L'UE punta all'energia oceanica

I mari e gli oceani sono enormi potenziali di energia rinnovabile e fonti importanti di energia pulita. A fronte di ciò l'Unione Europea ha deciso di puntare i suoi prossimi sforzi verso il "piano di azione per l'Atlantico", promuovendo la riduzione dei combustibili fossili per la produzione di energia elettrica. Le risorse energetiche che possono essere prodotte nei fondali marini, oltre a dare un' importante mano all'ambiente, possono favorire in breve tempo anche un'occupazione lavorativa verso gli abitanti dei territori costieri. La Commissione europea infatti cercherà di creare una forte impronta sul mercato dell'energia degli oceani, cercando nei prossimi anni di esportare le proprie competenze nel resto del mondo.

Turbina installata sulla costa orientale dell'Irlanda del Nord( Turbina installata sulla costa orientale dell'Irlanda del Nord)

 

Uno degli obiettivi dell'UE è quello di "contribuire alla decarbonizzazione dell'Europa" per poter ridurre le emissioni di gas serra dell'80-95% entro il 2050. Questo sarebbe reso possibile grazie alla peculiarità dell'energia oceanica, che è in grado di "equilibrare la produzione proveniente da altre fonti di energia rinnovabili, quali l'energia eolica e l'energia solare, per garantire un approvvigionamento globale costante di energie rinnovabili nella rete".

Le tecnologie che vengono sfruttate tutt'oggi nei fondali si dividono in: fluidodinamiche e di gradiente. Le prime si rivolgono alle maree, le onde e le correnti, mentre le seconde all'energia termica e salina. I costi tecnologici però sono attualmente elevati e la stessa Unione Europea ammette che sono molte le difficoltà per accedere ai finanziamenti. Nonostante si stia cercando sempre di più di far investire anche alle medie imprese in questa energia rinnovabile è però evidente come molto spesso i prototipi non siano sufficientemente resistenti, per la sopravvivenza sui fondali marini e i costi da affrontare, in questo momento di crisi globale, non siano sostenibili da molti.

L'azione che l'UE vuole intraprendere per promuovere l'energia oceanica è prefissata attraverso delle fasi. La prima si svilupperà dal 2014 al 2016 e durante questo biennio verrà istituito un Forum, al fine di poter proporre delle soluzioni realistiche, esplicitando concretamente il progetto europeo. Il Forum sarà organizzato in tre sezioni e riguarderà: 

  • Tecnologie e risorse: miglioramenti tecnologici
  • Questioni amministrative e finanziamento: rilascio di autorizzazioni e licenze agli Stati membri
  • Ambiente: raccolta di dati sugli impatti ambientali

In base a quanto verrà riscontrato in questi due anni si poi procederà verso un'altra strategia di azione che sarà compresa in un arco di tempo che andrà dal 2017 al 2020. Questa dovrebbe essere la fase concreta del progetto, che interesserebbe le industrie europee. Ovvero, si vuole creare una sorta di equipe che riunisca ricercatori, industriali e Commissione Europea al fine di delineare delle specifiche direttive che possano portare ad uno sviluppo concreto. Una sinergia tra più parti per poter concretamente far scendere i costi e sviluppare un progetto spendibile.

Per cui il 2020 dovrebbe essere l'anno in cui concretamente le emissioni di carbonio dovrebbero incominciare ad essere ridotte, per poi spianare la strada al raggiungimento dell'obiettivo del 2050. Un obiettivo assolutamente non semplice, che anche a detta dell'UE potrà essere possibile solo "se si fornisce il necessario impulso politico a questo settore emergente […] l'energia oceanica dovrebbe, nel medio e lungo termine, essere in grado di raggiungere la massa critica necessaria per la sua commercializzazione".

Bisogna quindi andare veramente oltre l'obiettivo prefissato nel progetto "Europa 2020", che è doveroso ricordarlo, si è posto di raggiungere la produzione del 20% del fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili. Rinunciando così all'energia di quasi 400 centrali elettriche e gestendo in maniera migliore l'energia delle "città intelligenti". Anche in questo caso solo l'impegno comune di imprenditori e dell'Europa potrà far raggiungere l'unico obiettivo auspicato: un'energia pulita. 

AutoreDott.ssa Gloria Maria Rossi


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