E ora le rinnovabili sbarcano anche in... chiesa!
Forse l'avvento o la scoperta del biblico Paradiso terrestre è ancora lontana, ma, nel frattempo, diverse comunità ecclesiastiche (cattoliche ma non solo) sembrano impegnarsi concretamente per il suo avvento in Terra, almeno a livello ambientale. Spuntano, infatti, qua e là le prime chiese ecosostenibili, mentre, a Roma, alla Lumsa (Libera Università degli Studi Maria SS. Assunta) è stato presentato il progetto "Chiesaecologica", condotto dal Centro di ricerche in scienze ambientali e biotecnologie (Cesab), di fronte a una platea di 80 parrocchie, comunità, istituiti e scuole (tutte rigorosamente cattoliche) della diocesi romana.

(Negli ultimi anni, sempre più comunità ecclesiastiche hanno mostrato interesse per le tematiche ambientali)
Cos'è esattamente Chiesaecologica? Sostanzialmente, si tratta di uno studio che vuole fare chiarezza sulla sensibilità delle parrocchie romane sul tema dell'ecosostenibilità. Se, così, da un lato, il 45 % dei parroci dichiara di parlare anche di queste tematiche durante le omelie, è, però, un dato di fatto che appena il 6 % delle chiese produce e ricorre a fonti di energia rinnovabile (ma solo il 18 % afferma di non aver avviato alcuna attività ecosostenibile, per mancanza di fondi o per scarsa informazione). La percentuale sale decisamente se si tratta di utilizzare lampade a risparmio energetico (in questo caso, si raggiunge il 76 %).
Alla prima fase dello studio (che ha portato, appunto, alla campionatura di questi dati grazie alla somministrazione di un questionario), seguirà un vero e proprio studio energetico, il cui scopo è incoraggiare istituti, comunità e parrocchie chiamate in causa, prima di tutto a farsi un oggettivo esame di coscienza sulla propria sostenibilità ambientale e, quindi, prendere delle misure in tal senso, puntando all'effettiva efficienza energetica attraverso il ricorso a fonti di energia rinnovabile.
In Italia, il primato del primo edificio ecclesiastico completamente ecosostenibile non andrà, però, alla comunità cattolica. A Milano, la Chiesa Evangelica Valdese ha, infatti, ottenuto la certificazione Gallo Verde. Questa certificazione ambientale, della durata di quattro anni e rilasciata dall'Ufficio Ambiente ed Energia della Chiesa Evangelica Reginale tedesca (BUE), tiene conto dei consumi mensili di energia termica ed elettrica (bilanciati anche dal ricorso a punti luce a basso consumo), del consumo dell'acqua, del volume dei rifiuti, della tipologia e della quantità di detersivi, carta e generi alimentari consumati. Quando possibile, si predilige, quindi, il ricorso a materiali di riciclo (per esempio, preferendo posate in ceramica a posate in plastica), l'acquisto di prodotti a Kilometro 0 e il ricorso a un servizio di "car pooling" per i fedeli più anziani.

(La Comunità Evangelica Valdese di Milano ha ottenuto la certificazione Gallo Verde, come chiesa ecosostenibile)
Sparse qua e là per il mondo, esistono, poi, casi di edifici religiosi costruiti con materiali vegetali e cartone e, dunque, in tutto e per tutto ecosostenibili.
È il caso della cattedrale di Christchurch, la seconda città più grande della Nuova Zelanda. Dopo il terremoto del 6 febbraio 2011, la cattedrale gotica risultò tra gli edifici più danneggiati della città. E fu così che l'architetto Shigeru Ban (già famoso per le sue costruzioni in cartone) rispose all'invito delle autorità locali, edificando la nuova chiesa realizzata su una base di cemento armato, policarbonato e cartone compresso. Certo, la nuova chiesa in cartone non avrà la stessa durata della cattedrale gotica, ma avrà un buon comportamento sismico e tra 20 anni potrà essere completamente riciclata.

(La cattedrale di cartone di Shigeru Ban, a Christchurch, nel sud della Nuova Zelanda)
Infine, merita almeno un accenno la "cattedrale gotica vegetale" dell'artista lombardo Giuliano Mauri, situata nei pressi di Malga Costa, in Trentino. In questo caso, 80 colonne di rami intrecciati, dell'altezza dodici metri e con un metro di diametro, sono stati dotati al proprio interno di giovani carpini che, una volta cresciuti, copriranno le strutture lignee, dando vita a una vera e propria cattedrale verde.

