Zambia: il fotovoltaico illumina la scuola
Si chiama Lighter Learning il programma di SolarAid, che vuole aumentare l'accesso all'educazione per molti bambini delle comunità più povere dello Zambia, attraverso l'installazione di piccoli sistemi fotovoltaici in dodici scuole del Paese. Il programma si inserisce all'interno dei più ampi obiettivi dell'associazione che, entro il 2020, mira a sradicare da 110 milioni di famiglie africane la "cultura" delle lampade a cherosene, il combustile sinora più utilizzato a dispetto dei costi (si raggiunge un picco di 8 dollari per KwH, il 25 % dei propri "guadagni") e dei pericoli. Si tratta di un obiettivo senz'altro di grande importanza, visto che nell'Africa sub-sahariana, solo il 9 % della popolazione è raggiunta dalla rete elettrica.

(Il programma Lighter Learning affronta la questione dell'educazione nelle zone più povere dello Zambia con l'installazione di pannelli fotovoltaici)
A inzio settimana, è arrivato l'annuncio: la scuola di Mayukwayukwa a Kaoma, nella zona occidentale dello Zambia, è stata illuminata per la prima volta dall'energia elettrica prodotta dall'impianto installato dalla Yingli Green Energy Holding Company Limited, una società leader a livello mondiale nel settore della produzione di energia solare.
La scuola era stata costruita nel settembre del 2008 dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), per dare l'opportunità ai numerosissimi bambini rifugiati in quest'area di poter studiare. Il campo profughi di Mayukwayukwa è, infatti, uno dei primi e la sua comparsa (a 300 Km a ovest di Lusaka, la capitale) risale al 1996, durante una tregua della guerra civile angolese, durata ben 27 anni. Ad oggi, ospita circa 15000 rifugiati, tra cui, appunto, molti bambini nati proprio nel campo.

(Il campo nomadi di Mayukwayukwa esiste dal 1996; nel 2008 l'UNHCR vi ha costruito una scuola)
La realizzazione dell'impianto è stata possibile grazie ai 24000 euro raccolti da SolarAid, grazie a una donazione fatta proprio dalla Yingli Green Energy e dai suoi partner (Atama Solar Energy, Kingspan Energy e Solar Roof Systems).
Il risultato è stata, appunto, l'installazione di un sistema fotovoltaico grazie al quale una delle aule più grandi della Mayukwayukwa High School è illuminata anche di sera, permettendo, così, ai suoi alunni di studiare anche quando il sole è ormai calato e senza che le famiglie debbano ricorrere alle lampade a cherosene. Oltre all'aula, inoltre, ricevono illuminazione serale l'ufficio degli insegnanti e il dormitorio circostante, così che i circa 600 studenti (di età compresa tra i 14 e 19 anni) e i loro insegnanti potranno finalmente studiare più a lungo, estendendo la durata delle proprie attività quotidiane anche nelle ore serali. Grazie all'impianto fotovoltaico è, tra l'altro, divenuto finalmente possibile ricaricare elettricamente e senza difficoltà i telefoni cellulari (sino a questo momento ricaricabili solo a prezzo di lunghi tragitti a piedi alla volta delle stazioni più vicine).

(Grazie all'impianto fotovoltaico studenti e insegnanti della Mayukwayukwa High School potranno proseguire le attività dopo il tramonto)
I fondi raccolti contribuiranno, inoltre, alla distribuzione in molte altre scuole africane di lampade solari al LED ad alte prestazioni. Le batterie si ricaricano, infatti, grazie alla luce solare, garantendo per diversi anni un numero considerevole di ore di illuminazione giornaliera, sia come torce in strada sia come lampade dentro gli edifici; un altro passo, dunque, per sollevare il livello di alfabetizzazione medio e ridurre la dipendenza dal cherosene.










