Librarsi nell'aria in maniera ecosostenibile si può grazie alla mongolfiera solare
Librarsi nell'aria per un volo interamente ecosostenibile. Questo è il primo esperimento di volo aerostatico green, che permette il sollevarsi da terra senza bruciare alcun tipo di gas o combustibile ma soltanto grazie allo sfruttamento dell'energia solare.
Stiamo parlando del primo progetto di mongolfiera solare, un mezzo in grado di avvalersi della potenza del sole per gonfiare il proprio pallone aerostatico e rimanere sospeso in aria. Vediamo di cosa si tratta.
L'arte volante ecosostenibile
Funzionante in modo green e costruita in un modo altrettanto green e cioè attraverso il riutilizzo e riciclo di comuni materiali ad uso quotidiano quali sacchi in plastica neri per buttare la spazzatura, nastro adesivo, corde e ruote di bicicletta, la mongolfiera solare è stata realizzata dall'artista argentino Tomas Saraceno.
Saraceno, una personalità eclettica che unisce l'arte e la scienza in favore della mobilità sostenibile, vive e lavora a Francoforte, in Germania, concentrandosi su una ricerca artistica affine alle possibilità di creare delle abitazioni volanti le quali possano essere delle ipotesi immaginabili allo scopo di risolvere il problema dell'esplosione demografica, dei cambiamenti climatici, di una mobilità che sia ecosostenibile e rispettosa nei confronti dell'ambiente.
L'artista è conosciuto per le sue installazioni di grandi dimensioni, divertenti e interattive, alle quali il pubblico può partecipare. Un esperto dunque nella realizzazione di piattaforme abitabili ma sospese in aria come nuvole in quanto sogno utopico volante personale ma possibile di realizzazione collettiva. Ma vediamo ora le caratteristiche di questa mongolfiera funzionante ad energia solare.
La mongolfiera solare
Costruita e realizzata secondo un'accurata pianificazione ingegneristica, la mongolfiera solare si presenta all'impatto visivo come le classiche mongolfiere che tutti conosciamo e cioè composta da un grande pallone aerostatico che però, a differenza dei suoi simili, vede la sua costituzione attraverso l'assemblamento di una serie di sacchetti in polietilene nero ovvero i classici sacchi comunemente utilizzati per buttare la spazzatura, ai quali vengono conferite forme pentagonali ed esagonali perfettamente e correttamente posizionate l'una combaciante con l'altra e impeccabilmente convergenti nei punti di chiusura posti sulla sommità della superficie.
Il particolare tipo di materiale, il polietilene nero, è stato scelto proprio per le sue caratteristiche atte a permettere lo scopo green dell'aeromezzo e cioè il funzionamento esclusivamente grazie all'irraggiamento solare: questo materiale infatti, ha la particolarità di accelerare il processo del riscaldamento dell'aria contenuta all'interno del pallone che, appunto scaldandosi, diventa più leggero e tende a salire, senza così avere alcun bisogno dell'utilizzo di gas derivanti dalla combustione del propano.
A completamenteo dell'opera, sono stati aggiunti la ventola del radiatore di un'automobile, una batteria da 12 Volt, una serie di cerchi di bicicletta e del nastro e della corda utili al caratteristico sostegno del sedile, ricavato da un seggiolino di sicurezza per bambini.
Tutti oggetti di uso comune e di fattibile e semplice reperibilità.

(Una dimostrazione del funzionamento della mongolfiera solare)
59 steps to be on the air
Il concept della mongolfiera solare, in realtà risalente al 2003, anno in cui l'artista costruì il suo primo pallone realizzandolo tramite l'assemblamento di sacchetti di immondizia documentandone le fasi di lavorazione, creazione e funzionamento in cielo, è stato diffuso da Saraceno attraverso il proprio sito internet con il suggestivo nome di "59 steps to be on the air".
All'utenza venne fornita la possibilità di scaricare direttamente online una sorta di libretto delle istruzioni che spiegava, in 59 passi, come costruire in sole 24 ore il fluttuante mezzo di trasporto ecosostenibile a sfruttamento di una fonte rinnovabile atta a conferirle la possibilità di movimento e pregiata dalla realizzazione in materiali facilmente reperibili e soprattutto riutilizzabili anzichè eliminabili e fautori di un pessimo contributo a fonti di inquinamento ambientale.
Uno stimolo e un incentivo alla mobilità ecocompatibile per i curiosi e visitatori del sito ma anche per chi ha potuto vedere e toccare con mano la grande macchina volante green: l'opera venne infatti installata presso la Maison Hermes, edificio realizzato dall'architetto Renzo Piano per la sede giapponese della nota casa di moda francese a Ginza presso Tokyo. Per l'occasione, ai visitatori fu data la possibilità di esplorare ed esaminare dall'interno la semplice infrastruttura del pallone.
(Fonte: Designboom.com)








