Risen Energy: la Cina alla conquista del Sud America
La compagnia cinese Risen Energy ha appena siglato un accordo che si profila significativo sia sullo scenario dello sviluppo ecosostenibile che su quello, più ampio, delle logiche geopolitiche su cui sta viaggiando in queste ore l'economia mondiale. Se da un lato la costruzione della nuova centrale fotovoltaica in Messico, infatti, si preannuncia come la prima mossa di una strategia di espansione dell'azienda che punta dritto ai grandi paesi del Sud America, dall'altro si tratta anche del più ampio accordo d'investimento mai siglato fra le due nazioni.
Un investimento che dallo scorso anno è stato pari a 610 milioni di dollari, secondo il Ministero del Commercio del colosso asiatico. La compagnia ha già aperto una filiale messicana per gestire la costruzione dell'impianto.

(La compagnia cinese di energia solare Risen Energy)
"Lo stato del Durango è la più grande fonte d'irradiazione solare del mondo", ha commentato Yuan Jianping, presidente dell'azienda di Ningbo (provincia di Zejihang), che ha aggiunto: "Il governo è di grande supporto nella realizzazione del progetto". In base alle sue dichiarazioni, sembra che il prossimo mercato ad accogliere la tecnologia solare cinese sarà il Cile.
La tappa messicana, sempre secondo Jianping, è la prima nella strategia d'espansione della compagnia in Sud America, dove il settore del fotovoltaico sta diventando rapidamente la fonte d'energia più ambita. Le difficoltà nell'integrazione energetica in quelle aree, che vanno dai costi alla diffusione dell'elettricità, rendono ancora più ambita l'energia solare in regioni particolarmente irradiate.

(Il logo del colosso cinese Risen Energy)
Ci si aspetta che la visita del presidente Xi Jimping in Messico, prevista per il mese di giugno, rappresenti una saldatura nei rapporti economici tra le due nazioni. Un'attenzione ricambiata, quella della Cina nei confronti del mercato messicano, che nella persona del Segretario all'Economia ha espresso recentemente la speranza di stabilire un legame solido.
E' facile immaginare come la strategia di espansione cinese inciderà sulla "guerra del fotovoltaico" che vede USA e Cina impegnate su due fronti opposti a partire dai dazi anti-dumping imposti dall'America a maggio del 2012 sugli impianti fotovoltaici cinesi. Una situazione che si sta rivelando sempre più complicata per gli uni e per gli altri, soprattutto dopo la bagarre seguita all'accusa, nei confronti della Cina, di eludere i dazi producendo impianti in outsourcing tramite società di Taiwan.
Il conflitto potrebbe essere prossimo a una conclusione pacifica: per ora sono solo voci, e la scadenza dei termini per trovare un accordo è sempre più vicina.










