Solar Share: un progetto di condivisione energetica

Il verbo inglese to share è diventato un termine ormai di uso comune, soprattutto grazie all'avvento di Internet, per indicare la condivisione di qualcosa tra più soggetti: un file, un'esperienza, una casa…Oggi lo sharing è diventato uno stile di vita con risvolti socialmente interessanti, un esempio ammirevole sono il bike e car sharing, diventati uno strumento di mobilità sostenibile a disposizione delle amministrazioni pubbliche che vogliono aumentare l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici (autobus, tram e metropolitane), integrandoli tra loro e con l'utilizzo delle biciclette condivise per i viaggi brevi dove il mezzo pubblico non arriva o non può arrivare; oppure i gruppi di acquisto, ovvero persone che si associano spontaneamente per condividere l'acquisto di merce, solitamente alimenti, direttamente dal produttore in modo da risparmiare. Questi sono solo gli esempi più diffusi e conosciuti. Il concetto di SHARING è diventato, infatti, un fattore molto attuale e si è trasformato, molto velocemente, in uno stile di vita che comincia a trovare applicazione anche in molti altri settori apparentemente inusuali.

SOLAR SHARE

Uno di questi è il settore delle energie rinnovabili, dove si comincia a sentir parlare sempre più di Solar Share. Vediamo perché.

Fino a qualche tempo fa, sebbene l'idea di produrre energia rinnovabile e pulita, di tagliare le spese elettriche ed essere autonomi rispetto alla rete nazionale, fosse interessante, per molti poteva rimanere un desiderio o un'esigenza inattuabile. I motivi? Ne bastavano davvero pochi: vivere in città e soprattutto in un condominio, dove è sempre difficile raggiungere un accordo unanime, oppure molto più semplicemente vivere in un edificio sottoposto a vincoli paesaggistici.

Oggi questi problemi possono essere superati con l'adesione alle cooperative energetiche, cioè gruppi di cittadini basati sullo stesso territorio che si uniscono per acquistare un impianto fotovoltaico con cui produrre energia e soddisfare il proprio fabbisogno. Negli ultimi tempi il fenomeno sta assumendo dimensioni più ampie grazie anche alla visibilità data al fenomeno dal progetto Solar Share che vede il coinvolgimento di due realtà molto importanti legate allo sviluppo sostenibile: LifeGate e ForGreen, quest'ultima società sviluppa soluzioni nel settore delle energie rinnovabili.

logo progetto

(Logo del progetto)

Solar Share è un progetto che si rivolge a tutti coloro che vogliono produrre l'energia che consumano in modo autonomo, pulito e rinnovabile e trovano difficoltà nel farlo, ma è soprattutto, come sostiene Stefano Corti, direttore generale di LifeGate, << il primo progetto italiano di cooperativa (WeForGreen) aperta a tutti, indipendentemente dall'ubicazione. Persone di città differenti potranno unirsi e condividere energia prodotta dal sole>>.

DETTAGLI

L'impianto fotovoltaico della Cooperativa Energia Verde WeForGreen è il parco fotovoltaico "La Masseria del Sole", nelle vicinanze di Lecce.

L'installazione ha una potenza di 997,92 kWp, è stato allacciato alla rete nell'aprile del 2011 e gode degli incentivi del Terzo Conto Energia con la maggiorazione premio di tariffa perché realizzato su discarica esaurita, cioè grazie alla realizzazione dell'impianto fotovoltaico è stata recuperata un'area che altrimenti sarebbe rimasta inutilizzabile, trasformandola in un sito in cui produrre energia elettrica pulita.

Tante sono state le realtà coinvolte nel progetto: il comune di Lecce, l'UE, Futura GreenPower l'azienda che ha realizzato materialmente il progetto anche grazie all'intervento finanziario di Banca Etica, l'istituto bancario cooperativo in prima linea su progetti etico-sostenibili. Una volta visto l'impianto e considerate le caratteristiche di sostenibilità sociale e tutela ambientale del progetto, La Cooperativa Energia Verde WeForGreen ha concordato l'acquisto di questo impianto dalla Futura GreenPower.

aderenti 

(L'impianto prende vita)

Tecnicamente l'impianto è installato su delle piattaforme di cemento che "galleggiano" sopra la discarica, in modo da mantenere la posizione ottimale delle proprie strutture.

L'originalità e la qualità del progetto si rispecchia dai risultati: dai dati riportati sul sito di LifeGate, che <<l'impianto ha prodotto al 31.12.2013 circa 4 milioni di kWh, con oltre di 2 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica evitate in atmosfera e più di 2.370 barili di petrolio evitati>>, ovvero è in grado di produrre energia per il fabbisogno di 150 famiglie.

In che consiste l'adesione? In realtà è molto semplice, ogni soggetto interessato al progetto ha acquistato delle quote dell'impianto (da 1 a 6 massimo) in base ai propri consumi ed ha diritto ad un quantitativo di energia vincolato dalle stesse quote possedute.

PERCHÈ CONVIENE

Il vantaggio più evidente, oltre a quello economico, è che si tratta di un progetto senza barriere: ovvero ogni giorno l'impianto di Lecce produce energia che la Cooperativa fornisce direttamente a casa dei soci, in qualsiasi parte dell'Italia si trovino.

Non dimentichiamo poi che è:

  • energia pulita e rinnovabile
  • un investimento al riparo dall'inflazione e dalle oscillazioni del costo della corrente elettrica
  • interessi annui sul capitale investito
  • restituzione di parte del capitale per l'energia non consumata in un anno.

schema funzionamento progetto

(Schema funzione progetto)

 

Sicuramente un approccio collettivo alla produzione e al consumo di energia ha tanti aspetti positivi che si intrecciano: aiuta la salvaguardia dell'ambiente con riduzione delle emissioni di CO?, favorisce il risparmio sulla bolletta e stimola la coesione ed un maggior senso di responsabilità e di coinvolgimento civile e sociale.

In Germania il fenomeno è già ampiamente diffuso, tanto che secondo i dati riportati dal Sole24Ore 80mila famiglie già partecipano a cooperative energetiche e oggi hanno il 50% della capacità produttiva di energia da fonte rinnovabile.

Nel nostro paese, invece, c'è ancora molta strada da fare, sicuramente l'esperimento di Lecce o della cooperative Energyland di Verona sono di buon auspicio. Un aiuto ad aumentare l'interesse e gli investimenti in esperimenti di questo tipo potrà venire, sicuramente, dalla condivisione e dalla visibilità di queste esperienze positive e dei vantaggi sociali, economici e ambientali che sono riusciti a produrre nei territori degli impianti.

AutoreDott.ssa Laura Giovannetti


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