Ocean Spiral: la città sottomarina a energia zero

Colonizzare il mare e risolvere così sia i problemi relativi all'inquinamento sia quelli legati alle catastrofi naturali, come tsunami e terremoti. È questa la base del progetto "Ocean Spiral", un'idea estrema e futuristica, inerente la costruzione della prima città sottomarina. Una novella Atlantide frutto della visionaria immaginazione del team appartenente alla Shimizu Corporation, la società giapponese protagonista della realizzazione di uno dei palazzi più sostenibili del mondo.

Il portavoce dell'azienda, Shimizu Hideo Imamura, ha tenuto a sottolineare alla stampa che il progetto di questa città "è un vero obiettivo e non un sogno utopistico che non vedrà mai la luce". Ocean Spiral sfrutterà al massimo le infinite possibilità offerte dall'oceano, ponendosi anche come una soluzione concreta alla questione dell'innalzamento del livello del mare che minaccia soprattutto i territori insulari.

La città vista dall'alto(La città vista dall'alto)

Fino ad oggi, l'uomo ha colonizzato terre sconosciute, foreste, montagne, deserti. Gli unici luoghi rimasti inaccessibili sono lo spazio e l'acqua. Con l'idea della Shimuzu Corporation si supererà almeno uno di questi due tabù, dando vita a una nuova società in grado di mettere al sicuro le persone dagli sconvolgimenti naturali e pensata in chiave rigorosamente ecologica. Infatti, impiegherà solo energie rinnovabili per il suo funzionamento.

Le tecnologie studiate per Ocean Spiral, secondo gli ingegneri, saranno sviluppate, sperimentate e pronte all'uso nell'arco dei prossimi quindici anni. Di conseguenza, la città potrebbe diventare realtà già nel 2030.

La sfera contenente le zone residenziali e commerciali(La sfera contenente le zone residenziali e commerciali)

Analizzando il rendering del progetto, vediamo che l'ambiziosa struttura sarà composta da tre sezioni. Avrà una sfera galleggiante del diametro di 500 metri, posta poco al di sotto della superficie marina. Al suo interno, troveranno spazio edifici residenziali, ristoranti, alberghi, locali. Questa capsula sarà poi collegata a un percorso a spirale, di una lunghezza pari a 15 chilometri. Qui, troveranno alloggio i laboratori scientifici in cui verranno studiati e analizzati i molteplici modi per utilizzare le risorse provenienti dal mare.

Una zona all'interno della sfera galleggiante(Una zona all'interno della sfera galleggiante)

Come evidenziato in precedenza, Ocean Spiral sarà un complesso urbano a energia zero. Di fatto, il fabbisogno energetico necessario ad alimentare le apparecchiature elettriche e le tecnologie in esso presenti, deriverà dal moto ondoso, da speciali microorganismi sottomarini che convertiranno in metano l'anidride carbonica e dalla cosiddetta energia talassotermica. Quest'ultima, conosciuta anche come OTEC (Ocean Thermal Energy Conversion), genera l'energia a partire dalla differenza di temperatura che si viene a creare tra la superficie del mare (di solito più calda) e le profondità oceaniche.

Inoltre, nelle zone residenziali e commerciali della città verrà impiegata la stessa acqua di mare per gli usi domestici e pubblici. Nello specifico, l'acqua, sottoposta a un processo di dissalazione, sarà liberata dai sali e trasformata in acqua potabile.

Il percorso a spirale(Il percorso a spirale)

Ocean Spiral avrà una capienza di circa 5.000 persone. La sua capsula galleggiante potrà restare sulla superficie del mare o ritirarsi sott'acqua in caso di maltempo e di fenomeni più gravi e pericolosi come uragani, tempeste e tsunami.

Attualmente il progetto è sottoposto all'attenzione dell'Università di Tokyo, dei ministeri e di alcune imprese per trasformarlo in realtà. La Shimizu Corporation, in proposito, spera di ottenere finanziamenti sia da parte dei privati che del governo, in quanto per far fronte alla messa in opera della città occorrono 25 miliardi di dollari. Il tempo stimato per il termine dei lavori è di cinque anni.

Una delle aree commerciali poste nella capsula(Una delle zone commerciali poste nella cupola)

La città sottomarina potrebbe aprire la strada a una nuova realtà, offrendo all'uomo l'opportunità di vivere lontano dalla terraferma, dando origine a comunità oceaniche in totale armonia con la natura. Tuttavia, abituarsi a un'esistenza nelle profondità marine, senza godere del sole o della pioggia, non sarebbe cosa semplice e chissà che non scatenerebbe altri problemi. Viene anche da chiedersi quale sarebbe il tipo d'impatto estetico che una simile costruzione avrebbe sull'ambiente.

Fonti
Greenme
Rinnovabili.it
The guardian

Foto
Designboom

AutoreDott.ssa Elisabetta Rossi


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