Energia rinnovabile da vibrazioni: le batterie vanno in pensione
Ottenere l'elettricità dalle vibrazioni. Strano ma vero. Questo l'obiettivo di un gruppo di ricercatori finlandesi del Technical Research Centre of Finland (VTT), che puntano a lanciare la propria idea sul mercato industriale nei prossimi 3- 6 anni. I risultati della sperimentazione sono stati già pubblicati sulla rivista specializzata "Scientific Reports". L'équipe, composta da Aapo Varpula, Sampo J. Laakso, Tahvo Havia, Jukka Kyynäräinen e Mika Prunnila, ha progettato un modo per trasformare in energia elettrica gli impulsi meccanici. Un sistema che, se entrasse in funzione, potrebbe mandare in pensione le batterie nei dispositivi medici di grande e vitale importanza, come i pacemaker.
Il traguardo finale sarebbe quello di realizzare generatori che si alimentano con un'energia elettrica rinnovabile; un modo per non dover più ricorrere, dunque, a batterie che vanno comunque sostituite periodicamente. Più ci sono le vibrazioni, maggiore è anche l'energia che permetterebbe ai dispositivi di autoalimentarsi. Il progetto prevede, infatti, lo sfruttamento dell'induzione elettrostatica, ovvero il fenomeno attraverso cui la carica elettrica di un oggetto viene ridistribuita a causa di un altro oggetto carico e posto a poca distanza.

(Un'equipe finlandese sta lavorando per convertire le vibrazioni in elettricità senza l'apporto di materiali piezoelettrici)
La ricarica si verifica quando questi due corpi hanno una funzione diversa tra loro in quanto accumulano cariche opposte. È proprio il movimento dei corpi a generare energia pronta all'uso. Secondo gli studi del team finlandese questo tipo di vibrazione può essere trasformata in energia elettrica quando si collegano due corpi ad un circuito esterno. Mentre finora tale conversione da vibrazione meccanica ad elettricità si era ottenuta, però, mediante dispositivi piezoelettrici ed elettrostatici, in questo caso non è necessario l'ausilio di alcuna batteria. Un dispositivo, dunque, che produce ed immagazzina energia che potrà essere utilizzato soprattutto in alcuni contesti in cui sostituire le pile è impossibile o difficile. Un'invenzione fondamentale innanzitutto in campo sanitario.
A provarci qualche anno fa è stato anche il Mit, il Massachussets Institute of Technology, che ha realizzato un chip in grado di produrre energia, sfruttando le vibrazioni presenti nell'ambiente in cui esso si trova. L'apparecchio, piccolo come una moneta da un quarto di dollaro, viene poggiato su una superficie che non sia ferma in modo da catturare ogni fonte di fibrazione che verrà poi convertita in energia capace anche di ricaricare dispositivi. In questo caso, però, la trasformazione da vibrazione ad energia necessita dei suddetti materiali piezoelettrici, come ad esempio il quarzo. Questo, sottoposto ad uno sfregamento, emette una piccola quantità di energia che può essere raccolta da un elettrodo ed immagazzinata. Elementi ora non più indispensabili secondo la ricerca realizzata dal gruppo di ricercatori finlandesi, che presto potrebbe essere divulgata sul fronte industriale.

