Renewable Energy Summit a Milano
Milano, Renwable Energy Summit, ovvero come radunare per due giorni (18 e 19 marzo) e nello stesso posto e cercare di coinvolgere in una "rete rinnovabile" imprenditori, finanziatori, investitori e adetti del settore della produzione di energia da fonti rinnovabili. L'unione si fa forza, infatti, e la rete sembra rappresentare un buona opportunità per cogliere tutte le nuove opportunità di un mercato in continua crescita.

(Il logo della edizione del 2014 del Renewable Energy Summit di Milano)
La sede è nel Centro Congressi del Palazzo delle Stelline, nel pieno centro di Milano (di fronte a Santa Maria delle Grazie e al suo Cenacolo leonardesco, tanto per intenderci). Gli 8000 metri quadri di superfici (tra sale congressi e riunioni, un giardino e un chiosco seicentesco) rappresentano, infatti, la location scelta per ospitare e riunire ben quindici aziende del settore delle rinnovabili, con importanti nomi di punta anche a livello internazionale: Alerion, Kinexia, Maire Tecnimont, Edison e il gruppo Maccaferri, a cui si aggiungono altri undici fondi di investimento internazionali, per un totale, appunto, di quindici partecipanti. A questi si affiancano i rappresentanti di varie aziende e società, come Mediocredito Italiano, Glennmont Partners, Orrick, PwC, Eos Consulting, Ascor e Gothaer. Attesi anche gli interventi di Andrea Gilardoni, docente dell'Università Bocconi , e membro dell'Observatory on Renewables' Industry and Finance (OIR), e Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia.

(Tra gli interventi al Renewable Energy Summit di Milano, anche quello di Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia)
L'evento è stato fortemente voluto, nonché organizzato, da Palma Investimenti e Servizi, in collaborazione con l'agenzia ICE, attiva nel settore dell'internazionalizzazione e della promozione all'estero delle imprese italiane.
L'obiettivo (a detta di Massimo Sapienza, CEO di Palma Investimenti e Servizi, nonché vicepresidente del summit) è quello di puntare a una maggiore efficienza del settore rinnovabili in Italia, puntando a una minore frammentazione della gestione e, quindi, a un aumento del livello di imprenditorialità, tanto sul piano organizzativo quanto a livello di tecnologie. Le prospettive, a detta dei partecipanti al summit, sono rosee per l'Italia (a patto, chiaramente, di lavorare su questi fronti): rispetto alla Germania, infatti, che per ora rappresenta il più grande mercato europeo nel settore delle rinnovabili, gli investitori italiani possono aspettarsi un guadagno quasi doppio.

(Per ora, la Germania rappresenta il più grande mercato europeo per la produzione di energia da fonti rinnovabili)
L'idea alla base è fare del punto debole del mercato italiano delle rinnovabili il suo punto di forza. Se, infatti, sinora gli investimenti e gli investitori del settore hanno guardato con forte scetticismo all'Italia, per via di una burocrazia pericolosamente retroattiva, la sola strada per attirarli in Italia sembra essere quella della garanzia di tassi di rendimento più alti. Perché sia possibile, è ovviamente indispensabile dare stabilità al settore e dall'efficienza scaturirà naturalmente maggiore fiducia e, quindi, un nuovo slancio per l'intero comparto (che, comunque, è stato sinora in grado di installare ben 25 gigawatt di energia tra settore eolico e fotovoltaico, con un investimento totale di oltre 70 miliardi di euro e la creazione di ben 100000 posti di lavoro). All'ICE, spetta il compito di sostenere l'internazionalizzazione del settore delle rinnovabili in Italia, così che nuovi e ricchi investitori possano interessarsi al Paese.











