Lavoro, salute, consumi e produttività. I benefici dell'efficienza energetica

Qualsiasi iniziativa che miri a svincolare in parte o del tutto l'approvvigionamento energetico dai combustibili fossili, in favore di un sempre maggiore utilizzo delle fonti rinnovabili, non può fare a meno di operare innanzitutto sul piano dell'efficienza energetica. Una minore richiesta di energia per lo svolgimento di qualsiasi attività quotidiana è infatti la condizione prioritaria per attuare quella conversione energetica dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili che consentirebbe sia di avere un risparmio economico, sia di diminuire le emissioni di gas serra nell'atmosfera, di cui i combustibili fossili sono in gran parte responsabili.

I vantaggi dell'efficienza energetica, tuttavia, non si limitano alla diminuzione dell'inquinamento e all'ovvio risparmio economico derivante dalla diminuzione del consumo di combustibili fossili. A dimostrarlo è una recente ricerca pubblicata pochi giorni fa dall'IEA (l'Agenzia internazionale dell'Energia), con la quale si mira a dimostrare che i benefici derivati dall'adozione di politiche volte all'efficienza energetica sono molto più ampi rispetto a quelli che siamo soliti valutare, coinvolgendo anche dinamiche socio-economiche a prima vista non direttamente interessate dal problema. 

Nello specifico, lo studio «Capturing the Multiple Benefits of Energy Efficiency», evidenzia che i benefici derivanti dall'efficienza energetica possono essere riscontrati anche nei settori del lavoro, della salute, della produttività e dei consumi. Lo studio dimostra infatti che, contrariamente alla visione tradizionale che vuole l'efficienza energetica come un "combustibile nascosto", essa è e va considerata come il primo combustibile al mondo. Il mercato dell'efficienza energetica, infatti, è in continua crescita e gli investimenti annui in questo settore hanno raggiunto i 300 miliardi di dollari, pari agli investimenti complessivi nella produzione di carbone, petrolio e gas, dimostrando appunto che l'efficienza energetica per molti paesi che fanno parte dell'IEA è di fatto il primo combustibile.   

Rispetto alla visione tradizionale, che considera quasi esclusivamente i vantaggi apportati nella riduzione dell'inquinamento e nel risparmio economico direttamente collegato al minore utilizzo dei combustibili fossili, questo importante studio dell'IEA adotta un approccio diverso e maggiormente inclusivo, il cui scopo è proprio la valutazione dei "molteplici benefici" derivanti dall'efficienza energetica. Oltre all'approccio olistico, uno dei meriti di questo report è la dimostrazione che i benefici derivati dall'efficienza energetica sono quantificabili (e quindi monetizzabili)

Ciò significa che un governo (o un'impresa) che vuole mettere in atto strategie di efficienza energetica, adottando questa metodologia, può valutare non solo l'aspetto qualitativo delle proprie iniziative, ma può anche quantificarne i benefici economici e sociali. Stati e governi, ad esempio, possono tenere conto del fatto che le iniziative di efficienza energetica consentono la crescita economica del paese, quantificata dall'IEA in un aumento del Pil stimato tra lo 0,25 e l'1.1% l'anno e nella creazione di nuovi posti di lavoro (da 8 a 27 per ogni milione di euro investito).

Quali sono i benefici dell'efficienza energetica?

Lo studio dell'IEA si pone quindi come un valido strumento che può essere utilizzato sia dagli Stati che dalle imprese per mettere in atto strategie di efficienza energetica mirate, e consapevoli dei benefici concreti che essa può apportare sia dal punto di vista economico che sociale. Vediamo quindi in cosa consistono nello specifico questi benefici.

Pil e lavoro

Secondo lo studio dell'Iea, il miglioramento dell'efficienza energetica coinvolge lo sviluppo macroeconomico di un paese, fornendo benefici all'intera attività economica, dall'aumento del Pil all'incremento dell'occupazione. In base ai calcoli effettuati dall'Agenzia, ogni euro investito in efficienza energetica comporta un introito di 4 euro. Nello specifico, le misure di efficienza energetica contribuiscono ad una crescita del Pil stimata tra lo 0,25% e l'1.1% annuo, e ad un aumento dei posti di lavoro che può variare dagli 8 ai 27 posti di lavoro ogni milione di euro di investimento.

I benefici maggiori riguardano innanzitutto la diminuzione dei costi per l'energia (riscaldamento, condizionamento e illuminazione). Ad esempio, l'incremento dell'efficienza energetica degli edifici comporta una diminuzione della spesa compresa fra 30 e 40 miliardi di euro. A ciò si aggiunge che le politiche di investimento in efficienza energetica, contribuendo a incrementare i posti di lavoro, generano anche un risparmio nella spesa per la disoccupazione, in un valore che l'IEA stima tra i 67 e i 128 miliardi di euro.

Salute

Le misure di efficienza energetica contribuiscono a migliorare le condizioni di comfort degli edifici, rendendoli più salubri e incidendo in modo positivo sulla salute della popolazione (soprattutto dei cittadini più vulnerabili, come bambini, anziani o malati). La riduzione di patologie connesse anche alla salubrità degli ambienti di residenza o di lavoro (patologie respiratorie, cardiovascolari, reumatismi, allergie, stress e così via) comportano anche dei benefici economici, riscontrabili sia nella riduzione della spesa sanitaria, sia nell'aumento della produttività lavorativa. Secondo i calcoli effettuati dall'IEA, nell'Unione Europea uno scenario di elevata efficienza energetica potrebbe comportare un risparmio annuo in termini sanitari di circa 190 miliardi di euro

Produttività industriale 

Le misure di efficienza energetica, ovviamente, non coinvolgono solo le politiche energetiche dei governi nazionali, ma anche i privati e le imprese. Oltre agli ovvi risparmi dei costi per l'energia, l'adozione di misure di efficienza energetica nel settore industriale contribuisce a rendere migliore l'ambiente di lavoro, ad aumentare la competitività dell'azienda, la sua redditività, e l'aumento della produzione e della qualità dei prodotti. A seconda della tipologia di intervento, l'Agenzia ha calcolato che l'aumento della produttività legata alle misure di efficienza energetica può avere un valore superiore a quello del risparmio energetico di circa 2,5 volte. Ciò dovrebbe spingere le imprese a considerare nei loro piani industriali e di bilancio anche i benefici derivanti dagli investimenti in efficienza energetica, il cui valore di ammortamento varia da uno a quattro anni.

Consumi energetici

Le misure di efficienza energetica comportano anche benefici per i fornitori di energia e per i consumatori, comportando una riduzione dei costi per la produzione, la trasmissione e la distribuzione di energia, oltre che una maggiore stabilità del mercato energetico, una sua minore dipendenza dalla produzione energetica all'ingrosso e una maggiore accessibilità per i clienti ai servizi energetici. 

Quest'ampia gamma di benefici, nota l'IEA, consente ai singoli governi nazionali di focalizzare l'attenzione sugli aspetti e sui benefici che vengono reputati prioritari per la propria specifica situazione. Ciò che è certo, e questo studio lo dimostra, è che le misure di efficienza energetica possono contribuire non solo alla riduzione dei consumi e dell'inquinamento da gas serra, ma anche al miglioramento generale delle condizioni economiche e sociali dei cittadini. 

AutoreDott.ssa Serena Casu


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