Il SISTRI e le mille proroghe
Dopo tante revoche, modifiche e soprattutto dopo tanta confusione il SISTRI è arrivato. Si tratta del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi nato nel 2009 da un'idea comune tra il del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio.
Il sistema è costituito da un software, una chiavetta USB e da un apparecchio da installare sui veicoli, collegato direttamente ad un sistema satellitare.
Tale Sistema è stato ideato per informatizzare i rifiuti speciali prodotti sia a livello nazionale che urbano per la regione Campania.
Dal 2009 ad oggi, il sistema di tracciabilità dei rifiuti ha incassato dalle imprese italiane più di 70 milioni di euro tra iscrizioni, acquisti di chiavette USB e dispositivi Black Box, ma nonostante ciò non è mai partito.
Si è parlato di proroghe, inizialmente, per dare tempo e modo alle imprese di organizzarsi e per poter passare dal registro cartaceo con operazioni di carico e scarico, al sistema informatico per la tracciabilità dei rifiuti.

Considerando che "in tutti questi anni il Sistri non è riuscito a diventare pienamente operativo un motivo ci sarà, o no? Secondo me più di uno. Credo che bisognerebbe ammettere di aver costruito un sistema inapplicabile, quindi da abrogare o perlomeno migliorare l'attuale rendendo la tracciabilità dei rifiuti più efficiente, economica e semplice. È il simbolo di un'Italia burocratica e inefficiente. Per colpa di pochi che utilizzano i rifiuti per farne un business dobbiamo continuamente cambiare tutto. Noi non ci stiamo".
Si esprime in questi termini il direttore di Confagricoltura Cuneo Roberto Abellonio, a distanza di pochi giorni dal 3 marzo 2014, data in cui è stata fissata l'operatività del sistema solo per una parte di produttori di rifiuti pericolosi.
Abellonio colpisce con parole forti e precise l'esistenza di un sistema nato per semplificare e monitorare una realtà che al giorno d'oggi è difficile tenere sottocontrollo.
Il fatidico 3 marzo 2014 è giunto ed è scattato così l'obbligo del Sistri. Un sistema obbligatorio per i Comuni, per le imprese di trasporto di rifiuti urbani pericolosi e per le categorie di piccoli artigiani: elettrauti, carrozzieri, parrucchieri, orafi se utilizzano acidi, tintorie, lavanderie, impiantisti, fabbri e falegnami che effettuano anche verniciature, odontotecnici, autofficine, metalmeccanici, tipografie, estetiste e così via.

In realtà, non è tutto qui, perché il decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150 (cosiddetto mille proroghe) convertito dalla legge 27 febbraio 2014, n. 15 sottolinea che è stato posticipato il termine per l'entrata in vigore delle sanzioni legate al SISTRI e che queste non vengono applicate sino al 31 dicembre 2014. Tutte le imprese si chiedono nel frattempo come devono comportarsi. Fino al 31 dicembre 2014 è possibile proseguire con un doppio binario della gestione informatico-cartacea per poi, forse, arrivare ad una definitiva dichiarazione informatica.
Sembra si stia parlando di una barzelletta o ancor di più, di un film a puntate con un finale sicuramente strepitoso e invece non è altro che pura realtà.
Inizialmente, si è parlato anche di una possibile sostituzione o addirittura di un' abolizione del SISTRI. Ma nonostante ciò, il Governo non ha mai accennato ad eventuali rimborsi dei soldi che i produttori di rifiuti pericolosi hanno versato, oseremo dire inutilmente, per le iscrizioni al sistema.
Il Governo, suo malgrado, ha continuato invece a chiedere alle imprese il pagamento del contributo annuale.
Il sistema Sistri non riesce, quindi, a trovare pace. Considerando le migliori intenzioni alla sua nascita, il sistema non riesce a superare l' incoerenza di un modello finalizzato a dare regole certe, invece, al contrario finisce sempre a dover fare i conti con i vari processi burocratici non sempre facilmente gestibili.
Adesso, ciò che le imprese si augurano è un time out che, dopo tutte le discussioni e semplificazioni attuate, riesca a dare una svolta, a questo strumento chiamato Sistri, in grado di trovare un equilibrio che fino ad oggi è mancato, riuscendo così a superare le continue proroghe e modifiche.
Solamente così, attuando un metodo all'insegna di una semplificazione reale ed effettiva, si riuscirà a mettere a tacere ogni tipo di maldicenza che, fin dall'inizio, hanno travolto questo strumento.
Il ministro dell'ambiente, Gianluca Galletti, dichiara che il Sistri è uno degli argomenti prioritari del governo Renzi ed il suo obiettivo è quello di «rendere questo strumento, dalla storia travagliata, una ulteriore opportunità per la competitività del Paese ed un presidio per la tutela della legalità».
Con questi termini Galletti presenta il decreto sulla semplificazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti, elaborato dapprima dal suo predecessore Orlando con le associazioni degli imprenditori, che prevede innanzi tutto l'esonero per le aziende fino a dieci dipendenti.
"Il decreto, inoltre, contiene altre semplificazioni finalizzate a venire incontro alle esigenze dei produttori al fine di assicurare un decollo della fase due del sistema che sia meno problematica possibile", dichiara Galletti. Tra le priorità c'è anche il perfezionamento del sistema che "ritengo valido come contributo essenziale per la lotta alle ecomafie e come semplificazione amministrativa attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie".
Insomma, in questi anni trascorsi, il Sistri è stato messo a dura prova e adesso sembra dare finalmente i suoi frutti. Ma nonostante la semplificazione il vice presidente nazionale Gerardo Santoli afferma che si tratta comunque di "un sistema assurdo e impraticabile soprattutto per i piccoli imprenditori . Un sistema mai entrato in funzione, che si è dimostrato fin da subito complicato, inadatto allo scopo e soprattutto costosissimo per le tasche del contribuente contro il quale da tempo stiamo conducendo un'aspra battaglia - e continua dicendo che - per questo ringraziamo lo staff del Ministero dell'Ambiente e il neo ministro Gian Luca Galletti che appena insediato ha fatto sue le nostre preoccupazioni impegnandosi ad emettere un decreto che esenterà dall'adesione al sistema le imprese e gli enti con meno di dieci dipendenti, attendiamo – continua Santoli - fiduciosi la pubblicazione dello stesso".
Ci troviamo, quindi, di fronte ad un esperimento reale ed effettivo, dove i produttori sono invece gli spettatori in attesa di arrivare alla fine del film per scoprirne la verità.

