominador", ideato dall'azienda "Abengoa" per il paese cileno).
Tale progetto, conosciuto con il nome di "Cerro Dominador", sarà realizzato nel comune di Maria Elena, nella regione di Antofagasta, e si dice che verranno adoperati ben 10.600 specchi; questi saranno disposti in un'area circolare di due miglia e mezzo, con una torre centrale che avrà una altezza di circa 74 metri. "Abengoa" ha progettato un impianto simile, ma di dimensioni più piccole anche in Sud Africa.
"Abengoa" lavora, si legge sul sito ufficiale, "per soluzioni tecnologiche innovative nel campo della sostenibilità nei settori dell'energia e dell'ambiente, per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili, la conversione di biomassa in biocarburanti e la produzione di acqua potabile da acqua di mare".
Sempre in Cile sono in programma anche fondi per condurre ricerche appropriata per una riuscita positiva nella realizzazione di nuovi impianti eco-sostenibili.

