Zero Energy, tra vent'anni un mercato da 1400 miliardi di dollari

In diverse parti del mondo, Europa in testa, il riconoscimento del peso dell'edilizia nel consumo generale di combustibili fossili e nelle emissioni di gas serra è alla base di molte politiche energetiche volte proprio al rinnovamento del settore delle costruzioni. Un rinnovamento che passi per la realizzazione di strutture energeticamente efficienti e alimentate il più possibile mediante fonti rinnovabili. Uno dei modi per favorire questa conversione è la realizzazione di strutture Zero Energy, cioè edifici residenziali e commerciali il cui fabbisogno energetico annuo sia interamente coperto dalla quantità di energia che lo stesso edificio è in grado di produrre in un anno solare. 

L'Unione Europea con la direttiva 2010/31/UE ha promosso la diffusione di questa tipologia di edifici obbligando i paesi membri a costruire solo edifici Nearly Zero Energy a partire dal 2020 (per gli edifici pubblici questo obbligo è anticipato al 2018). Politiche simili sono state adottate, o sono in via di adozione, anche in altre parti del mondo, e rappresentano uno dei principali fattori di diffusione di prodotti, servizi e tecnologie legate alla realizzazione di edifici Zero Energy.

Per comprendere quale sarà il mercato di questi prodotti e servizi legati agli edifici Zero Energy, l'agenzia di ricerca Navigant Research ha sviluppato recentemente un report nel quale definisce e analizza il mercato globale dei Zero Energy Buildings. "Zero Energy Buildings", questo il titolo dello studio di Navigant Research, offre una panoramica generale del mercato dei prossimi vent'anni osservando in particolare quali sono i fattori che possono contribuire alla sua espansione e quali, al contrario, i fattori che costituiscono un freno alla diffusione di prodotti e servizi legati agli edifici Zero Energy. 

Prodotti e servizi. Prospettive al 2035

Secondo l'istituto di ricerca, le prospettive per il prossimo ventennio sono positive, ma il mercato al momento stenta ancora a decollare. A fronte di un mercato attuale che Navigant Research stima in 629,3 milioni di dollari, l'istituto di ricerca prevede che nel 2035 si avrà un mercato globale pari a 1400 miliardi di dollari. Una crescita notevole spinta soprattutto dall'Unione Europea, regione economica nella quale si prevede che si concentrerà la gran parte del mercato dei prossimi vent'anni, seguita dagli Stati Uniti. Tra tutti i prodotti e i servizi considerati in questa ricerca (illuminazione, pareti e tetti, vetri, riscaldamento, ventilazione e sistemi di condizionamento dell'aria, energie rinnovabili), si prevede che la gran parte della fetta di mercato legata ai Zero Energy Building sarà occupata dai servizi di progettazione e di gestione delle strutture, con un mercato globale stimato in 414,2 miliardi di dollari nel 2035

Incentivi e freni alla diffusione di prodotti e servizi Zero Energy

Tra i principali fattori che contribuiranno alla crescita del mercato vi sono sicuramente le politiche a favore dell'efficienza e della conversione energetica dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili. Politiche come quelle europee, incentivando la costruzione di edifici Zero Energy e promuovendo la diffusione delle fonti rinnovabili, forniscono un fondamentale incentivo alla crescita del mercato globale di prodotti e servizi connessi a questa tipologia di edifici. Altro importante fattore di crescita è lo sviluppo, già in atto, di prodotti sempre più efficienti e sempre meno costosi. Basti pensare ai pannelli fotovoltaici, che certamente costituiscono la scelta più comune tra i prodotti utilizzati per la produzione di energia da fonte rinnovabile, sempre più economici, efficienti e affidabili. Un ruolo chiave continuerà a giocare la crescente attenzione dell'opinione pubblica per le problematiche ambientali e la consapevolezza dei benefici sia economici che ambientali derivanti dalla realizzazione di edifici energeticamente efficienti.

Il mercato dei prodotti legati agli edifici Zero Energy, tuttavia, stenta ancora a decollare. I fattori che costituiscono un freno alla crescita di questo mercato sono legati, secondo la ricerca effettuata da Navigant Research, in primo luogo all'assenza di una chiara definizione di questa tipologia di edifici. In generale, sappiamo che si tratta di edifici che in un anno solare producono tutta l'energia che consumano, e sono attualmente in fase di sviluppo numerosi progetti pilota che vanno in questa direzione. In realtà, però, le definizioni di edifici Zero Energy sono numerose e non sempre concordanti tra loro. In Europa, ad esempio, si è scelta la formula dei Nearly Zero Energy Building (Edifici a Energia Quasi Zero), ma la definizione dei parametri e degli standard per questi edifici è stata affidata ai singoli stati membri. Ciò che manca, secondo gli estensori di questo rapporto, è la presenza di un organismo che si occupi sia di dare una definizione univoca di Edificio Zero Energy, sia di definirne parametri e standard validi per tutti. È questa la sfida per il futuro, nonché ciò che potrebbe dare una ulteriore spinta al mercato dei prodotti e dei servizi connessi agli edifici Zero Energy.  

AutoreDott.ssa Serena Casu


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