Mondiali ed ecosostenibilità: arriva anche il biodiesel sui mezzi pubblici?
Mancano ormai pochi mesi al 12 giugno 2014, quando si solleverà il sipario della ventesima edizione dei campionati mondiali di calcio. Sul palcoscenico brasiliano, si sfideranno le più forti squadre nazionali maschili al mondo, sino a che, il 13 luglio, sullo sfondo dello storico Maracanà di Rio de Janeiro, ne rimarrà una sola. Si stima che circa 3, 3 milioni di persone assisteranno dal vivo alle partite, sedute all'interno di stadi di vecchia e nuova costruzione (costati al governo brasiliano 2, 5 miliardi di euro) e di cui la Fifa tiene a sottolineare l'ecosostenibilità (il Castelao di Fortaleza è stato il primo a essere insignito della certificazione Feed, il riconoscimento per il miglior design ecosostenibile).

(L'ultima e decisiva battaglia dei mondiali di calcio 2014 sarà combattuta al Maracanà di Rio de Janeiro)
Negli ultimi mesi, le voci sull'ecosostenibilità dei Mondiali di calcio 2014 si sono susseguite a più riprese: dalla realizzazione dei nuovi impianti alla ristrutturazione dei "vecchi" (dotati di sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili), passando addirittura per le maglie degli "eroi nazionali". Del resto, già in occasione dei mondiali sudafricani del 2010, Olanda, Australia, Serbia, Nuova Zelanda, USA, Slovenia e Portogallo, insieme ai futuri padroni di casa del Brasile avevano sfilato e sudato sotto gli sguardi dei propri tifosi, indossando maglie ecosostenibili: poliestere riciclato, proveniente da 13 milioni di bottiglie di plastica, con un risparmio del 30 % di energia rispetto alla produzione con poliestere vergine.

(Ai mondiali sudafricani del 2010, anche i giocatori brasiliani indossavano maglie ecosostenibili)
Ma questa ormai è quasi "preistoria" rispetto agli annunci che, anche in questi giorni, continuano a susseguirsi e che vogliono fare dei mondiali brasiliani l'evento sportivo più ecosostenible della storia.
L'ultima al riguardo è arrivata, proprio negli scorsi giorni, dalla Ubrabio (Unione brasiliana del biodiesel e del biocherosene). Lo scorso 17 marzo, infatti, una delegazione della società (capitanata dal Presidente Juan Diego Ferrés) ha incontrato il Ministro dello Sport, Aldo Rebelo, per chiedere supporto e sostegno nell'implementazione dell'utilizzo e del consumo di B20 sui trasporti urbani delle dodici città coinvolte nella Coppa del Mondo (Rio de Janeiro, Sao Paulo, Belo Horizonte, Porto Alegre, Brasilia, Cuiabá, Curitiba, Fortaleza , Manaus, Natal, Recife and Salvador).
Cos'è il B20? Una miscela di biodiesel e combustibile fossile, dove il primo raggiunge una percentuale del 20 %.

(La Ubrabio ha chiesto al Ministro dello Sport brasiliano un impegno per implementare il consumo di B20 sui trasporti pubblici durante i Mondiali di Calcio)
Secondo la Ubrabio, infatti, un'azione in tal senso in questo momento rappresenterebbe una forte mossa strategica per accelerare e incrementare il consumo di biodiesel nell'intero Paese. Si tratterebbe, quindi, di un passo di grande importanza nell'incentivazione del PNPB (Programa Nacional de Produção e Uso do Biodiesel), in seguito al quale sarebbe difficile fare dei passi indietro. Secondo le dichiarazioni della Ubrabio, il Ministro si sarebbe mostrato interessato alla proposta che dovrebbe ora essere sottoposta a valutazioni tecniche, in collaborazione con i Ministeri dell'Ambiente, delle Miniere e dell'Energia, e, appunto, dello Sport.
E fu così che, per il Brasile, i Mondiali di Calcio si convertirono in uno step fondamentale lungo la strada della riduzione delle emissioni di gas serra, verso un mondo sempre più ecosostenibile.

