RecOil: l'olio esausto da inquinante che ora diventa fonte di energia
Quando si parla di inquinamento siamo subito portati a pensare all'inquinamento atmosferico dovuto soprattutto alle industrie e dalle automobili, oppure la nostra mente ci riporta alla memoria immagini di spiagge piene di rifiuti, o ancora immaginiamo discariche colme di materiale difficile da smaltire. Raramente invece ci si rende conto dell'inquinamento che più di tutti ci tocca da vicino ed il quale è largamente sottovalutato, quello proveniente dagli oli esausti che, nonostante siano giudicati come rifiuti non pericolosi, provocano dei danni ingenti all'ecosistema, e soprattutto all'ambiente marino.
Per questo motivo lo strumento finanziario a sostegno dei progetti ambientali e di conservazione della natura in tutta l'Unione Europea, denominato "LIFE + Environment Policy & Governance", è il principale sostenitore del programma "RECOIL" insieme ai partner Azzero (società di consulenza tecnico scientifica nel campo energetico-ambientale) KYOTO CLUB ( organizzazione non profit costituita da associazioni, enti ed imprese impegnate nella riduzione delle emissioni di gas serra) Legambiente ( che dal 1980 è la prima associazione che si batte per l'ambientalismo scientifico) Cid Software Studio S.p.A. ( società operante nel campo delle tecnologie informatiche per tutti i settori delle ITC) Conoe (Consorzio obbligatorio nazionale di raccolta e trattamento degli olii e dei grassi vegetali e animali esausti).
Il programma Recoil, consapevole del fatto che in Italia ed in Europa manca un sistema di raccolta degli oli esausti, vuole intervenire su tutta la filiera al fine di:
- Programmare un sistema di raccolta porta a porta sostenuto dall'utilizzo di un software innovativo.
- Sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo ai rischi ambientali e le opportunità da cogliere derivanti dagli oli esausti.
- Valutare il ciclo di vita degli oli programmando anche la sperimentazione nella produzione di biocarburante derivante dalla conversione degli oli
- Colmare il vuoto normativo relativo al trattamento degli scarti oleosi attraverso proposte concrete e studiate nella loro completa fattibilità.
Al fine del raggiungimento degli obbiettivi preposti sono stati avviati esperimenti attraverso dei progetti pilota nei comuni di Castell'Azzara in provincia di Grosseto e Ariano Irpino in provincia di Avellino, i quali seguono un programma di sviluppo composto da una preparazione che prevede l'acquisto delle attrezzature, la sensibilizzazione dei cittadini riguardo il problema del riciclo degli oli, l'attivazione della fase di raccolta della durata di 12 mesi, la gestione degli oli nell'impianto di cogenerazione, l'analisi e la divulgazione dei risultati.
(Centro di raccolta degli oli usati)
Gli esperimenti si sono conclusi con ottimi risultati in entrambi i Comuni consentendo la raccolta di 910 litri di olio esausto a Castell' Azzara, dove risiedono 1500 persone e 1.212 litri ad Ariano Irpino, dove risiedono 5000 persone. In oltre il programma ha permesso la raccolta di altri 2.122 litri di olio esausto attraverso centri di raccolta pubblici istituiti con cadenza mensile nell'arco di un anno. Grazie all'olio raccolto è stato possibile un risparmio sulla produzione di Co2 di circa 125 Kg.
E' provato, insomma, che ogni giorno gettiamo nel lavandino molti litri di un ottimo combustibile che, invece, potrebbe essere sfruttato riducendo di molto l'inquinamento atmosferico. Nella speranza che i risultati raggiunti mettano in moto il processo legislativo italiano ed europeo, gettiamo gli oli nella pattumiera evitando di inquinare le acque che, a causa della patina oleosa in superficie, non potrebbero realizzare lo scambio di ossigeno con l'aria.

