Jeremy Rifkin: l'Italia punti sulle energie rinnovabili

Arriva in tutte le librerie il best seller di  Jeremy Rifkin, economista e politologo americano, considerato, dai più, il guru dell'economia sostenibile. La sua ultima fortunata fatica (504 pagine, 22 euro), porta come titolo: "La società a costo marginale zero"(edizione Mondadori). Sottotitolo: "L'Internet delle cose, il Commons collaborativo e l'eclissi del capitalismo".

Jeremy Rifkin sprona il nostro paese per un cambiamento

(Jeremy Rifkin sprona il nostro paese per un cambiamento "alternativo").

Secondo Jeremy Rifkin uscire dalla crisi economica nella quale ci troviamo è possibile, è necessario però puntare sulle energie rinnovabili. E' così, infatti, che si può risanare anche il Pil. Purtroppo se l' Italia, secondo lo scrittore, continua ad utilizzare i combustibili fossili ed a non seguire gli esempi di altri paesi, non potrà sperare in alcun modo in una ripresa economica. Lo scorso luglio a Venezia, l'economista ha incontrato anche il premier Matteo Renzi. Di lui ha detto: Renzi è giovane e so che è un forte sostenitore dell'economia digitale ma bisogna rendersi conto che non può essere solo basata su wifi e banda larga".  

Si dice che il libro sia stato preso sia in America che in Cina come una sorta di "Vangelo" da seguire alla lettera. Ha venduto infatti oltre 400 mila copie. "E' necessario - secondo  Jeremy Rifkin - iniziare ad investire sull'Internet delle cose, fondendo l'Internet delle comunicazioni, l'Internet dell'energia e l'internet della logistica. Solo in questo modo si arriverà anche a nuovi posti di lavoro".

Lo scrittore indica come modello da seguire per il nostro paese sicuramente la Germania. Qui infatti, nascono continuamente cooperative per l'energia green che contribuiscono a trasformare i modelli della produzione energetica e gli schemi di consumo delle comunità locali. "La Germania - sottolinea Jeremy Rifkin - va così a produrre più del 23% della sua elettricità con fonti rinnovabili".

L'Italia si mostra in qualche modo lenta e poco coraggiosa ad intraprendere una strada alternativa. Purtroppo secondo l'economista nel nostro paese si investe male. E' per domani, 6 settembre, durante il "Festivaletteratura" di Mantova la presentazione del libro di Rifkin. Intanto l'ammirato scrittore è stato ascoltato lo scorso 3 settembre a Milano, in occasione del "Laboratorio Expo", progetto di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e Expo Milano 2015. Jeremy Rifkin quasi offre una ricetta ai suoi lettori: "ognuno di noi - si legge - diventerà sempre di più prosumer, cioè produttore e consumatore di energia, informazioni e persino oggetti. Grazie a una Rete sempre più diffusa che ci permetterà di condividere tutto. Una trasformazione già in corso che potrà riportare il benessere in Italia e in Europa. Si deve - ha dichiarato di recente Rifkin - assolutamente cambiare la piattaforma energetica, in quanto costa sempre di più e porta al cambiamento climatico. Non capisco cosa stia aspettando l'Italia. Il paese deve mutare una volta e per tutte il proprio modello energetico. Non può restare nel XX secolo, ancora con carburanti fossili e con il nucleare perchè così rimarrà sempre un passo indietro rispetto ad altri paesi".

Tra i suggerimenti dell'economista americano: "il governo dovrebbe sedersi ad un tavolo per riuscire a dare vita ad un valido progetto economico che riesca a fondere l'Internet della comunicazione, dell'energia e dei trasporti". Tra le curiosità: tra i suoi tanti impegni negli Stati Uniti, Rifkin è stato attivo anche in Europa. Tra le altre cose è in Puglia insieme al ministero dell'Ambiente, alla Regione Puglia ed all'Università dell'idrogeno, che ha dato vita nel 2008 al "progetto idrogeno".

AutoreDott.ssa Mariagrazia Poggiagliolmi


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