Il settore aerospaziale a supporto della gestione di parchi eolici off-shore
Si chiama Progetto SUMO (Support of Maritime Operations in Offshore Windfarms) ed è stato lanciato da Iberdrola Ingeniería ed Elecnor Deimos, due giganti spagnoli nel campo dell'energia eolica, con l'intento di dare un contributo tecnologico nuovo al settore, in particolare per quanto riguarda la specifica situazione dei parchi off-shore.
Il progetto potrà godere del supporto del Technology Strategy Board del Regno Unito (TSB) e dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), nell'ambito del programma dimostrativo ARTES 20 (Advanced Research in Telecommunication Systems) che prevede di estendere l'utilizzo di strumenti dell'industria aerospaziale (immagini satellitari, osservazione della Terra, tecnologie spaziali, ecc.) ad altri campi, tra i quali ad esempio il settore eolico. ARTES 20 è stato chiamato in causa per la realizzazione del progetto in quanto al suo interno prevede una suddivisione in aree d'interesse, tra le quali "Space for Energy"; l'idea di fondo è quella di partire da una specifica necessità di applicazione, espressa da qualche azienda per raggiungere un determinato scopo (in questo caso una facilitazione nel settore eolico) e non da una particolare tecnologia messa a disposizione dall'ESA. L'attenzione è tutta rivolta dunque verso la realizzazione di progetti orientati all'utente finale. Il tutto avverrà inoltre con la collaborazione del Satellite Applications Catapult del Regno Unito che renderà possibile la realizzazione di un cloud per il monitoraggio dei lavori.
Il progetto SUMO, supportato da ARTES 20, consentirà dunque l'utilizzo di vari strumenti aerospaziali per la fase di costruzione e gestione dei parchi eolici off-shore, favorendo un controllo completo di queste strutture. L'iniziativa nasce dalla difficoltà di creazione e gestione di questi impianti, i quali sono collocati in precise zone marittime, a seconda di fattori meteorologici ampiamente analizzati in una fase preliminare. Il posizionamento a una certa distanza dalla costa può influenzare in misura variabile l'efficacia del vento e dunque la produzione di elettricità. Risolvere questa criticità può risultare fondamentale in quanto la quantità di energia ottenuta tramite le turbine eoliche off-shore supera di circa il 30% quella ottenuta mediante impianti terrestri.
I due protagonisti del progetto, Iberdrola Ingeniería ed Elecnor Deimos, non sono nuovi a iniziative di questo tipo, in quanto hanno già contribuito alla rispettiva realizzazione di piattaforme come EnvirOffshore o Kyros necessarie alla costruzione e al monitoraggio di impianti off-shore, tramite un'analisi delle condizioni meteo degli oceani che ospitano turbine eoliche. Iberdrola in particolare ha in programma di sfruttare i benefici derivanti dall'industria aerospaziale per uno dei parchi eolici in cantiere per gli anni a venire, il West of Duddon Sands del Regno Unito, che avrà una capacità di 389 MW e sarà realizzato in collaborazione con DONG Energy.
Qual è la novità?
Quando si parla di parchi eolici off-shore, i parametri meteorologici che vanno ad incidere maggiormente sulla resa energetica sono la potenza del vento, l'altezza delle onde e l'intensità delle maree, ma soprattutto la velocità delle correnti e la distanza dalla costa. Per la prima volta, grazie a SUMO e ARTES 20, sarà possibile usufruire di strumenti di previsione e diagnostica in grado di analizzare in modo dettagliato le condizioni metereologiche della zona. Il meglio dell'industria aerospaziale europea sarà messo a disposizione delle aziende costruttrici: tecnologie di geolocalizzazione e di rilevamento, ma anche immagini satellitari ad alta risoluzione. Tutti i dati ricavati all'interno del progetto SUMO saranno inoltre messi a disposizione degli utenti tramite un'interfaccia, che garantirà un accesso semplificato alle informazioni per la pianificazione e il controllo degli impianti off-shore.

(Tra le tecnologie aerospaziali messe al servizio dell'eolico ci saranno immagini satellitari ad alta definizione)
(Fonte: ESA)

