Generare elettricità dalla pioggia
Sole, vento e pioggia. Dopo gli agenti atmosferici ormai conosciuti ed impiegati per le energie rinnovabili, da oggi si aggiunge anche la pioggia. La scoperta che questa possa generare energia elettrica deriva dal Messico, grazie ad un gruppo di universitari che permettono a paesi poveri di produrre energia grazie all'acqua che scende dal cielo. Una delle cittadine che per prime ha sfruttato questa ricerca è Iztapalapa, una delle sedici delegazioni che dividono il territorio del Distreetto Federale del Messico.
Tutte le abitazioni sono state fornite di piccoli generatori elettrici domestici, che raccogliendo l'acqua piovana dai tetti delle case, facendola scorrere lungo la grondaia, la indirizzano verso una microtubatura cilindrica (254 millimetri di altezza per 51 millimetri di larghezza). Questa è paragonata alle tubature che solitamente si utilizzano all'interno delle dighe, per produrre energia idroelettrica, ma di dimensioni assolutamente ridotte. Con l'energia che si riesce a generare si possono ricaricare batterie portatili di 12 volt, che servono per il sostentamento della vita familiare ed è utile per ricaricare anche lampadine al led.
(La turbina che riesce a purificare la pioggia facendola diventare acqua pulita)
Il sistema è stato nominato dagli inventori Omar Enrique Leyva Coca, Romel Brown e Gustavo Rivero Velázquez come "Pluvia" o in inglese "Rain Wild". Viene fatto un calcolo aritmetico per determinare l'ampiezza del tubo in relazione alla superficie del tetto, anche se generalmente viene utilizzata una connessione di mezzo pollice, per alimentare la microturbina. Successivamente l'acqua passa attraverso una turbina, che è connessa ad un filtro a carboni attivi dove si depura e il cloro in eccesso viene rimosso. Dopo che questo passaggio si conclude l'acqua è paragonabile "a quella delle rete di approvvigionamento idrico di città del Messico". In quanto fuoriesce completamente pulita e filtrata. L'unico problema si presenta solamente nella prima parte della stagione delle piogge, in quanto in quel periodo l'acqua ha maggiore acidità, per cui la filtrazione deve essere doppia e poi l'acqua viene depositata in un serbatoio.
Ovviamente, adesso l'impegno dei tre ricercatori sarà quello di potenziare maggiormente la possibilità di generare energia elettrica con un voltaggio superiore, anche se questa idea non è completamente nuova nel settore delle rinnovabili. Ciò che però in questo caso si distingue è la semplicità del dispositivo, che si traduce in un risparmio economico rilevante, anche grazie alle micro grandezze di cui si ha bisogno.

(I ricercatori messicani: Omar Enrique Leyva Coca, Romel Brown e Gustavo Rivero Velázquez)
Pluvia è stato presentato durante la Giornata mondiale della salute delle Nazioni Unite, che promuove la Giornata mondiale dell'acqua. Oltre al problema dell'energia elettrica non ancora presente in tantissimi Paesi del mondo, si stima che 2 miliardi di persone non sappiano cosa voglia dire avere a disposizione nella propria casa una lampadina, anche l'acqua è un bene prezioso che spesso è assente. Ci sono dei posti, che più di altri durante l'anno hanno a che fare con stagioni piovose, in cui l'acqua non smette di scendere dal cielo per settimane intere. Ovviamente in questi luoghi l'attuazione di questo sistema potrebbe essere un'alternativa valida, che utilizzerebbe un'agente atmosferico, su cui non si può agire, ma che risolverebbe in parte un problema su cui invece si può e si deve agire. Il 40% degli abitanti che è privo di elettricità si trova in Africa, in base alla ricerca condotta dall'Associazione EFrem nel 2011, il 37% in Asia, il 18% in America Latina, il 3% in Est Europa e il 2% in Oceania. Le fonti rinnovabili potrebbero soddisfare "il 50% di questo fabbisogno, ma con picchi decisamente superiori". Per cui, grazie anche a questa innovazione tecnologica, che rispetta la natura e pensa ai bisogni delle popolazioni, si potrebbe dare una svolta almeno in Messico, per aiutare le popolazioni povere a produrre energia elettrica.

