Dalle buste di plastica usate arriva un nuovo combustibile

Il problema dello smaltimento della plastica continua ad essere una vera e propria piaga sociale. Isole di questo materiale infestano gli oceani, da nord a sud, rappresentando una minaccia per la fauna, in quanto nel giro di un certo periodo di tempo, si frantumano in tanti piccoli pezzi, mangiati dagli animali acquatici insieme al plancton. A riprova di ciò, sono stati rinvenuti pesci, uccelli e mammiferi con particelle di plastica nelle viscere. Altre specie, invece, finiscono con il morire incastrate nelle buste. Dunque, la parola d'ordine, lo scopo principale degli studi in campo ecologico, deve essere riciclo.

Tanto per fare un esempio e rendere ancora più chiara la situazione, si può considerare quanto accade annualmente negli Stati Uniti. Qui, nonostante i divieti, sono ben cento miliardi i sacchetti di plastica buttati via e di questi appena il 13% viene riutilizzato. La quantità rimanente finisce nei laghi, nei fiumi, nei mari, sulla terraferma o si accumula nelle discariche dove resterà per anni, dato il lungo tempo necessario per biodegradarsi. Nel resto del mondo la situazione non è migliore. Occorre, quindi, invertire la rotta e trovare soluzioni decisive a questo drammatico fenomeno.

Schema del recupero dei sacchetti di plastica per ottenere prodotti petroliferi(Schema della produzione dei materiali petroliferi a partire dalle buste di plastica usate. Fonte news.illinois)

In tal senso, un'alternativa efficace viene proprio dall'America, ovvero dal team dell'Illinois Sustainable Technology Center (ISTC). L'equipe, infatti, ha da poco divulgato i risultati di una ricerca condotta sulle buste di plastica usate. A quanto dicono gli studiosi, esse possono essere impiegate per produrre carburante, come il diesel, e altri prodotti petroliferi di utilizzo quotidiano, quali gas naturale, cere, olio lubrificante per i motori, gasolio.

La tecnica a cui hanno fatto ricorso per convertire la plastica, si basa su un processo chimico chiamato pirolisi. La pirolisi, in pratica, consiste nella decomposizione termochimica di materiali organici, che avviene mediante l'uso di calore e in assenza di ossigeno. In un procedimento aerobico si verifica una combustione atta a produrre composti gassosi ossidati. Viceversa, nella pirolisi, in cui si lavora in una condizione anaerobica, si ottiene la scissione della materia di partenza in molecole più semplici.

Diesel dalle buste di plastica usate(Sono diversi i prodotti petroliferi ottenuti dalle buste di plastica usate. Fonte gizmag)

Nel caso dei sacchetti di plastica si attiva un cambiamento di stato, da solido a liquido. Quest'ultimo è sottoposto a distillazione, alla presenza di idrocarburi. In tal modo, avviene la formazione del combustibile dal quale è possibile ricavare la vasta gamma di prodotti petroliferi. In proposito, non bisogna dimenticare che le buste sono formate proprio da petrolio. In realtà, tale tecnica è già stata sperimentata in passato da altri ricercatori per avere indietro dai sacchetti usati, il petrolio greggio. L'equipe dell'Illinois è riuscita, però, ad andare oltre, a compiere un passo ancora più importante, inerente il frazionamento del composto in prodotti diversi.

Il combustibile così ricavato può essere aggiunto al diesel a bassissimo contenuto di zolfo e ai biodiesel presenti sul mercato, dando vita a un nuovo carburante da  impiegare nei mezzi di trasporto. I test effettuati su questa miscela hanno offerto risultati incoraggianti e soddisfacenti, che fanno ben sperare in una commercializzazione su vasta scala della stessa, rendendo la mobilità sempre più sostenibile.

Team di ricercatori dell'Illinois Sustainable Technology Center (Il team di ricercatori dell'Illinois Sustainable Technology Center. Fonte gizmag)

Kumar Sharma Brajendra, un membro del team di ricerca, ha dichiarato che di solito, "dalla distillazione del petrolio greggio si può ricavare solo il 50 – 55% di carburante. Ma poiché le buste di plastica sono costituite, prima di tutto, da petrolio, è possibile recuperare circa l'80% del carburante, attraverso la distillazione". Inoltre, il processo di conversione produce una quantità molto più elevata di energia rispetto a quella utilizzata.  

La ricerca, quindi, apre una nuova strada nell'ambito del riciclo e offre un'alternativa valida allo smaltimento di un materiale tanto inquinante, qual è, appunto, la plastica. Se un simile procedimento diventerà usuale, si potranno salvare tantissime specie di animali e di piante e si potranno liberare gli oceani dalle terrificanti isole di rifiuti.

Fonti
Greenstyle
Gizmag
news.illinois
techtimes

AutoreDott.ssa Elisabetta Rossi


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