La Germania verso la decarbonizzazione: presentato il nuovo Piano per il Clima

La Germania prepara la strada alla progressiva decarbonizzazione del sistema energetico nazionale. Berlino ha infatti annunciato un nuovo pacchetto di provvedimenti finalizzati alla riduzione delle emissioni del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020. Si tratta di un obiettivo decisamente ambizioso - in ambito comunitario, l'obiettivo per il 2020 è quello di una riduzione del 20% -, che mira a rafforzare la transizione da un sistema energetico basato su nucleare e fossili a uno basato principalmente su fonti rinnovabili. Per centrare tale traguardo, è necessaria una riduzione di circa 80-90 milioni di tonnellate di CO2: secondo l'Aktionsprogramm Klimaschutz 2020 presentato da Berlino, lo sforzo principale dovrà arrivare dal settore della produzione elettrica, chiamato ad aumentare la riduzione delle emissioni di 22 milioni di tonnellate, 4,4 milioni di tonnellate all'anno dal 2016 al 2020.

Il piano lanciato dalla Germania non prevede la chiusura delle centrali a carbone e lignite più vecchie; secondo la previsione, tuttavia, i tagli dovrebbero portare a chiudere circa otto centrali a lignite e carbone. L'attuazione dei tagli aggiuntivi per i produttori elettrici sarà definita dalle regole che verranno decise e scritte durante il 2015. Per rendere più efficace l'ETS, inoltre, il pacchetto di misure approvato da Berlino prevede la creazione di una riserva strategica al fine di sottrare al mercato l'emissione dei permessi, così' da evitare che i tagli degli impianti ETS tedeschi conducano a un eccesso di offerta sul mercato europeo, con derivante discesa dei prezzi e aumento delle emissioni.    

La Germania ha annunciato un nuovo pacchetto di misure utili a portare il paese verso la riduzione delle emissioni del 40% rispetto ai livelli 1990

(La Germania ha annunciato un nuovo pacchetto di misure utili a portare il paese verso la riduzione delle emissioni del 40% rispetto ai livelli 1990 entro il 2020)

Un ruolo significativo all'interno dell'Aktionsprogramm Klimaschutz 2020 è riservato all'efficienza energetica. Tra i proveddimenti presentati, oltre ad un sistema ad aste attraverso cui i progetti di risparmio energetico potranno accedere ad un fondo di 15 milioni nel 2015 (con una dotazione di altri 150 milioni dal 2018 al 2020), figurano gli sgravi fiscali per un miliardo l'anno dal 2015 al 2019 per la riqualificazione energetica degli edifici e lo stanziamento di 200 milioni di euro sotto forma di prestiti agevolati della banca di Stato KFK per il risparmio energetico. Un ulteriore riduzione delle emissioni dovrebbe arrivare inoltre dagli audit energetici - che diverranno obbligatori per le grandi aziende - e da standard di efficienza energetica dei prodotti introdotti con i programmi della Top Runner Strategy europea.  

Il Piano per il Clima approvato dalla Germania è stato accolto con soddisfazione dal WWF, che rileva tuttavia la mancanza di norme per la chiusura delle centrali con livelli di emissioni più elevate. Sul fronte dei produttori elettrici, il Ceo di RWE Peter Terium ha espresso invece dubbi sulle modalità ancora non stabilite dei tagli previsti, dichiarando al "Wall Street Journal": "È difficile giudicare cosa comporteranno e come saranno distribuiti e questo mi preoccupa". Il ministro dell'Economia tedesco Sigmar Gabriel, d'altra parte, ha sottolineato il ruolo cruciale giocato dai paesi più industrializzati sul fronte della lotta alle emissioni: "Se un paese molto ricco e industrializzato dovesse mancare i suoi ambiziosi obiettivi suo clima, altre società in via di sviluppo diverrebbero più caute".  

AutoreDott. Andrea D'Ammando


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