Progettazione passiva, materiali green e fonti rinnovabili per il primo edificio indiano Zero Energy

È stato progettato per rispondere ai parametri di efficienza energetica e sostenibilità ambientale richiesti dalla certificazione Leed Platinum e dalle 5 stelle Griha (Green Buildings Rating System India, il sistema di certificazione indiano per l'edilizia sostenibile). Inaugurato ufficialmente all'inizio di quest'anno, l'Indira Paryavaran Bhawan  è il primo edificio Zero Energy dell'India, grazie alla combinazione di un'architettura solare passiva e all'utilizzo di impianti per il risparmio energetico e per la produzione di energia da fonte rinnovabile. 

Cominciato nel 2011 e inaugurato lo scorso febbraio, l'edificio di New Delhi ospiterà gli uffici del Ministero indiano dell'Ambiente e delle Foreste e si pone il preciso obiettivo di costituire un punto di riferimento per la realizzazione di ulteriori edifici simili nel paese, che rispondano ai criteri della bioedilizia e del risparmio energetico. Si tratta di una struttura antisismica in cemento armato, costruita però anche utilizzando materiali riciclati come i mattoni di cenere provenienti dal riciclo dei rifiuti, oltre che materiali naturali come la fibra di bambù, utilizzata per infissi e persiane. La struttura è composta da due blocchi di sette piani ciascuno, cui si aggiungono tre piani seminterrati per i garage, in grado di accogliere oltre più di 300 posti auto. La superficie totale dell'edificio è di quasi 900 metri quadrati, ai quali si aggiunge un'ampia area verde esterna, con prati, giardini e vegetazione. In totale l'edificio occupa una superficie di 2800 metri quadrati. 

Facciata nord dell'Indira Paryvaran Bhawan

Per la sua realizzazione si è scelto di adottare numerose strategie sia attive che passive, che contribuiscono a rendere l'Indira Paryavaran Bhawan un edificio sostenibile a elevatissima efficienza energetica. La struttura è progettata in modo tale da favorire l'utilizzo della luce naturale, riducendo in questo modo all'origine il consumo di energia necessaria per l'illuminazione degli ambienti interni. La vegetazione esterna è utilizzata passivamente per fornire ombreggiamento all'edificio, garantendo anche una protezione naturale contro il caldo estivo. L'efficiente sistema di isolamento in lana di roccia per le pareti esterne e l'utilizzo di tegole ad alta riflettanza completano la protezione degli interni sia dal freddo che dal caldo.

A questi sistemi architettonici si aggiungono i numerosi impianti che consentono all'edificio di ridurre al minimo i propri consumi energetici, tra i quali l'utilizzo di illuminazione a bassissimo consumo, un impianto idrico a basso consumo, la presenza di sistemi di recupero delle acque piovane e di impianti per il filtraggio e il riutilizzo delle acque di scarico, la scelta di piante a bassa richiesta d'acqua per la progettazione dei giardini esterni. Tra le scelte più innovative segnaliamo anche l'utilizzo di impianti di condizionamento a travi fredde a soffitto per il raffrescamento passivo degli interni. Tali sistemi consentono di prelevare l'aria calda dagli ambienti per convezione naturale (l'aria calda sale naturalmente verso l'alto), per poi reimmetterla negli ambienti dopo averla rinfrescata utilizzando l'acqua riciclata proveniente dal trattamento delle acque di scarico. La struttura è inoltre dotata di un grande impianto fotovoltaico sul tetto – con 930 KW di picco, è il più grande impianto fotovoltaico sul tetto degli edifici pluripiano in tutta l'India – in grado di rendere l'edificio energeticamente autosufficiente per i suoi consumi di energia elettrica.

Foto da www.indiraparyavaranbhawan.com 

AutoreDott.ssa Serena Casu


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