Le peggiori energie non rinnovabili
Parlando di energie rinnovabili, la scelta della fonte è di essenziale importanza e non è sempre una scelta troppo ovvia.
Le classiche energie si riversano sullo sfruttamento degli elementi naturali, come acqua, vento, sole o per produrre energia geotermica. Esistono sul mercato anche carburanti bio estratti da elementi naturali o animali, come oli combustibili derivati da alghe o semi. Un'ulteriore alternativa è rappresentata dalle energie ibride ma il problema fondamentale, molto spesso sono i costi oppure le cattive scelte della materia prima.

(Energie non rinnovabili_Estrazione del petrolio)
Negli ultimi anni in particolar modo, si sta avendo una sempre maggiore diffusione di queste materie e, di conseguenza, chi più chi meno, è in grado di avere informazioni e di disporre dei giuste mezzi per farne una cultura anche molto attendibile. Si parla, quindi, di fonti di energia pulita, di processi di produzione, di mezzi tecnici ma anche di finanziamenti, integrazione architettonica, normativa e, non in ultima sede, tutto viene racchiuso in argomenti quali la tutela e la salvaguardia dell'ambiente, che sia esso marino, terrestre o atmosferico, si parla di agglomerati urbani sostenibili, di inquinamento, di salute e, più generalmente, di sostenibilità ambientale e del rapporto che l'uomo e lo spazio costruito intrattiene con la natura.

(Mappa energie)
Ci sono state tante sperimentazioni che si potrebbero elencare ad avallo di tali materie ma molto spesso c'è anche tanto errore. Con errore, si potrebbe intendere un uso sbagliato delle risorse, sia dal punto di vista dell'estrazione dal loro ambiente sia da quello del loro sfruttamento. Da sempre si parla di limitare l'uso del cosiddetto carbon fossile o di regolarizzare sia il prezzo che l'estrazione del petrolio, che, inevitabilmente, hanno una grossa influenza sia sul mercato che sulla morfologia terrestre, non considerando poi le pericolose emissioni di gas tossici.
A questo proposito, entrano in gioco proprio tutte quelle fonti che, in maniera erronea, si continuano ad utilizzare e considerare come energie pulite. In particolare ne sono cinque, ovvero il cherogene, il gas naturale, le sabbie bituminose, l'etanolo prodotto dal mais e il carbone.

(Energie rinnovabili e non rinnovabili)
Per quanto riguarda il cherogene, si parla di una risorsa molto simile al petrolio che viene estratta nelle Rocky Mountains, in particolare nel bacino del Green River. Nello specifico, si tratta di miscela di composti chimico-organici che rappresentano una porzione della materia organica nelle rocce sedimentarie. La catena montuosa è, infatti, caratterizzata da diverse origini biologiche. Il cherogene, con l'aumento della temperatura, si trasforma in idrocarburi, in tutte gli stati. Esso è in realtà il vero precursore del petrolio ma, essendo pessimistiche le previsioni sulla presenza, appunto, del petrolio all'interno della crosta terrestre, nel caso in cui si dovesse pensare di procedere con una vera e propria estrazione del cherogene si sprigionerebbero nell'aria delle enormi quantità di ossido di zolfo, anidride carbonica e piombo, oltre alla necessità di smisurate quantità di acqua.
Il gas naturale anche se sicuramente rappresenta una delle fonti più pulite, il suo problema è nell'estrazione che prevede l'immissione di liquido ad alta pressione direttamente nei giacimenti, in modo da creare rotture nelle rocce per la fuoriuscita del gas. Questo processo di fratturazione idraulica, però, oltre al gas naturale, implica la fuoriuscita anche di gas altamente tossici, come il carbonio solfuro, lo xylene e il benzene.
Le sabbie bituminose sono anch'esse dei prodotti antecedenti al petrolio ma la presenza di questo materiale nelle falde acquifere e la sua conseguente estrazione, provoca il rilascio di metalli pesanti nell'aria che, oltre all'aumento del rischio di malattie come tumori fa anche da catalizzatore al riscaldamento globale.
L'etanolo prodotto dal mais è una vera e propria fonte rinnovabile ma non si tratta delle classiche fonti che non arrischiano danni. Qui, però, il problema è diverso perché si tratta di rischi sulla salute dell'uomo. Dedicando grandi quantitativi di campi allo sfruttamento del mais per produrre il biocarburante si va ad inficiare sulle altre colture, sul ricambio agricolo, sulle coltivazioni destinate al cibo, sull'equilibro della flora e sull'aumento del prezzo del mais.
La questione del carbone pulito è, invece molto semplice. Questo materiale aiuta a produrre energie rinnovabili ma è un controsenso perché restano comunque emissioni tossiche proprio a causa della sua stessa natura.












