Il futuro sostenibile parte dal risparmio energetico
Una società più sostenibile si costruisce a partire dalla città, puntando sull´efficientamento energetico (ad esempio con l'utilizzo di energia fotovoltaica), sulla riqualificazione edilizia, sull´innovazione tecnologica e su una gestione più efficiente dei rifiuti, che consenta il contenimento dei costi per il loro smaltimento attraverso l'incremento del riciclaggio e del recupero energetico: lo ha detto il sottosegretario all'Ambiente Marco Flavio Cirillo durante il convegno "Realizzazioni di efficienza reale. Come vivere bene risparmiando: le scelte per una città", che si è tenuto nei giorni scorsi durante la Fiera Ecomondo di Rimini. Cirillo ha lanciato quindi un appello ai sindaci italiani, esortandoli ad affrontare la sfida della sostenibilità "con un'ottica di programmazione", cercando di "avere in mente un progetto di città che si vuole sviluppare".
La green economy diventa così anche la strada per uscire dalla crisi, come ha detto il ministro all'Ambiente Andrea Orlando, presenziando all'inaugurazione della Fiera. La sfida dei nostri tempi è quindi quella di una sostenibilità che non sia solo ambientale, ma anche sociale: "Migliorare la qualità della vita è un´esigenza improcrastinabile" ha sottolineato Orlando.

Ma il risultato più importante della quattro giorni fieristica è stata la presentazione del ´Pacchetto di misure per un Green New Deal per l´Italia´, presentato nel corso degli Stati Generali della Green Economy 2013, svoltisi in apertura della manifestazione. Un documento che individua dieci settori strategici di intervento, (fisco, strumenti finanziari innovativi, investimenti in infrastrutture verdi, difesa del suolo e risorse idriche, rifiuti, efficienza e risparmio energetico, energie rinnovabili, filiere agricole di qualità ecologica, rigenerazione urbana e consumo del suolo, mobilità sostenibile, occupazione giovanile green) suddivisi in quattro grandi ‘filoni': un fisco in chiave ‘green', semplificazioni burocratiche, nuovi strumenti finanziari e razionalizzazione delle risorse finanziarie esistenti.
Di seguito riassumiamo i dieci punti.

1 - Una riforma fiscale ecologica. Il documento rileva la necessità di "Eliminare gli incentivi alle attività economiche che hanno impatti negativi sull´ambiente, effettuare una spending review sulle spese non sostenibili, adottare misure di fiscalità ecologica e utilizzare le maggiori entrate per introdurre la deducibilità fiscale degli investimenti in eco-innovazione e per ridurre il cuneo fiscale nella attività della green economy".
2 - Un migliore utilizzo delle risorse europee. Si evidenzia la necessità di "sperimentare i project bond, i social impact bond, i performance bond; aumentare gli appalti pubblici verdi; attivare un programma nazionale che punti a supportare un migliore utilizzo dei fondi europei e un maggior ricorso ai Fondi della Banca Europea degli investimenti".
3 - Maggiori investimenti in infrastrutture verdi, difesa del suolo e acque. Gli Stati Generali hanno evidenziato la necessità di: ridurre i rischi e i costi della crisi climatica attraverso lo sviluppo di infrastrutture verdi; puntare su un´opera di difesa del suolo; pianificare in maniera adeguata l'utilizzo dell'acqua, evitandone gli sprechi e promuovendone impieghi efficienti.
4 - Nuove misure per l´efficienza e il risparmio energetico. Si propone di rendere permanente l´incentivo al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica, in modo da accelerare la riqualificazione del parco edilizio del Paese. Occorre rendere praticabili piani di finanziamento per la riqualificazione energetica degli edifici, con rientro garantito dal risparmio energetico pluriennale. Si deve puntare a "valorizzare l´esperienza del Patto dei Sindaci; attivare un fondo di garanzia per il teleriscaldamento; rafforzare l´uso ambizioso e rigoroso degli standard tecnologici".
5 - Misure per sviluppare le attività di riciclo dei rifiuti. Si propone di "evitare l'introduzione di una service tax che assorba i costi della gestione dei rifiuti", adottando invece, "una tariffazione ´puntuale´ per la gestione dei rifiuti urbani con un meccanismo che assicuri la copertura dei costi, premiando chi conferisce i rifiuti in modo differenziato". Si vuole inoltre incoraggiare e misurare, oltre alle raccolte differenziate, l´effettivo riciclo e dare a questo priorità.
6 - Rilancio degli investimenti per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. In un quadro di progressivo superamento del sistema degli incentivi, alleggerendo il carico in bolletta, "occorre fissare obiettivi di sviluppo delle rinnovabili al 2030 agendo su piani diversi, quali ridurre i costi di produzione semplificando norme e procedure; istituire un fondo di garanzia; introdurre un meccanismo di detrazioni fiscali che favorisca l´aumento degli investimenti, dell´occupazione e produca nuove entrate; integrare gli incentivi per l´efficienza energetica con quelli per le fonti rinnovabile; sviluppo di reti intelligenti e della ricerca".
7 - Programmi di rigenerazione urbana, di recupero di edifici, di bonifica. Per limitare il sempre più intenso consumo del suolo, bisogna mettere a punto dei "programmi di rigenerazione urbana" e puntare sul recupero, la ristrutturazione, il rifacimento, il riuso e la riqualificazione energetica degli edifici esistenti". In questo contesto deve inserirsi lo sviluppo delle Smart City, proponendo "misure innovative per la riqualificazione in chiave green delle nostre città".
8 – Investire nella Mobilità sostenibile urbana. Gli stati generali propongono di istituire e alimentare un "Fondo nazionale per la mobilità sostenibile", attraverso il quale finanziare lo sviluppo di nuove reti e interventi per la mobilità sostenibile urbana.
9 - Valorizzare le potenzialità di crescita dell´agricoltura di qualità. La proposta è quella di "promuovere gli investimenti per produzioni biologiche di qualità, di filiera corta; promuovere il consumo di prodotti agro-alimentari di qualità".
10 - Piano nazionale per l´occupazione giovanile per una green economy. Si propone infine di promuovere l'occupazione giovanile attraverso "una riduzione, per tre anni, del prelievo fiscale e contributivo per l´impiego di giovani; una riallocazione in chiave di eco-innovazione degli incentivi all´industria; un rafforzamento in chiave green delle principali filiere produttive; un programma di risanamento e riqualificazione ambientale degli impianti e delle produzioni a elevato impatto; il lancio di iniziative di valorizzazione del Made ´green´ in Italy; il sostegno alle green start-up giovanili".
















