Il futuro dell'auto è l'energia eolica?

Tra le tante teorie del complotto che affascinano molte persone in ogni parte del mondo, ce n'è anche una che riguarda il mondo dell'auto. In base a questa teoria, l'avvento di modelli più ecocompatibili e fondati sull'uso di energie pulite sarebbe ritardato o addirittura impedito dagli oltre 5mila ingegneri che si occupano di ricerca e sviluppo per conto delle grandi case automobilistiche. Una teoria, appunto, che però sembra destinata a trarre ulteriore vigore dal servizio apparso recentemente sulla rivista Nature Communications, nel quale viene presentato il lavoro fatto da un gruppo di ricercatori coreani sotto le direttive di Iong-Jin Park, della Chonnam National University di Gwangiu.

Alla ricerca avrebbero anche partecipato i ricercatori dell'Università di Seoul e il Centro Ricerche della Samsung. Un gruppo di lavoro che avrebbe realizzato un prototipo di auto eolica, il quale promette di rivoluzionare un mondo sinora basato sull'utilizzo di combustibili fossili. Insomma, dopo l'auto ad aria compressa e quella alimentata da acqua sporca, una new entry nella hit parade dei modelli che potrebbero dare un fiero colpo al petrolio e preparare un tipo di mobilità meno impattante per l'ambiente. 

La macchina eolica coreana

(La macchina eolica progettata in Corea)

L'idea era già stata salutata da un certo clamore quando la Venturi Electric aveva dato vita ad un modello che ricordava una carrozza, ma ora torna prepotentemente di attualità con l'auto coreana, alimentata da un generatore che, con un meccanismo interno in grado di imitare il movimento di una bandiera, riuscirebbe infine a convertire il vento in energia sfruttando il trasferimento di cariche elettriche fra materiali diversi. In base a quanto asserito da Nature Communications, il generatore, di dimensioni 7,5 centimetri per 5, avrebbe già superato brillantemente le prime prove, producendo dopo essere stato montato sul tetto di un'auto una quantità di energia  che sarebbe pari a 0,86 megaWatt.

La trasformazione di aria in energia si baserebbe sulla presenza di una bandiera prodotta utilizzando un materiale flessibile simile alla stoffa, a sua volta ricoperto di uno strato metallico molto sottile. Una volta che la stessa viene agitata dal vento, va ad urtare contro una superficie rigida, una piastra prodotta con un altro metallo, il teflon, producendo uno strofinio che provocherebbe il trasferimento delle cariche elettriche. Il ripetersi del contatto tra un materiale che rilascia elettroni e uno che li riceve, riuscirebbe a creare le condizioni di squilibrio nella carica che porta infine alla produzione di corrente.

In pratica a rendere possibile il tutto sarebbe la capacità dell'energia triboelettrica di trasferire le cariche elettriche tra materiali diversi. Questo semplice meccanismo, lo stesso  che avviene quando l'ambra si carica elettricamente, non era mai stato considerato efficiente, almeno sino a quando il gruppo di lavoro coreano non è riuscito a quadrare il cerchio usando i materiali più adatti.

La Car D-Board

(La Car D-Board di Thierry Dumaine)

Se la sperimentazione coreana è quella che sembra al momento poter garantire risultati tangibili, va però specificato che già in precedenza erano stati realizzati veicoli mossi da energia eolica, come la Car D-Board, la Ventile Car e la Wind Explorer.

La prima è caratterizzata non solo dall'alimentazione, ma anche dal materiale con cui è stata costruita, cartone riciclabile, ad eccezione di un planale in plastica riciclata. E' inoltre dotata inoltre di gomme senza aria che vanno ad incorporare dei ventilatori i quali hanno a loro volta il compito di fungere da generatori eolici ricaricando le batterie di bordo durante il movimento. Il prototipo ha partecipato al Michelin Challenge Design 2013 arrivando in finale, pesa appena 300 chilogrammi e può arrivare a 120 chilometri orari.
Lo stesso progettista della Car D-Board, Thierry Dumaine, ha poi dato vita alla Ventile Car, anch'essa caratterizzata da un telaio estremamente leggero, un'ibrida che trae la sua alimentazione dalle ruote eoliche, di grandi dimensioni.

Infine Wind Explorer, capace di percorrere ben 5mila chilometri lungo le coste australiane, una vettura talmente leggera da essere mossa dal vento, ma anche resistente per offrire protezione ai viaggiatori. Realizzata da Evonik, è alimentata da batterie agli ioni di litio praticamente inesauribili, in quanto ricaricabili tramite turbina eolica portatile non appena il vento inizi a spirare.

Modelli che naturalmente sono ancora ben distanti dalle caratteristiche di un'auto commerciale, che però indicano la grande voglia di trovare una alternativa sostenibile al modello di mobilità basato sui combustibili fossili. Una alternativa che potrebbe invece essere resa possibile dall'esperimento coreano, riguardo al quale non andrebbe sottovalutata la presenza del Centro Ricerche Samsung, una garanzia in tal senso.

AutoreDott. Dario Marchetti


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