Fukushima: 100% rinnovabili entro il 2040
"Il futuro parte da Fukushima". E' questo lo slogan che il distretto di Fukushima ha adottato nella campagna di adesione al movimento che a livello globale supporta la completa transizione alle rinnovabili come fonti di approvvigionamento energetico. Un segnale importante, soprattutto perché si scontra con la recente elezione a governatore di Tokyo di Yoichi Masuzoe, sponsorizzato dal premier nuclearista Shinzo Abe.
Prima del terremoto e del conseguente tsunami del marzo 2011, il Giappone suppliva con il nucleare al 30% del proprio fabbisogno energetico. La chiusura degli impianti danneggiati e il forte impatto dell'incidente nucleare sull'opinione pubblica hanno posto il problema delle fonti energetiche sulle quali investire. Mentre la linea del governo nazionale sembra proseguire sulla scia di un pronto ritorno al nucleare, le autorità locali, Fukushima in prima linea, sono fermamente intenzionate a giocare la carta delle rinnovabili. "Mentre il governo nazionale del Giappone si prepara al riavvio dei reattori nucleari, è molto incoraggiante vedere comunità e sindaci esplorare strategie di pianificazione e di attuazione verso politiche che garantiscono il 100 % di energia rinnovabile ", spiega Stefan Schurig , Direttore della sezione Clima ed Energia del World Future Council.
La volontà di investire nelle energie verdi, e soprattutto di fare di Fukushima il polo delle rinnovabili, ha già portato alla costruzione di una turbina eolica galleggiante da 2MW proprio davanti alle coste della città. Questo aerogeneratore dovrebbe essere parte di uno dei più grandi parchi eolici offshore del mondo. A questa prima turbina, infatti, dovrebbero aggiungersene altre 80 nei prossimi anni. Le politiche green attuate a Fukushima sono una chiara espressione della volontà dei cittadini di abbandonare il ricorso all'energia nucleare. Resta da vedere se le scelte compiute a livello locale riusciranno a modificare anche le intenzioni del governo nazionale e convincerlo a puntare tutto su questo settore.

(Esempio di impianto eolico offshore installato ad alcune miglia di distanza dalle coste per meglio utilizzare l'esposizione alle correnti di queste zone)
Sul fronte dell'energia solare, secondo i dati forniti dal World Energy Council, il Giappone contribuisce attualmente per circa il 7% al mercato solare globale e, in Asia, si trova al secondo posto dopo la Cina. Dopo Fukushima gli investimenti complessivi nel campo dell'energia solare sono aumentati del 56%, passando dagli 8 miliardi di dollari del 2011 ai 13 miliardi del 2012, ma il costo medio dei sistemi fotovoltaici è uno dei più alti al mondo, circa 6 dollari per Watt. "Fortunatamente, il Giappone non deve reinventare la ruota - ha commentato Peter Moser, Division Manager per lo sviluppo regionale sostenibile tedesco deENet - casi di studio provenienti da tutto il mondo forniscono esperienze e strumenti preziosi per indirizzare lo sviluppo socio - economico verso il 100 % di energie rinnovabili. In Germania, una rete di 74 regioni e comuni ha già raggiunto il 100 % dello stato di energia rinnovabile ".

(Diagramma rappresentativo della capacità di energia solare installata per territorio secondo i dati del World Energy Council)
E proprio la Germania, che si avvia verso la completa dismissione degli impianti nucleari, è leader in Europa nella produzione di energia solare, tanto da aver già raggiunto la grid parity, ovvero il punto in cui l'energia prodotta a partire da fonti di energia alternativa ha lo stesso prezzo di quella prodotta con combustibili fossili. Addirittura, si stima che nel corso dei prossimi 5 anni il prezzo al dettaglio dell'energia elettrica dovrebbe aumentare più velocemente di quello dell'energia solare e condurre quest'ultima ad essere più conveniente del 25% di quella elettrica entro il 2020.

