MegaCell... e il fotovoltaico ha due facce!

Gli antichi Romani avevano Giano, il dio a due facce: una guardava al passato, l'altra al futuro. L'Italia del ventunesimo secolo vanta, invece, il fotovoltaico a due facce e tutte e due guardano dritte al futuro! Si chiama BISoN, la cella bifacciale da 6 pollici, in silicio monocristallino N-type, ad altissima efficienza energetica e frutto della sinergia delle più avanzate ricerche tedesche (coin il coinvolgimento dell'Istituto di Ricerca ISC Konstanz) e italiane nell'ambito del fotovoltaico. La cella, presentata negli spazi espositivi dell'ultima SolarExpo (svoltasi a Milano tra il 7 e il 9 maggio), sarà prodotta, a Carmignano di Brenta (in provincia di Padova) dalla MegaCell Srl, l'azienda fondata solo lo scorso aprile da Franco Traverso, uno dei pionieri del fotovoltaico italiano. 

BISoN, la nuova cella fotovoltaica bifacciale è stata presentata a Milano, all'ultima edizione della SolarExpo

(BISoN, la nuova cella fotovoltaica bifacciale è stata presentata a Milano, all'ultima edizione della SolarExpo)

Di cosa si tratta?

BISoN è una cella solare a due facce, una anteriore e una posteriore entrambe attive. La più ovvia e immediata conseguenza interessa l'efficienza della cella, che inevitabilmente aumenta. Grazie alla facciata posteriore, infatti, si ha una maggiorazione media del 20 % in più rispetto al contributo della sola faccia anteriore. Se, però, si osservano i dati sperimentali relativi proprio al grado di efficienza di BISoN, si noterà come questo possa variare in rapporto al grado di riflettanza della superficie su cui la cella è posizionata. In caso di superfici ad alta riflettenza, come la neve (per intenderci), la percentuale di energia in più fornita dalla faccia posteriore raggiunge addirittura l'87 %, mentre si ferma a un 17 % al polo opposto, con superfici poco riflettenti, come, per esempio, un manto erboso. 

A ciò va aggiunto che il silicio monocristallino N-type da 6 pollici non è soggetto al cosiddetto effetto LID (acronimo per Light Induced Degradation), il fenomeno di degradazione iniziale indotta dalla luce, all'origine di una perdita di potenza pari al 2-3 % per le tradizionali celle P-type presenti sul mercato, già prima dell'esposizione alla luce. Né risente dell'effetto PID (Potential induced degradation), che polarizzando la cornice dei moduli tramite la circolazione della corrente di dispersione, ha importanti conseguenze sulla longevità dei moduli tradizionali.

L'efficienza energetica delle celle bifacciali MegaCell aumenta di un 80 % su superfici riflettenti come la neve

(L'efficienza energetica delle celle bifacciali MegaCell aumenta di un 80 % su superfici riflettenti come la neve)

Nel dettaglio, i moduli bifacciali prodotti dalla MegaCell Srl saranno costituiti da 60 celle bifacciali, avranno una potenza simile a 350 We (Watt equivalenti). Ciò significa che, anche in condizioni di riflettenza minime, saranno comunque in grado di produrre tanta energia quanto un modulo tradizionale da 350 Wp.

Quanto costa produrre BISoN?

A detta della stessa MegaCell Srl, i costi di produzione del nuovo fotovoltaico bifacciale sono effettivamente contenuti, grazie al processo produttivo perfettamente integrabile nei sistemi di produzione di fotovoltaico oggi già esistenti. Il costo di un modulo bifacciale da 60 celle e con potenza 350 We corrisponde, infatti, sostanzialmente a quello di un tradizionale modulo in silicio monocristallino da 265 Wp.

A ciò va aggiunto il fatto che BISoN è anche perfettamente compatibile con i più diffusi standard di assemblaggio dei moduli e che i costi sembrano destinati a un'ulteriore ammortizzazione visto che, per il prossimo anno, si prevede un'efficienza di conversione media pari al 21 %, previa ottimizzazione dei processi produttivi e ulteriori migliorie alle celle stesse.

AutoreDott.ssa Morena Deriu


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