Un impianto eolico per il mostro di Loch Ness

Fra tutte le storie "strane" e "bizzare" che arrivano da tutti gli angoli della Terra, quella del mostro di Loch Ness rientra, senz'altro e a pieno diritto, tra le più dure a morire. Ancor oggi, in pochi sono disposti a rinunciare alla possibilità che le fresche e profonde acque del lago delle Highlands scozzesi (il punto più profondo arriva a 230 metri) celino la fantomatica Nessie, la creatura leggendaria di cui si vagheggia a partire, almeno, dal racconto del monaco irlandese San Colomba di Iona, che nel 565 d.C. descriveva il funerale di un abitante della zona, assalito e ucciso da una "selvaggia bestia marina".

La celebre immagine che, negli anni '30, ha decretato il revival della leggenda

(La celebre immagine, rivelatasi un falso, che, negli anni '30, ha decretato il revival della storia di Nessie)

A partire da oggi, esiste, però, almeno un'altra ragione per cui si dovrà parlare del lago scozzese e riguarda la costruzione di un nuovo parco eolico di 32 turbine, con una capacità installata di 108 MW.

Sebbene, infatti, manchino ancora le ultime autorizzazioni ufficiali (relative alle valutazioni di impatto ambientale), la costruzione del parco sembra ormai cosa fatta. Il progetto unisce, infatti, la possibilità di creare occupazione e, insieme, di sfruttare la caratteristica ed estrema ventosità di queste terre al fine di fornire energia pulita, con l'ovvio beneficio di ridurre di migliaia di tonnellate le emissioni di CO2 nell'atmosfera. Perché, poi, l'impatto ambientale sia veramente ridotto a zero, nei prossimi mesi si terminerà con la valutazione delle misure ambientali necessarie a proteggere il paesaggio e la sua biodiversità. 

 

Per dare il via alla costruzione del parco eolico, manca la valutazione delle misure da adottare per proteggerne paesaggio e biodiversità

(Per dare il via alla costruzione del parco eolico, manca la valutazione delle misure da adottare per proteggerne paesaggio e biodiversità)

Ma vediamo un po' di cifre: alle 32 turbine e ai 108 MW di capacità installata si aggiungono, infatti, le 50900 abitazioni il cui fabbisogno energetico potrà essere soddisfatto grazie all'impianto eolico, il cui costo di realizzazione stimato si aggira intorno ai 166 milioni di sterline. I numeri del parco eolico di Loch Ness non sono, però, finiti qui: si stima, infatti, la creazione di circa 66 posti di lavoro, più della metà messi a disposizione della comunità locale, che potrà, inoltre, beneficiare anche di nuovi investimenti nella zona. Si parla, infatti, di ben 13 milioni di lire sterline, nell'arco di più di 25 anni, da investire in progetti benefici per la comunità (come, appunto, un fondo per l'energia sostenibile destinato alla creazione di sempre nuove e più avanzate competenze, attraverso iniziative di formazione).

La SSE Generation Limited, vale a dire il terzo produttore irlandese di energia elettrica (1568 MW di cui 500 MW di capacità eolica), è uno dei più grandi proprietari e sviluppatori dei parchi eolici onshore nel Regno Unito ed è anche la società che ha presentato per la prima volta la bozza del progetto nell'estate del 2012. Dopo varie modifiche e intoppi, ora può finalmente contare di cominciare con l'installazione nell'arco di 20 mesi.

La centrale eolica di Ardrossan, una cittadina portuale della Scozia sud-occidentale

(La centrale eolica di Ardrossan, una cittadina portuale della Scozia sud-occidentale)

Infine, a detta di Fergus Ewing, il ministro scozzese dell'Energia, l'impianto di Loch Ness (che sarà chiamato Bhlaraidh e sarà costruito vicino a Invermoriston) darà un contributo importantissimo agli obiettivi energetici scozzesi: produrre il 50 % della propria domanda di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2015, un primo passo verso l'obiettivo (ancora più ambizioso) del 100 % entro il 2020.

Intanto, secondo i dati della commissione Forestale del Regno Unito, negli ultimi sette anni (dal 2007, anno dell'elezione a premier del socialdemocratico Alex Salmond), la politica energetica scozzese è costata l'abbattimento di più di 5 milioni di alberi, una specie di paradosso denunciato come distruzione indiscriminata dal partito conservatore, all'opposizione. Oltre 2500 ettari di foreste sarebbero scomparse per fare spazio alle pale eoliche. Il governo, però, si difende attraverso il sostegno dimostrato alla nuova piantumazione di ben 30000 ettari di terreno.

AutoreDott.ssa Morena Deriu


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