Produrre energia dalle gocce d'acqua: per il Mit si può
Secondo i ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) l'energia del futuro potrebbe essere quella prodotta dalle gocce d'acqua. Stando alle parole del professore e ricercatore del MIT, Kripa Varanasi, scoprire le dinamiche dietro la formazione e il movimento delle gocce d'acqua sulle superfici può avere implicazioni per tutto, dal miglioramenti nell'efficienza delle centrali elettriche alla semplice riduzione dell'appannamento sul parabrezza di un'auto.
La scoperta è stata pubblicata sul giornale scientifico "Nature Communications" ed è firmata da Nenad Miljkovic, ricercatore, e Evelyn Wang, professore di ingegneria meccanica, oltre e due altri scienziati co-relatori.
Per svolgere gli esperimenti atti a comprendere questi meccanismi, i membri del team di ricerca hanno adattato i potentissimi microscopi elettronici a loro disposizione in modo da poter operare in un vuoto meno spinto di quello normalmente utilizzato.
Normalmente, infatti, esso non consentirebbe alla goccia d'acqua di essere visibile e ne comporterebbe l'evaporazione, con una macchina che lavora ad una pressioni pari a 1.000 Pa (la pressione atmosferica è pari a 100.000 Pascal), invece, tutto ciò sarebbe possibile.
(L'energia di una goccia d'acqua)
L'osservazione della goccia d'acqua ha portato a risultati sperimentali inaspettati che in futuro potrebbero essere utilizzati per applicazioni tecnologiche volte ad aumentare l'efficienza delle apparecchiature che producono energia. Infatti, il team ha potuto osservare che se una goccia d'acqua viene fatta convergere verso una superficie super-idrofoba, essa rimbalza via velocemente caricata positivamente da una piccola quantità di energia.
Ciò avviene, come spiegato da Milikovic, perchè le gocce che si dispongono su queste superfici formano naturalmente uno strato elettrico doppio, ovvero composto da cariche positive e negative accoppiate. Quando due gocce limitrofe si accorpano, saltando dunque dalla superficie, le cariche si separano per effetto della velocità del processo, lasciando un po' di carica sul piano su cui si trovavano.
Il passo da questo a pensare a come rendere le superfici utilizzate anche in grado di immagazzinare tali cariche è stato breve. Un'applicazione pratica di questa scoperta potrebbe essere quella di migliorare l'efficienza delle centrali idroelettriche, che utilizzando i materiali super-idrofobi potrebbero aumentare l'energia prodotta dal passaggio dell'acqua.
Grazie a successivi studi, poi, sarebbe anche possibile arrivare un giorno a sfruttare l'acqua piovana, e ricavare dunque energia direttamente dall'atmosfera. Infatti, come suggerito dai ricercatori del MIT, se all'aperto si mettono vicine due lastre metalliche, una atta a "far saltare" le gocce e una a raccoglierle, si potrebbe generare energia anche solo dalla condensa dell'aria.
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(Il progetto Ewicon)
Non è la prima volta però che si parla della capacità delle gocce d'acqua di contribuire alla produzione di energia. L'impianto eolico Ewicon (Electrostatic WInd energy CONvertor), ideato da un team di scienziati della Delft University of Technology, nei Paesi Bassi, è infatti stato progettato per produrre energia pultia sfruttando i movimenti delle gocce d'acqua. L'impianto è senza pale è funziona come un convertitore elettrostatico che assorbe l'energia prodotta dal frazionamento dell'acqua su appositi dispositivi. La mancanza di pale rotanti rende questo progetto più appetibile per le are urbane e esposto in modo minore ai danni provocati dall'ambiente. Dunque, la possibilità dell'energia prodotta dalle gocce d'acqua è già realtà.




