Nasce il biocamino, il nuovo fuoco che non brucia legna

Il camino è uno di quegli impianti che, oltre ad avere la funzione di riscaldare l'ambiente, offre un elemento di design in più, un tocco di colore e pregio. Le stanze sono più intimiste, accoglienti, piacevoli allo sguardo e anche eleganti. I designer si sono sempre sbizzarriti nella loro realizzazione, creandoli nelle forme, nelle dimensioni e nei colori più svariati. Tuttavia poter avere un camino non è sempre semplice. Servono i permessi, le condizioni adatte per poterlo impiantare, un'adeguata manutenzione, luoghi dove conservare la legna e accettare tutto quello che comporta la combustione del legno (scintille, fuliggine, fumi).



Biocamino decorativo(biocamino con legna decorativa - Foto: uuldesign)



La tecnologia offre l'alternativa del Biocamino. È la nuova frontiera del riscaldamento che coniuga modernità e tradizione, il progresso della scienza con il piacere del design.
Il biocamino è simile al camino tradizionale, ma ha come primo pregio quello di non utilizzare la legna. Ad essere bruciato è il Bioetanolo, un combustibile di origine naturale che, al posto del fumo, produce piccole quantità di anidride carbonica (CO2) e acqua (H2O), in sostanza l'aria che respiriamo. È inodore e si ha la possibilità di profumare l'appartamento con delle fiale apposite. Non genera residui nocivi e quindi non inquina gli spazi abitativi. Per di più mantiene costante il grado di umidità nella stanza, grazie all'acqua derivante dal bioetanolo, compensando in tal modo l'ossigeno bruciato.



bioetanolo(Bioetanolo - Foto: altrofuoco)



Il combustibile utilizzato viene prodotto con materie prime di origine vegetale e attraverso delle modalità di trasformazione naturali, come la fermentazione alcolica e la distillazione. L'etanolo (o alcol etilico C2H5OH)  si genera dalla fermentazione di zuccheri ottenuti da diversi prodotti (come canna da zucchero, banane, ecc.) o cereali (ad esempio il grano). La sua combustione genera emissioni pulite fatte di calore, vapore acqueo, anidride carbonica.



biocamino stile contemporaneo( biocamino stile contemporaneo - Foto: ArchiExpo)



Tutti, con un minimo di spazio, possono installarlo perché non necessita di permessi, autorizzazioni o personale tecnico e non ha bisogno di canna fumaria o di qualsiasi altra struttura o impianto di alimentazione né di posti dove accatastare i ceppi. Il suo montaggio e utilizzo è facile. Il bioetanolo viene messo dentro una vasca da circa 2 litri e acceso. Gradualmente la fiamma si alza e produce calore per circa sei/otto ore. Naturalmente anche questo tipo di camino ha delle regole da rispettare: la vasca con il combustibile deve essere installata alla giusta distanza dalla parete posteriore e i mobili devono essere lontani almeno un metro. Inoltre, durante il suo funzionamento non va ricaricato. Per portelo fare è necessario attendere la fine della combustione e il suo completo raffreddamento.



biocamino a doppio lato(biocamino stile contemporaneo a doppio lato-Foto: ArchiExpo)



Il sistema del biocamino garantisce un ottimo riscaldamento. Sebbene la fiamma e il calore prodotti non siano gli stessi del camino tradizionale per ovvi motivi,  l'assenza della canna fumaria, che comporta circa il 50% di dispersione, fa diffondere tutto il caldo generato nell'ambiente.
Non ha bisogno di manutenzione e il bioetanolo non è soggetto a scadenza. Tuttavia, per evitare che evapori, va tenuto ben sigillato. Unica accortezza è assicurarsi una buona ventilazione dei locali dove è situato.



biocamino in formato panoramico(Biocamino in formato panoramico - Foto: LOVTER



Ci sono diversi tipi di biocamini. Possono essere realizzati anche in diversi materiali (in acciaio, in pietra, in vetro temperato o come il classico camino). A pavimento o a parete, possono essere appesi o appoggiati su qualche superficie della casa (tavoli, mensole, ecc). Per la loro versatilità, possono essere considerati anche come un complemento d'arredo, bello e utile.

Fonti:
Lavorincasa 
Biocaminishop.it
Caleido

Tutti i diritti sono riservati.

AutoreDott.ssa Silvia Pasquariello


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