Legambiente denuncia l'abuso dello smaltimento in discarica diffuso soprattutto nel centro-sud

In occasione del convegno "Ridurre e riciclare prima di tutto" tenutosi a Roma, Legambiente ha presentato un'allarmante denuncia contro l'uso ancora inflazionato delle discariche. Le normative tanto nazionali che europee, infatti, prevedono che l'uso delle discariche diventi solo un'opzione residuale e da più di venti anni è in corso una campagna perchè siano utilizzate solo dopo prevenzione, riciclaggio e recupero.

La Commissione europea ha imposto multe d'infrazione per l'uso delle discariche e, visto l'alto numero di esse l'Italia rischia di pagare un importo salatissimo, ma nonostante la cifra che si vedrà costretta a pagare, le Regioni continuano a preferirne l'uso. Ciò è dovuto principalmente al costo più basso di smaltimento dei rifiuti in discarica. Le regioni peggiori, in tal senso, sono la Sicilia, la Calabria, la Liguria e, prima su tutte, il Lazio, che chiude il conto del 2012 con ben 2,1 milioni di tonnellate di rifiuti depositati in discariche.

Una discarica a cielo aperto
(Una discarica a cielo aperto)

In effetti il costo medio dello smaltimento tramite discarica si aggira intorno ai 50 euro a tonnellata, il che ha fatto sì che nel 2012 ancora il 39% dei rifiuti nazionali, pari a 11,7 milioni di tonnellate (196 kg per abitante) fosse riversato nelle discariche, che sono ancora attive in numero di ben 186, nonostante l'ordine europeo di bonifica.

Legambiente propone un sistema di incentivi e disincentivi, per rendere prevenzione e riciclo più convenienti per gli enti territoriali, nella maggioranza del Paese. Nei comuni e nelle regioni dove i costi di smaltimento sono più alti e si aggirano intorno ai 70 euro per tonnellata, infatti, la raccolta differenziata ha superato il 60% del totale dei rifiuti. Esempi in tal senso il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia e molti comuni del Veneto.

La proposta di Legambiente consiste in 4 punti fondamentali miranti proprio a penalizzare lo smaltimento nelle discariche. Per prima cosa la proposta propone la tassazione dell'uso indiscriminato delle discariche e la penalizzazione, eliminando gli incentivi per il recupero energetico. Si propone l'attuazione, in alternativa, di politiche di promozione per il riciclaggio e la prevenzione. "Uscire dall'emergenza non sarà facile e la strada è in salita", come ha affermato Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambinete, ma bisogna trovare il coraggio di sacrificarsi per progredire. Soprattutto bisogna attuare campagne di sensiblizzazione e di educazione alla raccolta consapevole dei rifiuti. Purtroppo dagli ultimi dati nel 2012 sono state ancora attive 186 discariche, di cui 79 al nord, 66 al centro e 41 al sud.

Nel 2012 sono stati i comuni capoluoghi del centro a detenere il record di raccolta dei rifiuti urbani: risultano infatti raccolte oltre 10 milioni e 200 mila tonnellate di rifiuti urbani nel complesso dei capoluoghi di provincia, con un picco di 626,7 kg per abitante nei comuni capoluogo di provincia del Centro per l'appunto. I capoluoghi del Nord e del Mezzogiorno risultano, conti alla mano, più virtuosi in tal senso: nei capoluoghi del Nord si raccolgono circa 550,7 Kg di rifiuti per abitante all'anno, mentre nel Sud 536,2. Differenze si riscontrano anche nelle percentuali di raccolta differenziata per ambiti territoriali ed ancora una volta i comuni del nord risultano più virtuosi, col 46,1% di raccolta differenziata. Ciò non vuol dire che non si siano registrati, sempre a proposito del 2012, anche risultati positivi: ad esempio i quattro centri urbani di Vercelli, Udine, Oristano e Benevento entrano nella lista dei comuni (che ora ne conta 11) che hanno raggiunto l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata.

L'invito e l'augurio di Legambiente è di proseguire su questa strada, sperando in un aumento sempre maggiore del numero dei centri virtuosi e in una responsabilizzazione progressiva e in aumento di dirigenti territoriali e cittadini.

AutoreKatiuscia Marino


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