Propano green grazie al batterio Escherichia coli

Sviluppo, nel settore della mobilità sostenibile, significa soprattutto dare spazio a ricerche e studi incentrati sulla produzione di biodiesel, ossia di carburanti ecologici destinati, nel prossimo futuro, a sostituire completamente i combustibili fossili inquinanti e in via di esaurimento.

Una delle ultime scoperte ha riguardato la produzione di una miscela già diffusa e commercializzata da diversi anni: il propano, meglio conosciuto come GPL. Quest'ultimo proviene dal petrolio e dal gas naturale sottoposti a un processo di distillazione frazionata ed è considerato un biocarburante ottimale, in quanto si presta ad essere conservato in forma liquida, a differenza delle altre benzine alternative quali l'idrogeno o il metano.

Un campione del laboratorio di ricerca(Fonte inhabitat)

Ebbene, negli anni a venire tale importante miscela potrà essere realizzata direttamente da fonti pulite, tramite fermentazione batterica del glucosio, legata all'impiego di batteri bioingegnerizzati. La ricerca, condotta in partnership dall'Imperial College di Londra e dall'Università di Turku, in Finlandia, promette di rivoluzionare il settore della mobilità sostenibile, dando vita ad un prodotto a costi ridotti, già conosciuto e dunque disponibile immediatamente per essere diffuso ovunque, attraverso le infrastrutture esistenti. Ciò comporta oggettivi vantaggi in termini di tempo, resa e spese.

Il microorganismo preposto alla creazione del propano, è un batterio comune, presente sia nell'organismo animale che in quello umano, dove interviene nel processo di digestione, allo scopo di farlo svolgere al meglio. Ci riferiamo, nello specifico, all'Escherichia coli. Il team di ricerca, in sostanza, ha alterato il processo di sintesi degli acidi grassi nel batterio, attraverso l'immissione di un gruppo di enzimi estranei ma in grado di avviare e dare vita alla trasformazione degli acidi grassi nel gas suddetto.

Escherichia coli(Escherichia coli. Fonte huffingtonpost)

Lo studio si è concentrato sul propano in virtù delle sue innumerevoli possibilità di impiego (nelle auto, nei sistemi di refrigerazione, nelle stufe), per la sua facilità nel passare dallo stato gassoso a quello liquido impiegando poca energia e per la semplicità di trasporto e stoccaggio. Questo metodo di produzione, basato su batteri ingegnerizzati, potrà alimentare e attivare altri procedimenti che saranno oltretutto low cost, poiché questi microorganismi usano l'energia solare e necessitano di pochi nutrienti.

Il dottor Patrick Jones, dell'Imperial College di Londra, ha sottolineato che la ricerca è appena agli inizi, in una fase precoce. Dunque, occorreranno ancora diversi anni di studio e sperimentazioni per raggiungere risultati tali da consentire la commercializzazione del prodotto. Nonostante questo le premesse sono ottime, in quanto dai test fatti si intravede la possibilità, ripetiamo, di produrre un biodiesel, il GPL appunto, da fonti rinnovabili, quando fino ad ora si poteva ottenere solo da combustibili fossili. Le quantità ottenute sono naturalmente ancora basse ma comunque pronte per essere utilizzate subito in un motore.

Il propano ha molteplici usi(Il propano ha molteplici usi. Fonte imperial)

I benefici ambientali derivanti dall'uso massiccio di questo nuovo GPL sarebbero notevoli. Si avrebbe, infatti, una riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto a quelle rilasciate dalla benzina senza piombo. Inoltre, di fronte all'esaurirsi delle fonti tradizionali, comunque nocive per la salute dell'uomo e dell'ambiente, si ha un bisogno crescente di trovare modi innovativi per soddisfare le crescenti richieste energertiche di una popolazione in costante aumento.

In tal senso, le ricerche più soddisfacenti e promettenti sembrano proprio essere quelle concentrate sui batteri. Non a caso, nel giugno scorso, l'Eni Awards 2014, premio volto a incentivare l'uso migliore delle fonti pulite, ha visto primeggiare, nella sezione "Energie Rinnovabili", Jay D. Keasling, un ricercatore appartenente all'University of California, impegnato proprio in studi relativi all'ingegnerizzazione dei batteri, tra i quali anche l'Escherichia coli. La sua ricerca è tesa alla produzione di biodiesel. Le proprietà di questi carburanti dovrebbero eguagliare quelle delle benzine comuni, con il vantaggio di essere ecofriendly e, quindi, di tutelare il nostro pianeta.

Fonti
Rinnovabili.it
giramolfetta
nature
sciencedaily

AutoreDott.ssa Elisabetta Rossi


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