Google: 'Le rinnovabili non funzionano'. Arriva la ricerca shock
Una ricerca scioccante che è destinata a far discutere e soprattutto a scuotere tutti coloro che stanno lavorando per investire nel settore delle energie pulite e per ridurre le emissioni di CO2 nell'atmosfera. Google, il colosso dei motori di ricerca, ha fatto sapere che le rinnovabili non funzionano in quanto non riusciranno a salvare il mondo dai cambiamenti climatici. Un fenomeno che ormai sta prendendo il sopravvento. Le temperature aumentano, i regimi delle precipitazioni si modificano, i ghiacciai e la neve si sciolgono e il livello medio globale del mare è in aumento. Si prevede che tali cambiamenti continueranno e che gli eventi climatici estremi all'origine di pericoli, quali alluvioni e siccità, diventeranno sempre più frequenti e intensi. L'impatto e i fattori di vulnerabilità per la natura, per l'economia e per la nostra salute variano a seconda delle regioni, dei territori e dei settori economici in Europa.
Ma come mai si è giunti a tale catastrofico risultato? Gli ingegneri e gli analisti impegnati in questo studio da oltre quattro anni hanno affermato che il problema maggiore è che per costruire e mantenere impianti simili occorre maggiore elettricità rispetto a quella prodotta dagli impianti stessi. Eppure proprio nel 2007 Google aveva promosso il programma RE<C, un'iniziativa volta a dimostrare che le energie rinnovabili sono più economiche del carbone. "All'inizio del RE<C condividevamo l'attitudine di molti ambientalisti – si legge in una nota diffusa dal colosso informatico - credevamo che grazie a grossi miglioramenti delle tecnologie rinnovabili attuali, la nostra società avrebbe potuto evitare un cambiamento climatico catastrofico. Adesso sappiamo che questa speranza è falsa. Le tecnologie rinnovabili semplicemente non funzionano; abbiamo bisogno di un approccio totalmente differente". Per Google, dunque, qualora si dovessero elettrificare tutti i trasporti, i sistemi di riscaldamento e le industrie, servirebbe comunque molta energia per suddividere l'elettricità e costruire tutte le infrastrutture necessarie.

(Per Google le energie rinnovabili non servono per migliorare il futuro)
Il passaggio alle fonti rinnovabili potrebbe rischiare di assorbire molta più energia e di non salvare comunque il nostro futuro. Per Google il risultato è certo: le rinnovabili risultano inutili e poco funzionali rispetto ai cambiamenti climatici. La ricerca, pur basandosi sulle tesi di James Hansen sul cambiamento climatico e nonostante consideri le emissioni di CO2 come acerrimo nemico da abbattere, è giunta ad una conclusione del tutto nuova. Il lavoro aveva preso inizio per trovare un modo per rendere le fonti rinnovabili più convenienti dei fossili. Ma è proprio in questo passaggio che per Google si verifica un vero e proprio paradosso. Per rendere pulita l'energia che consumiamo, bisognerebbe costruire molti più impianti fotovoltaici ed eolici con maggiore consumo di suolo e rischi più gravi per il territorio e per il dissesto idrogeologico.
Qualche mese fa, intanto, Eric Schimidt, amministratore delegato di Google, aveva annunciato lo stop agli affari con Alec (American Exchane Consiglio legislativo) organizzazione conservatrice formata da aziende private e legislatori statali per la mancata condivisione della posizione sui cambiamenti climatici: "Tutti comprendono che il cambiamento climatico sta avvenendo e le persone che vi si oppongono vogliono il male dei nostri figli e dei nostri nipoti tale da rendere il mondo un posto peggiore. Non dovrebbe essere così perché sanno di mentire."
A settembre il supporto economico garantito da Google all'organizzazione di conservatori americani si è fermato proprio per una diversa concezione sul cambiamento climatico e in particolare sulla questione del riscaldamento globale. Google non ha rinnovato il rapporto con l'organizzazione perché era contraria al supporto governativo nei confronti delle risorse energetiche alternative e perché riceve finanziamenti dai colossi del petrolio come Exxon Mobil. Pochi giorni fa la pubblicazione della ricerca rivoluzionaria sulle rinnovabili, targata Google.
Fonte: Greenstyle/ Agenzia europea dell'ambiente

